Dalla Finlandia arriva la Tesla dei mari

Il modello Q30 della Q-Yachts è uno scafo completamente elettrico che unisce design e prestazioni.

La mobilità elettrica non è limitata ai soli mezzi che circolano sulla strada, ma anzi è applicabile e auspicata per tutti i mezzi di trasporto, comprese le imbarcazioni.

Mentre arriva la notizia di un nuovo porta container autonomo ed elettrico della Vard, controllata di Fincantieri, dalla Finlandia arriva quella che i costruttori definiscono la Tesla dei mari.

Lo scafo Q30 della startup Q-Yachts controllata dalla Oceanvolt, compagnia che si occupa di motori elettrici per le imbarcazioni, è un piccolo yacht completamente elettrico che potrebbe dare il via ad una vera rivoluzione per questo tipo di beni di lusso azzerando le problematiche relative ai carburanti.

Q30, lo yacht che si ispira a Tesla

Janne Kjellman, il fondatore di Q-Yachts ha lavorato lontano dai riflettori a lungo sul progetto, e finalmente è stato svelato pochi mesi fa, come si vede nel video con i primi clienti, Jare Tiihonen (conosciuto come Cheek) e Jens Kyllönen, ex giocatore di poker professionista.

Siamo sicuri che questo è il primo passo di qualcosa di grande. Siamo molto contenti di avere come primi clienti due giovani che apprezzano i nostri valori e il nostro design.

Lungo 9.3 metri, il Q30 è disponibile con due pacchi batterie diversi: uno da 30 kWh e uno da 60kWh. Con il primo, c’è una autonomia di navigazione di circa 42 miglia nautiche ad una velocità massima di 22 miglia, mentre con il secondo c’è una autonomia da 80 miglia con velocità fino a 40 miglia orarie.

Il motore è Oceanvolt AXC20 elettrico con 20kW di potenza continua.

I vantaggi dello yacht elettrico

Questi limiti fanno dello yacht un day cruiser, adatto a brevi viaggi di giornata, per i quali è ben equipaggiato grazie anche ad una comoda cabina interna. Inoltre, il modello ha un design altamente aerodinamico che riduce la formazione di onde oltre che il rumore.

I vantaggi di uno yacht elettrico sono presto detti e riguardano ambiente e tasche, come per le automobili. L’odore di nafta ai porti turistici potrebbe diminuire nei prossimi anni se dovessero aumentare le imbarcazioni elettriche, e le colonnine di ricarica presso ogni attracco. Molti piccoli yacht stazionano a lungo, specialmente la sera, fermi ai moli e non sarebbe quindi neanche un problema la ricarica con tempi dai 6 alle 8 ore.

Diversamente, sono un problema le autonomie limitate, che rischiano di scoraggiare i clienti. A questo proposito, sarebbe interessante vedere applicate agli yacht le tecnologie fotovoltaiche per consentire l’auto ricarica, dal momento che forse più delle auto, queste imbarcazioni sono esposte ai raggi del sole, navigando in mare aperto.

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