Quali sono gli Stati e i posti più pericolosi del mondo secondo le classifiche di settore? Se devi andare in vacanza, non scegliere uno di questi lidi
Viaggiare è una delle esperienze più arricchenti che possiamo desiderare: immergersi in culture diverse, scoprire paesaggi mozzafiato, assaporare cuisine uniche. Ma accanto al fascino di mete lontane, c’è sempre un lato oscuro: la sicurezza. Quali nazioni oggi sono più rischiose? Quali condizioni bisognerebbe conoscere prima di partire? E come vengono stilate queste classifiche?
Una delle fonti più citate nel 2026 è l’HelloSafe Safety Index, una classifica che valuta i Paesi del mondo sulla base di 35 criteri oggettivi: disastri naturali, violenza nella società, conflitti armati, infrastrutture sanitarie, grado di militarizzazione e altri indicatori. I dati provengono da organismi internazionali come ONU, OMS, Banca Mondiale e diversi istituti di ricerca indipendenti.
L’indice va da 0 (Paesi considerati più sicuri) a 100 (Paesi considerati meno sicuri). Un valore elevato indica maggiori rischi legati a criminalità, instabilità politica, conflitti, criticità sanitarie o calamità naturali.
È importante sottolineare che anche questo indice è stato oggetto di discussioni e critiche. Le Filippine, ad esempio, continuano a occupare il primo posto della classifica con un punteggio di 82,32, ma in passato le autorità locali hanno contestato la metodologia utilizzata per la valutazione.
Nonostante i limiti, queste classifiche restano uno strumento utile per comprendere i rischi generali di una destinazione. Non servono a sconsigliare un viaggio, ma a fornire un quadro informativo che permetta di partire in modo più consapevole e preparato.
Ecco dunque, secondo l’HelloSafe Safety Index aggiornato al 2026 (e corroborato da altre fonti), una panoramica dei 15 Paesi più pericolosi, non solo per vacanze, ovviamente, ma per chiunque si sposti, per turismo, lavoro, o esplorazione. Capiamo il perché dietro al rischio: storia recente, conflitti, condizioni sanitarie, violenza e disastri naturali.
15) Bangladesh
Chiude la classifica dei Paesi più pericolosi al mondo il Bangladesh, con un indice di 58,8. Paese densamente popolato e vulnerabile ai cambiamenti climatici, è soggetto a cicloni, alluvioni e crisi umanitarie ricorrenti. Le tensioni politiche interne restano elevate dopo il cambio di governo avvenuto nel 2024, che ha aperto una delicata fase di transizione, mentre la crisi dei rifugiati Rohingya, concentrata nel sud-est, continua ad alimentare pressioni sociali e difficoltà per le infrastrutture locali.
Le condizioni sanitarie restano precarie in gran parte del Paese, e l’accesso ai servizi di emergenza è limitato. Tuttavia, il Bangladesh conserva un popolo straordinariamente resiliente e un’economia in lenta crescita, segno di un Paese che, pur in difficoltà, cerca ancora di guardare al futuro.
14) Stati Uniti
Che gli USA compaiano in questa lista può sorprendere, ma il punteggio di 59,4 evidenzia problemi specifici: violenza armata, disuguaglianze sociali e criminalità urbana. In molte grandi città - da Chicago a New Orleans - i tassi di omicidio restano tra i più alti del mondo sviluppato.
A ciò si aggiungono episodi di sparatorie di massa e tensioni razziali che minano la percezione di sicurezza. Sebbene la maggior parte delle aree turistiche sia perfettamente sicura, il rischio è diffuso e reale per chi cerca qualcosa di diverso. Gli esperti sottolineano che il problema non riguarda instabilità politica o terrorismo, ma una cultura della violenza interna in alcune aree specifiche difficile da arginare.
13) Siria
Nonostante la caduta del regime di Bashar al-Assad nel dicembre 2024 abbia segnato la fine di una fase storica del conflitto, la Siria resta uno dei luoghi più instabili e pericolosi del pianeta. Con un indice di 60,8, il Paese continua a fare i conti con una difficile transizione politica, la presenza di milizie armate, infrastrutture devastate e vaste aree ancora segnate dagli effetti della guerra.
Molte città, da Aleppo a Homs, portano ancora i segni della devastazione, e mine inesplose e residui bellici rappresentano un rischio reale anche nelle aree considerate relativamente stabili.
Il sistema sanitario è collassato, e gli spostamenti sono soggetti a forti limitazioni. Nonostante qualche sforzo di ricostruzione e la riapertura parziale di alcune aree, la Siria rimane un territorio dove la sicurezza è minima e il turismo praticamente inesistente.
