La Cina riduce il target di crescita al 4,5–5%. Il nuovo piano quinquennale cambia la domanda di materie prime, acciaio in calo, su i metalli tecnologici.
Mentre il mondo è distratto dalla guerra in Iran, a Pechino le cose procedono sottotraccia.
La Cina rivede al ribasso il proprio obiettivo di crescita economica e definisce le linee guida del nuovo ciclo di pianificazione industriale. Il segnale è arrivato dal Congresso nazionale del popolo di marzo, che ha fissato per il 2026 un target di crescita del PIL compreso tra il 4,5 e il 5% , al di sotto dell’obiettivo di circa il 5% indicato negli anni precedenti.
Il Congresso ha anche presentato le linee guida del quindicesimo Piano quinquennale, che coprirà il periodo 2026-2030 e che rappresenta la prima tappa di una strategia più lunga con orizzonte 2035. Il documento distingue infatti tra obiettivi a cinque anni e obiettivi strutturali a quindici anni. Tra i principali obiettivi di lungo periodo indicati dal piano figurano il raddoppio del reddito pro capite rispetto al livello del 2020 entro il 2035, un aumento della spesa in ricerca e sviluppo del 7% annuo e l’espansione dell’economia digitale fino al 12,5% del PIL. Il piano prevede inoltre un aumento del tasso di urbanizzazione fino al 70% entro il 2030. [...]
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