Decreto scuola in Gazzetta Ufficiale: tutte le misure

Il decreto scuola è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il testo contiene le novità per il mondo dell’Istruzione per affrontare l’emergenza coronavirus: dalla Maturità 2020, agli esami di terza media, valutazione, didattica a distanza, nuovo anno scolastico e assunzioni insegnanti.

Decreto scuola in Gazzetta Ufficiale: tutte le misure

Il decreto scuola è i Gazzetta Ufficiale con tutte le misure per il mondo dell’Istruzione e affrontare così l’emergenza COVID-19.

Il testo approvato qualche giorno fa dal Consiglio dei Ministri è ufficialmente entrato in vigore oggi 9 aprile. Le novità del decreto, che già in bozza ha fatto discutere, riguardano le modalità con cui si andrà ad affrontare la fine dell’anno scolastico corrente e dunque Maturità 2020 ed esami di terza media principalmente.

Il decreto entra in vigore insieme alle misure per le imprese contenute nel decreto liquidità.

Vediamo quali sono le misure contenute nel decreto scuola ufficiale e che riguardano anche didattica a distanza e precari partendo dalla Maturità 2020 di cui si discute da giorni.

Decreto scuola in Gazzetta Ufficiale: cambia la Maturità 2020

Decreto scuola in Gazzetta Ufficiale: tra le misure più importanti quelle relative alla Maturità 2020.

Il testo ufficiale del decreto scuola non fa che confermare i due piani del Miur che alcune indiscrezioni e la bozza del decreto avevano già anticipato.

I due scenari sono legati al rientro o meno a scuola il 18 maggio. Nel decreto scuola è previsto che:

  • se si rientra entro il 18 maggio e in presenza la Maturità 2020 si svolgerà con una commissione composta da soli insegnanti interni e un presidente esterno. In questo caso si prevede anche di modificare, per questo anno scolastico svolgimento delle prove e valutazione dell’Esame di Stato, con una prova di Italiano elaborata a livello nazionale dal Miur e una seconda prova affidata ai commissari interni e che terrà conto di quello che realmente la classe ha svolto e appreso nell’anno scolastico e quindi con la didattica a distanza. Inoltre è previsto un orale;
  • se non si rientra a scuola entro il 18 maggio e la Maturità non potrà essere svolta in presenza si prevedono scrutini in modalità telematica e un unico esame orale “articolandone contenuti, modalità anche telematiche e punteggio per garantire la completezza e la congruità della valutazione.”

Tutti gli studenti saranno ammessi alla Maturità 2020, a tutti infatti, come ha precisato più volte la ministra verrà concesso di affrontare l’esame. Tuttavia l’esame dovrà essere superato con una votazione non inferiore a 60/100.

Infatti per l’ammissione degli studenti agli esami di Stato, come si legge nell’articolo 1 del decreto scuola che solo per questo anno scolastico “si prescinde dal possesso dei requisiti di cui agli articoli 5, comma 1, 6, 7, comma 4, 10, comma 6, 13, comma 2, e 14, comma 3, ultimo periodo, del decreto legislativo n. 62 del 2017.”

Ieri, ancora in via ufficiosa, è arrivato il no del comitato tecnico-scientifico al rientro in classe a giugno e questo lascia presagire la possibilità che si attui il piano B per la Maturità 2020.

Vediamo ora quali sono le altre novità del decreto scuola in merito agli esami di terza media, ammissione agli anni successivi, docenti e didattica a distanza.

Decreto scuola: come cambia l’esame di terza media

Altra novità del decreto scuola ufficiale riguarda l’esame di terza media. Prima di vedere cosa potrebbe accadere agli esami del 1° ciclo secondo il decreto ricordiamo che nello stesso vi è un passaggio fondamentale che riguarda gli alunni delle classi intermedie.

In particolare il decreto stabilisce che il Miur può intervenire e disciplinare l’attività scolastica con una o più ordinanze che saranno necessarie nell’evolversi della situazione epidemiologica del Paese. In questo caso infatti si prevede che:

“Le ordinanze di cui al comma 1 definiscono le strategie e le modalità dell’eventuale integrazione e recupero degli apprendimenti relativi all’anno scolastico 2019/2020 nel corso dell’anno scolastico successivo, a decorrere dal 1° di settembre 2020, quale attività didattica ordinaria. L’eventuale integrazione e recupero degli apprendimenti di cui al primo periodo tiene conto delle specifiche necessità degli alunni delle classi prime e intermedie di tutti i cicli di istruzione, avendo come riferimento il raggiungimento delle competenze di cui alle indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, alle indicazioni nazionali per i licei e alle linee guida per gli istituti tecnici e professionali.”

Allo stesso tempo possono essere modificati in deroga per l’anno corrente le modalità di valutazione e ammissione all’anno successivo degli alunni della scuola secondaria fermo restando il recupero degli apprendimenti che abbiamo sopra citato. Questo sempre tenendo conto del rientro o meno a scuola entro il 18 maggio 2020.