12) Iran
La guerra con gli USA è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E il dato di HelloSafe non tiene ancora conto delle ripercussioni del conflitto. L’Iran, con un punteggio di 61,6, continua a essere al centro di tensioni internazionali e interne. Le proteste popolari degli ultimi anni, represse con forza dalle autorità, hanno mostrato il malcontento crescente della popolazione verso il regime. A questo si sommano restrizioni severe per i viaggiatori stranieri, rischi legati alla sicurezza informatica, alla libertà di stampa e alla possibilità di arresti arbitrari.
Sul fronte geopolitico, il Paese è tutt’oggi vulnerabile a escalation militari, specialmente per i rapporti tesi con Israele, USA e le sanzioni occidentali. Tuttavia, l’Iran conserva un patrimonio storico e culturale straordinario, che continua ad attrarre viaggiatori affascinati dalla sua storia millenaria.
11) Venezuela
Il Venezuela, un tempo tra i Paesi più prosperi dell’America Latina, vive da anni una crisi profonda. Con un punteggio di 64,09, è considerato l’undicesimo Paese più pericoloso al mondo. La criminalità urbana è altissima, con rapine, sequestri e violenze che colpiscono anche aree centrali di Caracas e Maracaibo. L’inflazione fuori controllo, la scarsità di beni essenziali e la corruzione diffusa aggravano la sensazione di precarietà quotidiana.
Le infrastrutture sanitarie e di trasporto sono al limite del collasso, e molti cittadini hanno lasciato il Paese negli ultimi anni. Nonostante i tentativi di stabilizzazione del governo, il Venezuela resta una nazione sospesa tra crisi economica ed emergenza sociale, dove il turismo è diventato un lusso rischioso.
10) Pakistan
Con un indice di circa 68, anche il Pakistan rimane un Paese ad alto rischio, nonostante la sua straordinaria eredità culturale e religiosa. Le tensioni politiche e le rivalità interne, unite a un rischio terrorismo ancora presente in alcune regioni, alimentano un clima di incertezza. Le aree tribali al confine con l’Afghanistan sono considerate tra le più pericolose del mondo, mentre a Islamabad e Karachi si alternano zone sicure e quartieri ad alto tasso di criminalità.
Inoltre, la fragilità economica e infrastrutturale pesa sulla sicurezza complessiva: blackout, strade dissestate e carenze sanitarie rendono complicato affrontare emergenze. Nonostante ciò, il Pakistan resta meta per viaggiatori esperti e curiosi, attratti dal fascino dell’Himalaya e dalle antiche città della Via della Seta.
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9) Mozambico
Il Mozambico, nonostante la sua bellezza naturale e le coste incontaminate, figura tra i Paesi meno sicuri del 2026. Con un punteggio di 69,7, il rischio principale è rappresentato dall’instabilità nel nord, dove la provincia di Cabo Delgado è da anni teatro di un’insurrezione jihadista. Attacchi contro civili e forze governative si alternano a periodi di tregua fragile, mentre le regioni centrali soffrono le conseguenze di cicloni e inondazioni sempre più frequenti.
Le città costiere come Maputo o Tofo restano relativamente tranquille, ma le aree interne sono difficili da raggiungere e spesso prive di sicurezza. L’instabilità politica, unita alle difficoltà economiche, mantiene il Mozambico in una posizione di vulnerabilità cronica.
8) Somalia
Da decenni la Somalia è sinonimo di instabilità. Inserita all’ottavo posto tra i Paesi più pericolosi, con un punteggio di 70,8, resta uno degli stati più fragili del continente africano. Il governo controlla solo parte del territorio, mentre vaste aree del centro e del sud sono dominate da milizie armate come al-Shabaab, responsabili di attentati, sequestri e attacchi terroristici.
La capitale Mogadiscio alterna brevi periodi di calma a improvvise ondate di violenza. Oltre al conflitto armato, la Somalia affronta gravi crisi alimentari e sanitarie, con siccità prolungate che aggravano le condizioni di vita della popolazione. Viaggiare qui è sconsigliato: mancano infrastrutture, assistenza medica e garanzie minime di sicurezza.
7) Indonesia
L’Indonesia è un arcipelago di oltre 17.000 isole che affascina milioni di turisti ogni anno, ma la sua bellezza naturale convive con rischi importanti. Secondo HelloSafe, con un punteggio di 72,9, il Paese è il settimo più pericoloso al mondo. Qui il pericolo non nasce tanto da conflitti o criminalità diffusa, quanto dalla forza della natura: terremoti, tsunami ed eruzioni vulcaniche sono fenomeni ricorrenti.
La nazione si trova infatti sulla “Cintura di Fuoco del Pacifico”. Alcune zone, come Bali o Lombok, sono generalmente sicure, ma altre – come Sulawesi o Papua – restano teatro di tensioni sociali e scontri locali. L’instabilità climatica e infrastrutturale rende necessaria prudenza anche nei viaggi interni.
