Donald Trump: un pericolo per l’economia mondiale?

Donald Trump, candidato alle elezioni USA 2016, è una minaccia per l’economia mondiale? Crisi finanziaria, terrorismo e Brexit mettono a dura prova i mercati e aiutano la crescita del populismo politico e economico.

Gli attentati terroristi dell’ultimo periodo, le conseguenze della Brexit, la crisi economica mondiale hanno messo in ginocchio la finanza e i mercati internazionali.

Nuove figure politiche come quella del miliardario Donald Trump in corsa per le Elezioni USA 2016 contro Hillary Clinton emergono, facendosi strada in un clima di grandi incertezze.

Secondo molti Donald Trump sarebbe una minaccia per l’economia mondiale, rappresentando uno scontro ideale tra protezionismo e liberismo.

Cosa accade se Trump diventa presidente degli Stati Uniti? Se nelle elezioni USA 2016 vince Trump, vince l’isolazionismo?

Le elezioni USA 2016 si giocano molto sul terreno della politica estera e dell’economia. Brexit fa paura anche oltreoceano.

Che impatto hanno personaggi come Donald Trump sull’economia internazionale e i mercati? Quanto realmente sono pericolosi?

Economia populista e il caso Donald Trump. Perché è pericoloso?

Gli avvertimenti bellicosi di Donald Trump circa l’imposizione di dazi unilaterali da parte degli USA contro nazioni che non si piegano al suo volere terrorizzano gli imprenditori high-tech che hanno visto i loro prodotti crescere in popolarità a livello globale dopo anni di lotta per i mercati liberi.

Si teme che Trump sarà una minaccia alla liberalizzazione economica e le avvisaglie sono molte. Pensiamo all’accordo del 1994 di libero scambio tra Canada e Messico che vuole stracciare, cosa che distruggerebbe aziende come General Motors e Ford ed i loro fornitori che per decenni si sono appoggiati ad industrie fuori gli Stati Uniti.

Donald Trump potrebbe dunque mettere a rischio con politiche di terrore, e generando insane preoccupazioni, i liberi scambi commerciali, creando non pochi problemi alle aziende dei settori che vivono maggiormente di esportazione come quello automobilistico e dell’high-tech.

Buone argomentazioni contro il populismo di Trump non bastano, entrambi gli schieramenti devono proporre alternative ed incentivi statali per un’equa distribuzione delle opportunità al fine di arginare posizioni così estreme con proposte valide che spazzerebbero via politiche autodistruttive.

Crisi, Brexit e terrorismo: strada spianata ai populisti?

Con le elezioni attualmente in corso in Europa e negli Stati Uniti, i politici populisti e demagoghi stanno guadagnando il supporto delle masse elettorali, attingendo alla frustrazione generata dalla crisi finanziaria globale e dall’eurocrisis soprattutto dopo il caso Brexit che ha visto l’uscita del Regno Unito dall’UE.

I timori di attacchi terroristici crescono sensibilmente, così come la preoccupazione relativa all’immigrazione clandestina e di pari passo aumentano i dubbi circa le abilità dell’élite politiche giudicate incapaci di affrontare questi momenti cruciali.

L’ordine economico globale sta già cominciando ad essere influenzato dalla pressione politica che si abbatte sui mercati mondiali. Accordi commerciali come il Trans-Pacific Partnership (accordo internazionale sul commercio fra paesi che affacciano sull’Oceano Pacifico, in tutto 12 nazioni) hanno incontrato una resistenza significativa.

I riverberi di Brexit si sono già fatti sentire nei mercati internazionali aprendo delle crepe all’interno dell’Unione europea e l’ansia americana per la costruzione di un ruolo centrale a livello globale degli Stati Uniti potrebbe avere un impatto molto pronunciato sul sistema economico internazionale.

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