Dis-Coll: la legge dava 68 giorni di tempo per presentare domanda, ma per molti il termine è già scaduto. L’INPS non ha attivato le procedure, il Governo tace e migliaia di disoccupati rischiano di perdere il diritto all’indennità a causa di un ennesimo, macroscopico, errore
Manca ancora più di un mese e mezzo dalla partenza e in migliaia rischiano già di perdere il diritto alla Dis-coll. Secondo quanto stabilito dal decreto attuativo del Jobs Act, la riforma degli ammortizzatori sociali dovrebbe entrare in vigore a partire dal prossimo 1°maggio. A beneficiare della nuova indennità di disoccupazione creata per andar incontro alle esigenze dei co.co.co., secondo quanto si legge nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 7 marzo, sono i lavoratori che si trovano in stato di disoccupazione a partire dal 1°gennaio 2015. La norma in questo caso è infatti chiarissima:
In via sperimentale per il 2015, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2015 e sino al 31 dicembre 2015, possono beneficiare della DIS-COLL i collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione. Risultano esclusi dal beneficio: gli amministratori, i sindaci, i pensionati e i titolari di partita IVA.
La stessa legge però dà ai lavoratori, sia per la Dis-Coll che per Naspi e Asdi, 68 giorni di tempo dalla data in cui si verifica lo stato di disoccupazione per presentare domanda di accesso all’INPS. Ebbene, chi ha perduto il lavoro proprio il 1°gennaio, aveva tempo fino a ieri per inviare la richiesta all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. Fino a qui, sembrano semplici calcoli matematici. Il problema è che, ad oggi, non esiste ancora un modo per presentarla questa domanda. L’ente che si occupa di gestire la faccenda (l’INPS appunto), non ne sa assolutamente nulla.
Dis-Coll 2015: come presentare domanda?
Secondo quanto stabilito dalla normativa, il modulo di domanda per la dis-coll 2015 deve essere presentato all’INPS, esclusivamente per via telematica, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, pena la perdita del diritto all’indennità.
Per trasmettere la richiesta, il collaboratore dovrà possedere il PIN Dispositivo INPS, accedere al sito ufficiale e seguire le istruzioni per la presentazione. In alternativa, ci si può rivolgere al Caf, ai Patronati o agli intermediari autorizzati. Il lavoratore disoccupato dovrà anche iscriversi al centro per l’impiego e sottoscrivere la DID, dichiarazione immediata disponibilità al lavoro.
Una volta presentata la richiesta, l’INPS verificherà i requisiti del richiedente e provvederà ad erogare la Dis-Coll a partire dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda e, in qualunque caso, dopo l’ottavo giorno successivo ala data di cessazione del rapporto di lavoro.
Dis-coll 2015: la domanda non c’è
Fin qui sembra tutto chiaro. Il punto è che, ad oggi, 10 marzo, l’INPS non ha attivato assolutamente nulla e coloro che hanno perso il lavoro proprio il 1°gennaio, hanno già perso il diritto a ricevere l’indennità. Che ci sia qualcosa che non torna appare palese.
Il decreto legislativo del 4 marzo, entrato in vigore il 7 marzo, ha totalmente ignorato il problema. Nessuno ha infatti tenuto conto che molti lavoratori avrebbero avuto solo due giorni di tempo per presentare apposita domanda.
L’INPS, dal canto suo, non ha definito le procedure per accedere alla richiesta e attualmente sembra non saperne assolutamente nulla.
E i lavoratori disoccupati che si sono rivolti ai Caf, all’INPS stessa, ai patronati, tentando di rispettare i termini? Non sono riusciti a farlo a causa di un buco normativo grande quanto una casa.
Il Governo, dovrà dunque provvedere a risolvere la questione, e pure in fretta. Nel frattempo, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale dovrebbe organizzarsi e dare una risposta precisa alle migliaia di persone in attesa di sapere cosa ne sarà di loro, e dei loro soldi.
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