Disoccupazione di lunga durata: Italia tra i peggiori in Europa

Alberto De Pasquale

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Nel 2024 oltre la metà dei disoccupati italiani era senza lavoro da oltre un anno. Solo Grecia, Slovacchia e Bulgaria fanno peggio. Il rischio di esclusione sociale resta altissimo.

Disoccupazione di lunga durata: Italia tra i peggiori in Europa

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Cercare un lavoro può essere molto frustrante, soprattutto quando non si riesce a trovare niente anche dopo lunghi mesi.

La disoccupazione di lunga durata non è solo una questione statistica: esprime potenziali conseguenze gravi per le persone che si ritrovano a farci i conti, in primis un maggiore rischio di povertà ed esclusione sociale.

L’orizzonte temporale minimo per essere considerato un disoccupato a “lungo termine” è di un anno, ma naturalmente la ricerca di un lavoro può proseguire per molto più tempo. L’impatto negativo di un prolungato periodo di disoccupazione è enorme. Si può perdere fiducia e motivazione, per poi ritrovarsi davanti a datori di lavoro magari meno disposti ad assumere qualcuno rimasto “fermo” per troppo tempo.

Quanti sono i disoccupati di lungo periodo in Europa?

L’Italia è uno dei paesi europei con la più alta incidenza di disoccupati di lungo periodo. Si ritrova in questa condizione, secondo la definizione utilizzata da Eurostat, ogni persona disoccupata che è attivamente alla ricerca di un lavoro da almeno 12 mesi. Quantifichiamo il fenomeno considerando prima la forza lavoro, ossia il totale delle persone occupate e delle persone alla ricerca di un lavoro, e poi il solo campione dei disoccupati. A livello medio Ue, nel 2024 è stato in disoccupazione di lunga durata l’1,9% della forza lavoro di età compresa tra i 15 e i 74 anni, con una quota dell’1,8% se si considerano soltanto gli uomini e del 2% tra le donne, per le quali risulta quindi una condizione leggermente più diffusa.

L’Italia, tra i paesi con la maggiore diffusione di disoccupati di lungo periodo, si colloca al 4° posto in Ue:

  1. Grecia – 5,4%
  2. Spagna – 3,8%
  3. Slovacchia – 3,5%
  4. Italia – 3,3%
  5. Portogallo - 2,4%
  6. Francia – 1,7%
  7. Germania – 0,9%
  8. Polonia – 0,8%
  9. Malta – 0,7%
  10. Paesi Bassi – 0,5%

Similmente a quanto rilevato a livello europeo, anche per l’Italia il fenomeno è soprattutto femminile: tra gli uomini la disoccupazione di durata superiore a un anno ha rappresentato nel 2024 il 3% della forza lavoro, mentre per le donne il 3,6%. Come abbiamo visto, l’Italia è quarta a livello europeo per incidenza della disoccupazione di lungo periodo riferita alla forza lavoro, ma è ai primissimi posti (sempre al quarto), anche come quota di disoccupati di lunga durata espressa sul totale dei disoccupati.

Il record negativo dell’Italia

Nel 2024 il 50,2% dei disoccupati italiani è risultato alla ricerca di un impiego da almeno 12 mesi. Soltanto Bulgaria (51,5%), Grecia (53,6%) e Slovacchia (64,9%) hanno avuto una quota di disoccupati di lunga durata sul totale dei disoccupati più ampia di quella italiana. A livello medio Ue, invece, l’incidenza dei disoccupati di lungo termine sul totale dei disoccupati è stata del 32,2%: cioè, lo scorso anno poco meno di un disoccupato europeo su tre era da almeno un anno alla ricerca di un lavoro, mentre per l’Italia il rapporto è stato di oltre un disoccupato su due.

Per l’Italia la situazione non cambia parlando della disoccupazione di durata ancora maggiore. Nel 2024, a livello medio europeo, solo il 17,5% dei disoccupati risultava tale per un periodo superiore ai 24 mesi, mentre per gli italiani l’incidenza è stata del 32,3%, al terzo posto dietro Grecia e Slovacchia. La crisi finanziaria tra 2007 e 2009 ha ampiamente aggravato il fenomeno in Europa. Nel 2014 circa la metà di tutti i disoccupati europei era senza impiego da oltre un anno: tuttavia, anche dieci anni fa in Italia era una condizione comunque più diffusa rispetto alla media (sopra il 60%). Oggi la quota europea è tornata a livelli molto più bassi, mentre quella italiana rimane tra le più alte rilevate nei 27 paesi membri.

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