Il valore del dollaro USA si sta stabilizzando rispetto alla maggior parte delle principali valute. I recenti cali sembrano essere stati leggermente attenuti dal miglioramento del sentiment degli operatori riguardo alla possibilità di un crack globale del sistema finanziario, nonostante il trend del mese di marzo resti ancora negativo.
Allo stesso modo gli esperti si aspettano che la crescita del credito in futuro possa ridursi, seguendo una politica monetaria restrittiva da parte della Fed. Altri analisti invece sostengono che è ancora presto per parlare di contrazione commerciale per l’intero settore bancario in quanto la maggior parte delle banche europee ha attualmente ancora un capitale adeguato e liquidità per sostenere l’economia reale.
Il dollaro ha perso terreno a causa dei nuovi timori economici
La correzione del Dollar Index iniziata a marzo è avvenuta in concomitanza di un aumento della domanda di oro e Treasury statunitensi. La riduzione degli Yield di marzo ha contribuito a una discesa del valore del dollaro il quale, dopo un mese di turbolenze macroeconomiche, potrebbe finalmente star per raggiungere una zona di stabilizzazione poco sopra il valore di 100 per il Dollar Index (DXY).
La discesa del dollaro quindi dipende direttamente dall’aumento delle difficoltà legate al panorama bancario statunitense, in quanto è oggettivamente riconosciuto il fatto che le banche europee mantengano standard più solidi, indipendentemente dai recenti accadimenti. Non a caso, prendendo come riferimento il cross valutario EUR/USD, il prezzo da marzo sembra essere direzionato verso la resistenza posta in prossimità degli 1,01.
Cosa aspettarsi dall’andamento del dollaro?
In questo specifico momento storico, non è affatto facile cercare di prevedere l’andamento del cross valutario più seguito al mondo in quanto risulta governato prevalentemente da variabili attese e poco prevedibili.
Occorre tenere presente che esiste una correlazione diretta tra il dollaro e i tassi d’interesse: quando i tassi di interesse aumentano, gli investitori sono incentivati a detenere dollari per ottenere un maggiore rendimento dai propri investimenti e di conseguenza, la domanda di dollari aumenta. Però, l’aumento dei timori relativi all’inizio di una recessione sta facendo abbassare le attese riguardo il picco dei tassi Fed del 2023, impattando positivamente nel breve sulla spinta del dollaro, ma negativamente sul lungo termine in quanto la domanda di altre valute considerate più sicure potrebbe aumentare, facendo diminuire il valore del dollaro.
Viceversa, qualora la crisi dovesse dilagare, il dollaro potrebbe tornare ad apprezzarsi, in quanto considerato un rifugio sicuro durante periodi di incertezza economica e gli investitori potrebbero preferire detenere dollari.
In sintesi, non è facile pronosticare l’andamento del dollaro perché attualmente risulta molto difficile creare una timeline ben definita degli accadimenti futuri del 2023, per tale ragione il mercato in quest’ultimo periodo tende spesso a contraddirsi comportando un drastico aumento di volatilità nelle borse globali.