EUR/USD a 1,17 entro fine 2020? Analisi tecnica e scenari

Il tasso di cambio Euro/Dollaro è ancora in trend rialzista da maggio. Quali scenari futuri in presenza di incertezze sul Recovery Fund e il nuovo rialzo dei contagi da COVID-19?

I dati intraday e in tempo reale del Grafico EUR/USD sono tratti dalle quotazioni di prodotti OTC.

L’euro sembra attrarre ancora di più gli investitori nella fase post lockdown, come è apprezzabile analizzando il cambio Euro/Dollaro (EUR/USD).

Dopo aver fatto registrare un minimo durante il mese di marzo scorso toccando quota 1,07, adesso il cambio viaggia stabilmente sopra quota 1,12 dollari per un euro.
Quali i possibili scenari futuri?

Cambio Euro-Dollaro, analisi tecnica: nuovo punto di svolta?

Secondo gli analisti, l’inizio della ripresa economica potrebbe far registrare un inversione del trend per quanto riguarda il tasso di cambio Euro-Dollaro.
Durante il lockdown, l’attenzione dei mercati e degli operatori di mercato si è spostata sul dollaro.

Essendo il biglietto verde la valuta più scambiata a livello globale, ha da sempre costituito un porto sicuro dove parcheggiare la liquidità per gli investitori nei periodi di crisi in quanto:

  • è la moneta in con cui avvengono gli scambi commerciali;
  • è la valuta più utilizzata dalle istituzioni finanziarie a livello globale.

Perciò, monitorare la liquidità in dollari nel mercato monetario è utile per monitorare lo stato di salute dell’economia.
Nel marzo 2020 il tasso di cambio Euro-Dollaro è sceso al di sotto di 1,07 dollari per un euro arrivando a toccare 1,064 dollari per un euro il 19 marzo.

Con l’allentamento delle misure di lockdown in Europa e negli Stati Uniti del maggio scorso, l’EUR/USD sembrerebbe aver invertito la rotta.

Dal 4 maggio 2 luglio il tasso ha guadagnato il 3,44% passando da 1,09 dollari per un euro il 4 maggio a 1,1275 dollari per un euro il 2 luglio.
Un incremento maggiore rispetto a quello fatto registrare nel periodo gennaio marzo 2020 (pari a -1,25%).

A pesare sulla tendenza a invertire il trend sono tre fattori:

  • gli sviluppi sul Recovery Fund che contribuirebbero ad allontanare i rischi di una dissoluzione dell’euro;
  • la politica monetaria della FED, che intende mantenere i tassi di policy ancora vicini allo 0% fino al 2022;
  • l’avversione al rischio degli investitori sia in merito alle tensioni geopolitiche tra Cina e Stati Uniti che ai timori legati alla ripresa dei contagi in alcune zone degli USA.

La predisposizione di un piano da 750 miliardi tramite l’adozione di un debito comune sembra essere il fattore che principalmente ha guidato il sentiment del cambio Euro-Dollaro nel periodo di giugno, che secondo gli analisti di Amundi sarà l’unica moneta che crescerà di meno del dollaro il prossimo anno.

Nonostante questo scenario pessimistico per il 2021 per la moneta unica, gli analisti si aspettano una crescita del cambio Euro/Dollaro fino ad un valore pari a 1,17 entro la fine dell’anno.

Questa previsione non farebbe altro che confermare la tendenza all’inversione del trend dell’euro contro il dollaro entro la fine di quest’anno, spinto dall’ondata di acquisti della moneta unica nei confronti del biglietto verde.


Tasso di cambio Euro/USD 2013-2020

Come si può vedere da grafico, il trend rialzista mostrato dall’EUR/USD da maggio in poi è superiore alla media mobile sia a 100 periodi che a 200 periodi. Questo significa che da maggio in poi conviene acquistare euro e vendere dollari sul mercato Forex.

L’Euro/Dollaro è un buy?

Il segnale di acquisto della moneta unica fornito dall’analisi tecnica del grafico sull’Euro/Dollaro, unito al valore delle volatilità implicite sulle opzioni scritte sul cross (dove la volatilità dell’opzione call è superiore alla volatilità dell’opzione put, entrambe out of the money pari a 3), mostra come gli operatori del mercato si aspettino un ulteriore indebolimento del dollaro nei confronti dell’euro in futuro, confermando il rating buy nonostante le incertezze provenienti sia dal Recovery Fund che dai nuovi contagi di COVID-19 nel mondo.

Il rafforzamento dell’euro sul dollaro provocato da scelte di asset allocation degli operatori di mercato contribuirebbe a migliorare la salute delle banche europee.

Il minor costo di finanziamento in dollari da parte delle istituzioni finanziarie europee migliorando il loro merito creditizio va a beneficio della stabilità del sistema bancario europeo.

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