Ed ecco che arriviamo al fatidico esame di terza media; il decreto scuola prevede:

  • nel caso in cui si rientri entro il 18 maggio le prove dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione si svolgeranno anche prevedendo l’eliminazione di una o più di esse e rimodulando le modalità di attribuzione del voto finale, con specifiche disposizioni per i candidati privatisti, salvaguardando l’omogeneità di svolgimento rispetto all’esame dei candidati interni;
  • se non si rientra entro il 18 maggio si prevede la sostituzione dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione con la valutazione finale da parte del consiglio di classe che tiene conto altresì di un elaborato del candidato, come definito dalla stessa ordinanza, nonché le modalità e i criteri per l’attribuzione del voto finale come da conferme precedenti della Azzolina.

Se il parere del comitato-tecnico scientifico del quale abbiamo detto sopra dovesse essere confermato si prevede la realizzazione di questo secondo scenario.

Non solo gli esami di Stato del primo e secondo ciclo perché il testo del decreto scuola approvato prevede anche altre misure per la conclusione dell’anno scolastico corrente e avvio del successivo, gite, libri di testo e misure per i precari della scuola.

Le altre novità del decreto scuola

Tra le altre novità previste dal decreto scuola vi è anche la possibilità, con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri insieme al Miur con il protrarsi dell’emergenza, di mettere in campo le seguenti misure:

  • definizione della data di inizio delle lezioni per l’anno scolastico 2020-2021 tenendo conto della necessità di recupero degli apprendimenti;
  • adattamento e modifica delle procedure di immissione in ruolo da concludersi comunque entro la data del 15 settembre 2020, “nonché delle procedure di utilizzazione, assegnazione provvisoria e attribuzione dei contratti a tempo determinato, anche in deroga al termine di conclusione delle stesse previsto dall’articolo 4, commi 1 e 2., del decreto-legge 3 luglio 2001, n.255, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 agosto 2001 n.333.”
  • l’eventuale conferma, per l’anno scolastico 2020/2021, dei libri di testo adottati per il corrente anno scolastico, in deroga alle norme vigenti.

Inoltre il decreto scuola tra le tante novità prevede, contrariamente a quanto stabilito dal decreto salva-precari convertito nella legge 159/2019, che l’aggiornamento delle graduatorie di II e III fascia d’Istituto per il reclutamento dei supplenti non avverrà più nel 2020, ma nel prossimo anno. Questo ha creato non poco malcontento tra i precari della scuola.

Ancora la didattica a distanza diventa obbligatoria.

Il decreto conferma anche che per tutto l’anno scolastico 2019/2020 sono sospesi i viaggi d’istruzione, iniziative di scambio o gemellaggio, delle visite guidate e delle uscite didattiche, ma questo d’altronde lo si poteva immaginare.

Una buona notizia per gli insegnanti, nonostante l’amarezza dei precari, sono le assunzioni di 4.500 docenti presenti nelle Gae e idonei dei concorsi 2016 e 2018 che finalmente otterranno l’immissione in ruolo.

Misure per i concorsi nel decreto scuola e Università

Tra le altre misure nel decreto scuola quelle che riguardano i concorsi e precisamente la loro momentanea sospensione come già stabilito dal governo. In particolare le procedure per l’accesso al pubblico impiego e al mondo della giustizia.

Un altro punto importante del decreto scuola riguarda l’Università e in particolare l’articolo 6 con “Misure urgenti per lo svolgimento degli esami di Stato di abilitazione all’esercizio delle professioni e dei tirocini professionalizzanti e curriculari.” In particolare nel decreto scuola, in questo articolo specifico, si stabilisce che ferma restando la sospensione dei concorsi

“si prevede in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali, l’organizzazione e le modalità della prima e della seconda sessione dell’anno 2020 degli esami di Stato di abilitazione all’esercizio delle professioni regolamentate ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n. 328, delle professioni di odontoiatra, farmacista, veterinario, tecnologo alimentare, dottore commercialista ed esperto contabile, nonché delle prove integrative per l’abilitazione all’esercizio della revisione legale.”

Pertanto con uno o più decreti del Ministro dell’università e della ricerca si possono stabilire altre modalità di svolgimento, comprese modalità a distanza, per le attività pratiche o di tirocinio previste per l’abilitazione all’esercizio delle professioni sopra elencate. Lo stesso vale per quelle successive al conseguimento del titolo di studio, anche laddove finalizzate al conseguimento dell’abilitazione professionale.

Alleghiamo di seguito per maggiori dettagli il testo del decreto scuola pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Decreto scuola n.22 8 aprile 2020
Decreto per emergenza COVID-19 pubblicato in Gazzetta Ufficiale con misure per il mondo della Scuola e Università.

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