Differenza tra disoccupato, inoccupato e inattivo: tutto quello che c’è da sapere

Disoccupato, inoccupato e inattivo sono concetti differenti. Ecco cosa li distingue e perché non va mai fatta confusione tra loro, soprattutto quando si è in cerca di lavoro.

Differenza tra disoccupato, inoccupato e inattivo: tutto quello che c'è da sapere

Qual è la differenza tra disoccupato, inoccupato e inattivo? Sono sinonimi o concetti differenti?

Su questi tre termini c’è molta confusione; in realtà si tratta di concetti nettamente distinti tra loro. Disoccupato indica la situazione di chi al momento non ha lavoro ma è stato impiegato in passato, inoccupato si riferisce a chi non ha mai avuto un contratto di lavoro, mentre inattivo identifica chi non lavora e non sta nemmeno cercando occupazione.

Comprendere la differenza tra disoccupazione, inoccupazione e inattività è fondamentale, soprattutto per chi è alla ricerca di un posto di lavoro. Infatti sia sul proprio Curriculum Vitae che presso i Centro per l’impiego è richiesta l’indicazione della terminologia corretta.

Andiamo ad approfondire.

Che vuol dire “disoccupato”

Essere disoccupati significa non avere al momento un lavoro retribuito. Questo significa che la persona disoccupata in passato ha avuto un contratti di lavoro, anche se per breve tempo.

La definizione di “disoccupato” viene data dal D.lgs 297 del 2002: chi è stato in passato titolare di un rapporto con regolare contratto di lavoro autonomo o subordinato ed è al momento privo di lavoro e immediatamente disponibile al nuovo impiego.

La disoccupazione può essere volontaria, quando il dipendente decide di licenziarsi o involontaria quando il licenziamento dipende da dinamiche aziendali o dalla decisione del datore di lavoro. È molto importante essere consapevoli del significato di “disoccupazione” anche perché questo status può dare diritto a diversi benefici, in primo luogo all’assegno di disoccupazione, ovvero la Naspi, l’indennità mensile per chi ha perso il lavoro. A tal proposito ti potrebbe interessare anche Naspi 2019: calcolo e durata, tutte le novità sul sussidio di disoccupazione

Le soglie entro cui è possibile richiedere lo stato di disoccupazione sono quelle rientranti nella categoria di disoccupazione parziale che include coloro che possono lavorare restando a disposizione per un eventuale nuovo lavoro: questi non devono guadagnare più di 8.000 euro l’anno se svolgono un’attività con contratto subordinato e più di 4.800 euro se sono autonomi o collaboratori.

Quindi è molto importante comprendere la distinzione rispetto all’inoccupazione la quale non fa maturare il diritto a percepire l’assegno.

Che vuol dire “inoccupato”

Con il termine “inoccupati” ci si riferisce a coloro che non hanno mai svolto attività lavorativa in nessuna forma, autonoma o subordinata, e siano alla ricerca di un’occupazione e in particolare a coloro che abbiano effettuato l’iscrizione al Centro per l’Impiego da più di 12 mesi o da più di 6 mesi, se giovani. In altre parole, l’inoccupazione è la situazione immediatamente antecedente alla disoccupazione.

L’inoccupato quindi è colui che non ha mai lavorato ed è alla ricerca della sua prima occupazione; a differenza del disoccupato, non avrà quindi diritto ad alcuna agevolazione particolare. Sono inoccupati per esempio i ragazzi che si affacciano per la prima volta al mercato del lavoro dopo il diploma di scuola secondaria o dopo la laurea.

Che vuol dire “inattivo”

Ora che abbiamo chiarito l’importante differenza tra disoccupati e inoccupati vediamo che cosa si intende per “inattivo”. Gli inattivi sono una categoria a sé rispetto a quelle che abbiamo già visto poiché non fanno parte della popolazione lavorativamente attiva e non sono alla ricerca di occupazione.

Per essere più precisi, si considerano inattive le persone che non hanno cercato lavoro che soddisfano queste condizioni (separatamente o insieme):

  • non hanno cercato lavoro nelle quattro settimana precedenti a quella presa come riferimento;
  • non sono intenzionate a cercare lavoro nelle due settimane successive a quella presa come riferimento.

È molto importante distinguere tra inattivi e disoccupati, soprattutto per comprendere le statistiche sui dati dell’occupazione: molto spesso infatti si sente parlare di “diminuzione della disoccupazione” ciò non perché aumentano le possibilità di lavoro ma perché cresce il numero di quelli che non sono nemmeno più interessati a trovarne uno, chi per negligenza, chi per rassegnazione.

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