Donbass: cosa sta succedendo e i motivi dello scontro tra Russia e Ucraina

Alessandro Nuzzo

19/02/2022

21/02/2022 - 09:45

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Il Donbass è uno dei territori più caldi nello scontro tra Russia e Ucraina e il conflitto si trascina da diversi anni. Vediamo perché.

Donbass: cosa sta succedendo e i motivi dello scontro tra Russia e Ucraina

Il Donbass è un punto chiave per lo scontro Russia - Ucraina che sta tenendo con il fiato sospeso tutto il mondo. La Russia teme la minaccia della Nato che annettendo a sé l’Ucraina si sposterebbe troppo a Est. Questo è inaccettabile per Vladimir Putin che si è detto pronto a usare ogni mezzo comprese le armi per impedire che ciò avvenga.

Dall’altra parte i Paesi della Nato, capitanati dagli Usa, si sono detti pronti a tutte le sanzioni possibili qualora la Russia decidesse d’invadere l’Ucraina difendendo così le scelte democratiche e indipendenti fatte dal governo di Kiev .

Ciò che sta avvenendo sino a oggi è una guerra di nervi, di terrore psicologico fatto da migliaia di militari in assetto da guerra posti al confine da Putin pronti ad attaccare in ogni momento. Un’evenienza che lo stesso Biden ritiene ancora “molto probabile”.

Negli ultimi giorni stiamo sentendo parlare molto del territorio del Donbass come fronte caldo del conflitto con diversi disordini tra gli indipendentisti filorussi e le forze filoccidentali di Kiev. Un territorio tornato a galla ora nella cronaca mondiale, ma da anni teatro di scontri.

Vediamo dove si trova il Donbass, perché è fondamentale per la Russia e perché è teatro di scontri.

Donbass: dove si trova?

Il Donbass è una regione situata nella parte orientale dell’Ucraina al confine con la Russia. Qui negli ultimi giorni stanno avvenendo diversi scontri tra chi vorrebbe che il territorio si legasse alla Russia e chi invece spinge per una svolta più occidentale e indipendente.

Il conflitto ha radici lontane. Tutto è partito nel marzo del 2014 quando alcuni manifestanti indipendentisti ucraini filorussi si impossessarono dei palazzi del governo chiedendo un referendum per rendere il territorio indipendente dall’Ucraina.

Quello che gli indipendentisti non accettavano, e non accettano tuttora, sono le spinte filo occidentali di Kiev, mentre loro si sentono ancora legati alla Russia. Il risultato è stato un pesante scontro con gli indipendentisti che arrivarono a conquistare 1.500 chilometri quadrati di territorio.

La situazione si risolse con gli accordi di Minsk che posero fine alla guerra dell’Ucraina orientale, al successivo disarmo, al rilascio dei prigionieri e a maggiori poteri da parte dell’Ucraina alle regioni di Donetsk e Lugansk.

Ma gli accordi di cessate il fuoco sono stati negli anni costantemente violati e le rappresaglie in quella regione non si sono mai placate e tuttora stanno proseguendo.

Quella a cui stiamo assistendo è una guerra silenziosa. Al confine ormai tutti sono addestrati all’uso della armi. Una maestra ha spiegato che i ragazzini ormai riconoscono i calibri a seconda del fischio: più forte se è un 122 mm, più attutito se è un 82.

Il territorio del Donbass è inoltre secondo l’Onu uno dei più grandi campi minati della terra: un milione e 600 mila ettari di terreno chiuso in trappola.

Le recenti minacce della Russia non hanno fatto altro che mettere benzina sul fuoco di un territorio già da anni molto caldo.

Solo nelle ultime ore l’Ucraina ha denunciato 60 violazioni di cessate il fuoco dando le colpe ai separatisti filorussi. I separatisti invece hanno negato affermando che i primi attacchi sono arrivati proprio dalle truppe che fanno capo a Kiev.

Perché il Donbass è importante per la Russia

Il territorio del Donbass è fondamentale per la Russia per una serie di aspetti. Sia economici visto che è la regione delle grandi miniere di carbone, tesoro delle acciaierie legate a Mosca. Sia perché permette alla Russia di mantenere il controllo sul Mar Nero e l’accesso verso i mari caldi.

Per questo è molto importante per Putin mantenere il controllo di quell’area con una folta presenza di persone che si sente ancora di appartenere alla Russia. Difatti parlano ancora quella lingua e non l’ucraino diventata nel 1996 lingua nazionale.

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