Dollaro australiano in caduta libera dopo inflazione inferiore alle attese

Crollo improvviso del dollaro australiano, che paga il dato inferiore alle attese sull’inflazione trimestrale in Australia

Il dato sull’inflazione in Australia, risultato più basso rispetto alle aspettative, ha raffreddato gli entusiasmi sulla valuta oceanica e spinto gli investitori a liquidare grosse posizioni long accumulate nelle ultime settimane. Nel primo trimestre dell’anno l’indice dei prezzi al consumo in Australia è cresciuto del 2,9% su base annua, meglio del 2,7% registrato nei tre mesi precedenti ma meno del 3,2% stimato dagli analisti finanziari. In ogni caso il tasso di inflazione resta sempre all’interno del range obiettivo della Reserve Bank of Australia (RBA), ovvero tra il 2% e il 3%. Il dato poco brillante in Australia, abbinato al deludente risultato dell’attività manifatturiera cinese, ha provocato forti vendite sul “canguro”, che ha violato supporti importanti dando il via a un trend emergente ribassista.

Stanotte, oltre all’inflazione in Australia, è stata comunicata la lettura flash dell’indice PMI manifatturiero cinese elaborato da HSBC. Ad aprile il risultato è stato in linea con le attese, ovvero un lieve incremento a 48,3 punti dai 48 punti precedenti. Lo yuan cinese ha perso ancora terreno, scendendo sui minimi degli ultimi 14 mesi. Sul forex, in particolare sui mercati asiatici, l’offerta di dollari australiani è cresciuta a dismisura. Il tasso di cambio AUD/USD è sceso sui minimi delle ultime due settimane a 0,9270, allontanandosi vistosamente dai top del 10 aprile posti in area 0,9460. La valuta di Sidney è crollata soprattutto contro euro e yen. Il cross EUR/AUD ha guadagnato 200 pip salendo fino in area 1,4930, mentre il cross AUD/JPY è sceso in area 94,80.

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