Differenza tra ETF e fondi comuni di investimento: guida al risparmio gestito

Maurizio Contini - Claudia Cervi

6 Luglio 2022 - 18:03

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Qual è la differenza tra ETF e fondi comuni di investimento? Una guida per capire i pro e i contro e per investire in modo consapevole.

Differenza tra ETF e fondi comuni di investimento: guida al risparmio gestito

ETF e fondi comuni di investimento sono due modi simili per investire sia sull’azionario che sull’obbligazionario. In entrambi i casi si tratta di fondi ma il differente meccanismo di funzionamento e le diverse funzionalità di questi strumenti portano il risparmiatore ad operare sul mercato in modo diverso.

In questa guida capirai cos’è un ETF, come funziona e quali sono le differenze con i tradizionali fondi comuni di investimento.

ETF e fondi comuni di investimento: cosa sono

Un risparmiatore che vuole investire in borsa e diversificare il portafoglio senza utilizzare capitali elevati può seguire due strade: comprare ETF o i fondi comuni di investimento.

Lecito dunque chiedersi: qual è la differenza tra ETF e fondi comuni di investimento? Quali sono le caratteristiche che li differenziano?

Sotto la logica dell’investimento, in entrambi i casi l’investitore delega ad un investitore istituzionale l’acquisto dei singoli titoli finanziari (azioni o obbligazioni) in base a una specifica strategia.
Il fondo raccoglie cioè, i risparmi di una pluralità di investitori (privati) e si occupa della gestione finanziaria di tale patrimonio. Tuttavia ci sono delle differenze non trascurabili tra ETF e fondi comuni di investimento.

Gli ETF (Exchange Traded Fund) sono fondi di investimento quotati in Borsa e hanno come obiettivo una gestione patrimoniale passiva, ovvero la replicazione esatta del loro benchmark (indici dei mercati azionari o obbligazionari).

Ciò significa che se investo in un dato ETF, indicizzato su un dato benchmark, il rendimento del mio investimento tenderà a seguire i movimenti del benchmark in modo piuttosto preciso.

Diversamente, i fondi comuni di investimento hanno una gestione attiva: cercano cioè, di far rendere il tuo investimento in modo che superi il benchmark di riferimento. In tal senso è evidente che non c’è alcuna garanzia nel rendimento superiore e anzi non è raro che i fondi gestiti performino peggio degli ETF omologhi.

ETF e fondi comuni di investimento: costi e commissioni

La differenza tra i due tipi di gestione, passiva e attiva, comporta delle differenze non trascurabili anche in termini di costi. Ciò significa che lo strumento finanziario che si sceglie avrà delle spese di gestione e una tassazione differente.

Gli ETF non sono gestiti, ma replicano il mercato. Pertanto hanno dei costi inferiori rispetto ai fondi comuni di investimento. I costi di negoziazione sono generalmente gli stessi previsti per le azioni.

Gli ETF presentano una commissione totale annua (TER) ridotta e non hanno nessuna commissione di “Entrata”, di “Uscita” e di “Performance” a carico dell’investitore.

Le cose però cambiano quando si parla di fondi di investimento a gestione attiva, dato che le spese di gestione aumentano in modo considerevole.

Nei fondi tradizionali i costi a carico dei risparmiatori sono infatti, le commissioni:

  • spese di sottoscrizione;
  • spese di gestione;
  • spese di incentivo (se il fondo supera una determinata soglia);
  • le commissioni per la banca depositaria (dove sono custoditi i titoli che fanno parte del patrimonio del fondo).

Le spese di gestione sono però divise tra i partecipanti del fondo, che in questo modo riescono a risparmiare sulle commissioni. È questa infatti una delle caratteristiche precipue del fondo di investimento comune.

ETF e fondi comuni di investimento: quotazione e valore di mercato

Gli ETF sono dei fondi quotati sul mercato regolamentato e la loro partecipazione all’investimento è rappresentata da azioni: sono cioè, scambiati in Borsa come titoli azionari.
Pertanto, possono essere acquistati e venduti in ogni istante durante l’orario di apertura del mercato e la maggior parte di loro distribuisce anche i dividendi. Essendo trattato come un’azione, il valore dell’ETF si aggiorna in tempo reale sul mercato dall’incrocio tra domanda e offerta.

I fondi di investimento comune classici non sono quotati sul mercato e la partecipazione all’investimento è rappresentata da quote ottenute da: il valore totale di raccolta del fondo (patrimonio) diviso per il numero di sottoscrittori che partecipano al fondo.

In tal senso, si può fare solo un acquisto o una vendita al giorno e il valore di mercato della quota è dato dal NAV (Net asset value) cioè, il valore di mercato degli impieghi del fondo al netto delle spese di gestione/ il numero di quote in circolazione.

ETF e fondi comuni di investimento: come investire

Gli ETF si negoziano sul Mercato ETFplus in negoziazione continua, dalle 09:00 alle 17:30. Pertanto si possono acquistare direttamente dal proprio conto titoli presso la banca in cui si ha un conto corrente.

Per investire in un fondo ci si deve invece rivolgere a un collocatore cioè, una banca o un promotore finanziario che opererà da intermediario con la società che gestisce il fondo stesso.

Sintetizziamo in questa tabella le differenze tra ETF e Fondi comuni di investimento:

Caratteristica ETF Fondo comune di investimento
Gestione passiva attiva
Performance in linea con benchmark superiore al benchmark
Costi bassi (negoziazione + TER) spese di sottoscrizione, di gestione, di incentivo, per banca depositaria, per uscita
Quotazione in Borsa non quotato
Negoziazione continua, come le azioni una volta al giorno al valore del NAV

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