ETF: flusso da record nel 2017. Al mercato piacciono reddito fisso e Asia

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ETF: flusso da record nel 2017. Al mercato piacciono reddito fisso e Asia

Vicini al raddoppio i flussi in ETF verso il reddito fisso, mentre aumenta l’interesse sull’azionario asiatico. Da inizio anno il flusso è di 78,2 miliardi di euro, da record.

I flussi verso gli strumenti ETF sono di nuovo in crescita ad ottobre grazie alla propensione al rischio sul mercato a vantaggio dei titoli azionari quotati nei Paesi sviluppati. La quantità di capitale versata negli ETF quest’anno ha già sorpassato il record annuale registrato nel 2015.

Per il mese passato si parla di un’aggiunta di 7 miliardi di euro, contro i 6,8 miliardi di euro in flussi su ETF registrati a settembre.

In aggregato, su base annuale il flusso verso gli ETF ha ora raggiunto quota 78,2 miliardi di euro, ben al di sopra del record segnato due anni fa di 71 miliardi. Tra questi, 51,4 miliardi di euro sono stati versati nell’azionario.

Il trend rialzista, che conferma il crescente interesse verso gli ETF come strumento di investimento, è dovuto perlopiù al raddoppio degli investimenti nel reddito fisso (+1,2 miliardi di euro), mentre ad ottobre risultato in leggero calo i flussi verso l’azionario (+5,8 miliardi di euro). In aumento l’interesse per le strategie Smart Beta, soprattutto le Value (+0,4 miliardi di euro), mentre il fronte delle materie prime appare per la maggior parte abbandonato (-0,03 miliardi di euro).

Flussi in ETF azionari: in calo l’Europa, Asia da record

Gli afflussi nelle azioni hanno registrato un leggero rallentato ad ottobre.
I flussi verso l’Europa hanno evidenziato una decelerazione ma la propensione al rischio rimane salda grazie al miglioramento delle condizioni economiche.

Nel mese sono stati significativi gli afflussi significativi negli USA e in Asia - l’azionario asiatico ha segnato dei massimi da record nel 2017 a seguito della rielezione di Shinzo Abe e al miglioramento economico in Giappone.
Da inizio anno la raccolta in Asia si attesta a 3,3 miliardi di euro, vicino ai massimi di due anni fa. L’interesse si è concentrato maggiormente sugli indici con copertura dal rischio di cambio, data la previsione per cui lo yen dovrebbe continuare a deprezzarsi. Al momento, infatti, il Giappone è l’unico Paese la cui banca centrale sta proseguendo con una politica monetaria totalmente accomodante.

In calo, infine, i flussi di investimento verso l’azionario dei Paesi emergenti in risposta all’orientamento della politica monetaria della Federal Reserve, banca centrale degli Stati Uniti.

Raddoppio dei flussi sul fixed income

Secondo i dati forniti da Lyxor gli investimenti nel reddito fisso sono quasi raddoppiati.
I titoli di Stato dei Paesi emergenti sono stati protagonisti di un rinnovato interesse (+192 milioni di euro, contro il calo di -304 milioni di euro segnalato a settembre).
Forte rialzo degli afflussi anche verso i corporate bond Investment Grade (+1,2 miliardi di euro, contro il calo di -245 milioni di euro del mese precedente.
Ancora ad ottobre, tuttavia, per la prima volta nel 2017 il debito emergente registra un saldo in deflusso.

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