Come difendere il proprio portafoglio contro Brexit, Frexit e tapering BCE - AB

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Come difendere il proprio portafoglio contro Brexit, Frexit e tapering BCE - AB

AllianceBernstein: ecco come difendere il proprio portafoglio dal contesto europeo dominato dalla Brexit, la possibile uscita della Francia dall’UE e dall’opzione tapering della BCE.

Come difendere il proprio portafoglio in un contesto europeo caratterizzato dalle trattative sulla Brexit, dalla possibile uscita della Francia dall’UE dopo le elezioni di quest’anno e dall’opzione tapering dalla BCE?

Mentre il Regno Unito è impegnato ad innescare l’articolo 50 per uscire dall’Unione Europea, John Taylor, manager del Diversified Yield Plus Portfolio di AllianceBernstein, crede che per individuare le vere criticità si debba attraversare la Manica e guardare alla Francia.

Investimento: Brexit non è più il timore più grande

Nel contesto degli investimenti europei, la nota di incertezza viene dalla possibile Frexit, e non dalla Brexit, secondo Taylor: molti dei dettagli del processo di uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea sono ormai palesi e l’impatto, di conseguenza, sarebbe limitato, quasi irrilevante.

Da monitorare le vicende con protagonista la Scozia, che va verso un nuovo referendum sulla sua indipendenza. Tuttavia, per il manager di AllianceBernstein le conseguenze arriveranno solo nel lungo termine, come anche quelle dell’iter di concretizzazione della Brexit.

John Taylor, manager del Diversified Yield Plus Portfolio di AllianceBernstein

Tutti gli occhi sulla Francia e la Frexit

L’attenzione degli investitori, al momento, dovrebbe invece essere sulla Francia che va verso le elezioni presidenziali. Il rischio è che siano proprio i francesi a voler essere i prossimi a dire addio all’Unione Europea.

Per i sondaggi sulle Elezioni Francia 2017, la candidata anti-Euro Marine Le Pen sarà la vincitrice del primo turno delle votazioni e il risultato al secondo turno si fa sempre più incerto. Ma, sottolinea Taylor, la vittoria del leader del Front National non renderebbe scontata una Frexit.
Infatti, il FN “è difficile ottenga i seggi sufficienti per rendere esecutive le politiche della Le Pen, senza contare che una decisione come questa con ogni probabilità sarà sottoposta al giudizio popolare”.

Il possibile arrivo del tapering BCE

A rendere ancora più incerto il contesto europeo è il possibile inizio del tapering di politica monetaria da parte della Banca Centrale Europea entro la fine di quest’anno o al più nell’inizio del 2018. Qualora inflazione e crescita dovessero continuare a migliorare al ritmo attuale, la banca centrale di Mario Draghi avrebbe davanti a sé i fondamentali a sostegno di un simile cambiamento di politica.

Secondo i calcoli di Taylor,

“se si guarda al rapporto tra i Treasury USAe i Bund tedeschi prima del QE, si nota che il rendimento del decennale di Berlino sarebbe di 100 punti base più alte senza l’intervento della BCE.

Perciò quando il QE finirà, potremmo trovarci di fronte ad uno shock che inevitabilmente porterà la BCE a mantenersi prudente”.

Come difendere il proprio portafoglio

Il consiglio dell’esperto della AllianceBernstein è quello di diversificare a causa dell’attuale rischiosità derivante dalla sfera politica. Così, approfittare delle opportunità di mercato sarà “più confortevole”.

Una prima indicazione è globalizzare i propri asset denominati in euro con l’obiettivo di trarre profitto dall’asincronia dei cicli inflazionistici tra i mercati sviluppati e i mercato emergenti.

Un’altra opzione è quella di continuare a tenere sott’occhio gli asset garantiti USA come “i titoli di trasferimento del rischio di credito (Crt) delle agenzie governative Fannie Mae e Freddie Mac”, che danno modo all’investitore di esporsi al mercato immobiliare degli Stati Uniti, che promette di beneficiare dell’aumento dei tassi di interesse, proseguendo il suo consolidamento.

Sul fronte del corporate, l’ultima indicazione di Taylor è quella di aumentare i propri emittenti.

“Spesso le emissioni corporate europee in altra valuta offrono uno spread di credito più ampio rispetto al loro mercato interno”,

spiega Taylor.

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