Diritto Camerale: la riforma dimezza l’imposta a carico delle imprese. Ecco le novità

Anna Maria D’Andrea

2 Settembre 2016 - 07:30

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Con la Riforma di riordino delle Camere di Commercio l’imposta del Diritto Annuale a carico delle imprese iscritte o annotate al Registro delle imprese cala del 50%. Di seguito le principali novità sull’organizzazione delle Camere di Commercio in base al Decreto Legislativo.

Con il Decreto Legislativo di riordino delle Camere di Commercio l’imposta di diritto camerale annuale da versare a carico delle imprese iscritte o annotata al Registro delle Imprese è stato abbassato al 50%.

Il diritto annuale per le imprese viene quindi dimezzato. Ma che cosa è e a quanto ammonta quindi l’imposta?

Ecco nel dettaglio cosa prevede la riforma sulla razionalizzazione delle Camere di Commercio.

Diritto camerale Annuale dimezzato: che cosa è e chi deve pagarlo

Il diritto camerale annuale è un’imposta a carico dei soggetti iscritti o annotati nel Registro delle imprese da corrispondere alla Camera di Commercio della circoscrizione locale di riferimento.

L’imposta è al carico delle imprese iscritte o annotate, anche per periodi inferiori all’anno per il quale versano il tributo, delle imprese in liquidazione e di quelle che pur avendo cessato l’attività non hanno provveduto alla cancellazione dal Registro.

La diminuizione dell’importo da versare alle Camere di Commercio è stato stabilito dal decreto Renzi-Madia del 2014. La riduzione è stata progressiva: nel 2015 il taglio è stato del 35%, passato al 40% nel 2016 e a quel 50% previsto dall’attuale Decreto Legislativo che verrà applicato per l’imposta di diritto camerale del 2017.
Più che una novità è, in fin dei conti, l’attuazione di una misura già prevista.

L’importo del Diritto camerale annuale subirà quindi un ulteriore taglio del 10% rispetto a quello del 2016.

Per le imposte da versare per il 2016, entro il 16 giugno, l’importo era così ripartito:

  • Imprese individuali iscritte o annotate nella sezione speciale del Registro delle imprese: 52,80
  • Imprese individuali iscritte nella sezione ordinaria del Registro delle imprese: 120,00
  • Soggetti iscritti soltanto al REA: 18,00
  • Società semplici non agricole e società tra avvocati: 120,00
  • Società semplici agricole iscritte nella sezione speciale imprese agricole: 60,00
  • Sedi secondarie e unità locali di imprese estere iscritte nel R.E.A.: 66,00

Per altri soggetti iscritti nel Registro delle Imprese diversi da quelli sopraindicati, l’importo del diritto camerale è calcolato sulla base del fatturato totale dell’impresa conseguito nell’esercizio precedente. Il fatturato si ricava dai quadri del modello IRAP, secondo la misura fissa e le aliquote determinate dal Ministro dello Sviluppo Economico e dall Ministro dell’Economia e delle Finanze

L’importo, tagliato del 40% per il 2016, verrà quindi ulteriormente ritoccato con l’introduzione delle modifiche apportate con il Decreto Legislativo Madia.

Quanto risparmieranno le imprese e quali le conseguenze per le Camere di Commercio?

Con il taglio al 50% del diritto camerale annuale, in media le imprese risparmieranno 5 euro al mese. Non è una cifra molto alta.

Ma cosa comporta questo calo?

Per le Camere di Commercio, che hanno più volte manifestato la propria preoccupazione a seguito delle riforme proposte dal Ministro Madia, il diritto camerale annuale è l’unica fonte di guadagno. Con il taglio al 50% dell’imposta, le Camere di Commercio perderanno buona parte della propria fonte di finanziamento.

Vero è anche che saranno le stesse Camere di Commercio a subire una diminuizione: entro i 180 giorni dall’approvazione del decreto dovranno passare da 105 a 60. Quindi, le entrate relative all’imposta saranno messe a disposizione di meno Camere.

Da ricordare che l’obiettivo della riforma della Pubblica Amministrazione portata avanti dal Ministro Madia ha come obiettivo quello di alleggerire la struttura amministrativa e contenere i costi.

Non solo il diritto camerale: le altre novità del Decreto

Ancora nella logica della razionalizzazione nell’uso delle risorse, il decreto prevede ulteriori misure oltre al taglio del diritto camerale e alla diminuizione delle Camere di Commercio:

  • il numero dei consiglieri scenderà del 30%;
  • gli incarichi saranno assunti a titolo gratuito, ad eccezione dei collegi dei revisori;
  • le aziende speciali che svolgono compiti simili saranno accorpate e le Unioni regionali limitate.

Insomma, per le Camere di Commercio si prospetta una vera e propria razionalizzazione. Oltre alle conseguenze relative al calo delle entrate relative al diritto camerale annuale, sarà interessante vedere come si organizzeranno, non appena il provvedimento verrà attuato, le Camere di Commercio ridotte da 105 a 60.

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