Ecco perché Tesla è a un bivio: 2018 è l’anno decisivo

Tutti i passi falsi di Tesla Motors del 2018 fino ad oggi avrebbero messo in ginocchio molte aziende giovani, ma quella di Elon Musk sembra resistere.

Ecco perché Tesla è a un bivio: 2018 è l'anno decisivo

Se è ciò che non uccide fortifica è un detto valido anche per gli affari, allora Tesla è pronta per il salto di qualità: probabilmente non imminente, ma dopo averne passate così tante soltanto nei primi cinque mesi del 2018, la casa di Palo Alto è uscita quasi indenne.

Di certo, la crescita non c’è: se migliora la fase produttiva, i conti sono ancora molto deludenti, ma Elon Musk si mostra sempre più determinato ad imporre la propria strategia basata sullo storytelling, che finora è riuscita a garantirgli un ampio pubblico di fedelissimi seguaci, i primi che esulteranno quando finalmente Tesla sarà tra i colossi automotive.

I passi falsi di Tesla nel 2018

Procedendo per ordine cronologico, vediamo cosa ha superato Tesla nei primi mesi del 2018, da incidenti mortali sulle proprie auto, fino all’attacco hacker per fare mining di criptovalute dall’account Amazon, e importanti richiami per difetti di fabbrica. Sullo sfondo, risultati finanziari bassi e una produzione della Model 3 che è appena entrata in regime dopo mesi di attesa.

Febbraio - Attacco hacker

A febbraio gli Amazon Web Services di Tesla sono stati oggetto di un attacco hacker finalizzato al mining di criptovalute. Questo ha messo a rischio i dati dei proprietari delle auto californiane, riguardo manutenzione, telemetria e mappatura, ma ha riguardato soltanto le auto utilizzate dalla rete interna di Tesla, quindi auto di prova degli stabilimenti.

Marzo - Il richiamo delle Model S

A marzo, Tesla ha richiamato 123.000 modelli di Model S, tutte prodotte prima di aprile 2016. Il problema era molto raro e riguardava i bulloni del servosterzo che, in zone particolarmente fredde, avrebbero potuto danneggiarsi a causa di particolari sali anti neve di alcuni Paesi. Fino ad oggi è stato il più voluminoso richiamo di Tesla.

Marzo - L’incidente mortale

Una Tesla Model X si è schiantata contro uno spartitraffico mentre l’Autopilot era inserito: a causa dell’impatto, l’auto ha preso fuoco e il conducente è rimasto ucciso. L’incidente rientra relativamente nella questione della guida autonoma, semplicemente perché l’Autopilot è soltanto un assistente alla guida che richiede sempre le mani sul volante da parte del conducente. La vedova ha fatto causa a Tesla che si è ritrovata a collaborare nell’indagine sulla sua auto con il National Transportation Safety Board, pur con ruoli e accordi che già sono variati più volte dal momento dell’incidente.

Aprile - conti a rischio e pesci d’aprile

Il mese di marzo si è concluso con il declassamento di Moody’s da B2 a B3 a causa delle difficoltà di Tesla a raggiungere gli obiettivi di produzione. Il conseguente crollo del titolo in borsa non ha comunque afflitto Elon Musk che il primo aprile si è lasciato andare a provocazioni sfruttando la ricorrenza del pesce d’aprile: Tesla è fallita? No, è solo una trovata del CEO per esorcizzare i cali finanziari e per mostrare ai detrattori che la compagnia è solida.

Aprile - Produzione ancora a bassi livelli

L’obiettivo di 5000 auto a settimana si sposta per la fine di giugno, ma intanto Tesla riesce a produrre soltanto più di 2000 auto. Questo rimane uno dei nodi principali che frena tutta la crescita della compagnia. Lo stesso Musk ha ammesso che è stato un errore contare solo sulle macchine automatizzate per accelerare la produzione, tralasciando il fattore umano che in alcune fasi sarebbe stato fondamentale.

Aprile - Le condizioni di lavoro alla Tesla

Il Center for Investigative Reporting pubblica un rapporto investigativo secondo cui Tesla ha omesso alcuni infortuni sul posto di lavoro a causa delle scarse misure di sicurezza della sede di Fremont, e subito dopo il Division of Occupational Safety and Health della California ha iniziato le indagini sulle condizioni di lavoro dei dipendenti di Tesla.

Maggio - Accusa di plagio

La compagnia americana Nikola, che produce camion elettrici ad idrogeno, ha accusato Tesla di plagio per aver copiato il camion elettrico Nikola One, nel design e non solo. Tesla ha rispedito al mittende le accuse, ed è stata citata per un danno di 2 miliardi di dollari.

Tesla 2018, anno decisivo

Mancano ancora tre trimestri per concludere l’anno, e Tesla non può permettersi altri passi falsi. Il 2018 sarà infatti decisivo per scoprire se il futuro porterà Tesla tra le più grandi realtà internazionali o se la casa di Palo Alto rischierà di crollare sotto il peso delle aspettative e dei propri limiti.

Mai fino a questo punto, la compagnia aveva sofferto così tanto sotto il punto di vista finanziario, legale e produttivo. Se però uscirà dal 2018 con una curva di crescita, ci saranno tutti i presupposti per fare bene nel 2019.

Se la produzione della Model 3 dovesse prendere davvero il via, a Musk basterebbe lanciare un nuovo modello come il suv Model Y per rilanciare la compagnia.

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