Deutsche Bank crolla in Borsa dopo il profit warning. I rischi per la finanza europea

Livio Spadaro

21/01/2016

Il titolo di Deutsche Bank affonda dopo il lancio di un profit warning. La banca tedesca può essere un nuovo pericolo per l’Europa?

Deutsche Bank crolla in Borsa dopo il profit warning. I rischi per la finanza europea

Mentre le Borse europee tentano un rimbalzo dopo il crollo di ieri ed in attesa delle parole del presidente della BCE, Mario Draghi, in Germania il titolo di Deutsche Bank sta affondando dopo il lancio di un profit warning nella giornata di ieri da parte della banca tedesca.

L’istituto di credito tedesco, il più grande della Germania, ha reso noto che prevede di chiudere il quarto trimestre in rosso e con ricavi in calo a causa del sovraccarico di elevati oneri e spese legali. Deutsche svelerà i conti trimestrali ed annuali il 28 Gennaio da quali si potrebbe capire meglio in che situazione versa la banca teutonica. Deusche Bank è la nuova Lehman Brothers?

Deutsche Bank: ultimo trimeste in perdita e con ricavi in calo

Il titolo azionario di Deutsche Bank, banca numero uno in Germania, sta crollando sulla Borsa di Francoforte registrando al momento in cui si scrive un ribasso del -8%.

La bance tedesca nella giornata di ieri ha lanciato un profit warning sugli ultimi conti trimestrali, spiegando che nell’ultimo quarto dell’anno è previsto un calo dei ricavi e una perdita a causa degli eccessivi oneri e spese legali.

Nel dettaglio, la banca teutonica ha precisato di prevedere spese legali per un ammontare di €1,2 miliardi di cui buona parte non deducibili dalle tasse. Inoltre, l’istituto di credito ha precisato che contabilizzerà oneri per circa €800 milioni legati alla ristrutturazione del private banking a cui si sommano altri €100 milioni per la svalutazione di attività informatiche.

Queste previsioni hanno spinto la banca tedesca a stimare un quarto trimestre in perdita ed un calo dei ricavi. Dal profit warning lanciato, si prevede che i ricavi scenderanno a €6,6 miliardi contro i €7,83 miliardi dello stesso periodo 2014 e decisamente sotto il consenso visto a €7,97 miliardi.

Per spiegare questo ribasso dei ricavi, la banca tedesca ha puntato il dito contro le turbolente condizioni dei mercati finanziari dell’ultimo trimestre. Per l’intero 2015 l’istituto con sede a Francoforte prevedere ricavi a €33,5 miliardi ed una perdita complessiva di €5,7 miliardi.

Deutsche Bank: le turbolente tappe degli ultimi 2 anni

Le turbolenze finanziarie pesano sui conti di Deutsche Bank, che però non è ricollegabile all’aumento di spese per oneri, ha certamente compromesso i ricavi dell’ultimo trimestre della banca teutonica che non guadagna di certo come una normale retail bank. Prima di spiegare la situazione di Deutsche, è bene fare un passo indietro e ripercorrere quanto successo nel corso degli ultimi 2 anni.

Nell’Aprile del 2014 Deutsche è costretta a varare un aumento di capitale di €1,5 miliardi. Questa manovra però non basta per rimpinguare le finanze della banca tedesca la quale, un mese dopo, emette 8€ miliardi di azioni con uno sconto di prezzo del 30%.

Passa un anno abbastanza tranquillo fino ad un nuovo campanello di allarme nel Marzo 2015: Deutsche non supera gli stress test della BCE e deve rafforzare il capitale per venire incontro alle richieste della Banca Centrale Europea.

Passa un altro mese e l’istituto di Francoforte si accorda con USA e Gran Bretagna per pagare una multa per la manipolazione del tasso Libor accettando di versare circa €2,1 miliardi (niente in confronto a quanto può aver guadagnato con la manipolazione).

Nel Maggio 2015 vengono rafforzati i poteri dell’allora CEO Anshu Jain, misura che in genere viene presa in periodi di crisi societari quando si tende a rafforzare i poteri esecutivi dei vertici della società.

Giugno 2015: Deutsche rischia grosso con il mancato pagamento da parte della Grecia della rata dovuta al Fondo Monetario Internazionale ma tutto si risolverà un mese più tardi con l’accordo Grecia-Unione Europea.

Il 5 Giugno la Grecia non paga la rata dovuta al FMI e guarda caso il giorno dopo i due CEO di DB rassegnano le dimissioni che avranno effetto dalla fine del mese. Il 9 Giugno invece, l’agenzia di rating Standard and Poor’s declassa il rating della banca tedesca a BBB+, poco sopra il livello junk (dall’inglese “spazzatura”) e corrispondente all’ultimo rating assegnato a Lehman Brothers prima del fallimento.

Deutsche Bank è la Lehman Brothers europea?

Negli ambienti finanziari è già da molto tempo che si parla di un nuovo caso Lehman Brothers riferendosi alla Deutsche Bank. Le ipotesi sono delle più disparate ma pensiero comune è che la banca tedesca sembra abbia un’esposizione in derivati enorme pari ad un ammontare pari a $75 trilioni (che sono 75 mila miliardi di Dollari) che corrisponde a circa 20 volte il PIL della Germania.

Deutsche Bank fu travolta dal collasso finanziario dei mutui subprime vista l’alta esposizione in derivati su questi ultimi, salvo poi che la situazione si risistemasse grazie al fondo salva-stati europeo a cui l’Italia ha dovuto aderire con maggiore partecipazione anche se praticamente senza esposizione su tali strumenti.

Nel corso degli anni poi DB ha continuato ad essere coinvolta in scandali finanziari: dalla manipolazione del Libor a quella degli IRS negli USA (anche se ancora non si sa il reale coinvolgimento).

L’ultima notizia riguarda una class action intrapresa in America da alcuni clienti secondo i quali la Banca avrebbe truccato il software di trading per tardare gli ordini o rifiutarli nel caso fossero risultati contro le posizioni della Banca.

L’enorme esposizione in derivati della Banca tedesca verso banche centrali e altre grandi banche, sia europee che internazionali, (che è stimata visto che non se ne può sapere molto) avrebbe in buona parte, come sottostante, i bond sovrani e currency swap europei (in particolare di Grecia, Spagna, Francia e Italia).

Per chi avesse visto il film “La Grande Scommessa” dovrebbe essere chiaro cosa può succedere.