6) Yemen
Lo Yemen rappresenta una delle più gravi crisi umanitarie del pianeta. Dopo anni di guerra civile, il Paese rimane frammentato, impoverito e devastato da bombardamenti, epidemie e carestie. Con un indice di rischio di 74,6, è considerato una zona quasi inaccessibile per i viaggiatori. Le infrastrutture sono al collasso, gli ospedali mancano di farmaci e personale, e in molte aree del nord le autorità centrali non esercitano alcun controllo.
La presenza di gruppi armati e il rischio di attacchi fanno sì che ogni spostamento interno sia potenzialmente pericoloso. Anche le agenzie umanitarie operano con estrema cautela. Lo Yemen, ricco di storia e paesaggi straordinari, resta oggi un Paese sospeso tra emergenza e sopravvivenza.
5) Russia
Con la guerra in Ucraina ancora in corso e un crescente isolamento internazionale, la Russia è oggi uno dei Paesi più complessi e imprevedibili al mondo. Il suo punteggio nell’indice HelloSafe 2026 (75,65 su 100) riflette il livello elevato di rischio, non solo militare ma anche civile.
Le aree al confine occidentale e meridionale restano altamente instabili, mentre le sanzioni internazionali hanno aggravato la crisi economica e ridotto la disponibilità di beni e servizi. A Mosca e San Pietroburgo la vita quotidiana appare più controllata che pericolosa, ma la sorveglianza politica e la repressione del dissenso creano un clima di incertezza. Viaggiare in Russia oggi significa confrontarsi con restrizioni severe, difficoltà logistiche e tensioni che rendono il Paese profondamente teso.
4) India
L’India è un Paese di contrasti davvero unici, dove la spiritualità millenaria incontra la complessità di una nazione in costante crescita. Eppure, dietro il fascino del Taj Mahal o i colori di Jaipur, si celano anche sfide profonde legate alla sicurezza. Secondo l’indice HelloSafe 2026, l’India è al quarto posto tra i Paesi più pericolosi del mondo, con un punteggio di 77,86 su 100. Le ragioni sono molteplici: il rischio di violenza urbana e politica, tensioni religiose e di casta, nonché l’ampia disparità tra le aree metropolitane e le zone rurali dove i servizi essenziali scarseggiano.
Negli ultimi anni, manifestazioni di piazza e conflitti interni hanno spesso generato scontri con le forze di sicurezza. A questi si aggiungono i rischi ambientali: l’India è una delle nazioni più esposte a inondazioni, ondate di calore e cicloni tropicali. Anche l’inquinamento atmosferico, tra i più alti al mondo, costituisce un pericolo per la salute pubblica.
3) Messico
Il Messico è terzo nella classifica con un punteggio di 78,42. Presenta rischi legati alla criminalità, soprattutto nelle grandi città e nelle zone di confine, con furti, rapine e sequestri. Alcune regioni sono influenzate dalla violenza dei cartelli della droga. Anche i disastri naturali, come terremoti e uragani, rappresentano un pericolo.
Storicamente il Messico ha alternato periodi di maggiore tensione con tentativi di miglioramento dell’ordine pubblico, ma alcune regioni restano pericolose, soprattutto se ci si allontana dai circuiti turistici principali.
2) Colombia
La Colombia figura al secondo posto nella classifica dei Paesi meno sicuri, con un punteggio di 79,21.
In alcune aree della Colombia, la criminalità è un problema rilevante. Bogotá, Medellín e Cali registrano alti tassi di furti, rapine e scippi, specialmente nelle zone turistiche e nei luoghi affollati. La presenza di gruppi armati e attività legate al narcotraffico, soprattutto nelle regioni rurali e di confine, aumentano il grado di pericolosità del Paese.
La Colombia è situata in una zona sismicamente attiva e la stagione delle piogge può portare a inondazioni e frane, che possono ostacolare i trasporti e causare danni alle infrastrutture.
1) Filippine
Le Filippine sono classificate come il Paese più pericoloso secondo l’HelloSafe Safety Index 2026, con un punteggio di 82,32 su 100.
Uno dei rischi principali del viaggiare nelle Filippine è la presenza di conflitti armati e attività terroristiche, in particolare nella regione di Mindanao. Qui operano gruppi militanti come Abu Sayyaf, noti per attacchi terroristici e rapimenti. Anche diversi conflitti tra le forze governative e i gruppi ribelli possono rappresentare un serio pericolo per i viaggiatori.
In città come Manila e Cebu, si registrano alti tassi di furti, rapine e scippi. Anche in alcune aree rurali e periferiche si riscontra una certa pericolosità a causa dell’elevata presenza di criminalità.
Le Filippine sono poi colpite frequentemente da disastri naturali. I tifoni sono eventi comuni e possono causare gravi inondazioni e danni alle infrastrutture. Situato lungo la Cintura di Fuoco del Pacifico, il Paese è esposto a terremoti e attività vulcanica, che possono verificarsi senza preavviso e con conseguenze devastanti.
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