DEF 2016, il testo approvato. Novità e contenuti in 5 punti

Flavia Provenzani

09/04/2016

Dal testo del DEF 2016 del Governo Renzi analizziamo le maggiori novità e i suoi contenuti in 5 punti.

DEF 2016, il testo approvato. Novità e contenuti in 5 punti

Approvato il testo del DEF 2016, il Documento di Economia e Finanza del Governo che contiene le nuove valutazioni sull’economia italiana, previsioni aggiornate e prossime riforme economiche a sostegno della crescita del Paese.

Quali sono i contenuti principali del DEF 2016, in discussione al Consiglio dei Ministri oggi, 8 aprile 2016? È disponibile il testo definitivo?
Quali sono i punti chiave e le previsioni circa l’andamento dell’economia in Italia?

Analizziamo i contenuti del testo del DEF 2016 pubblicato sul sito del Ministero dell’Economia.

DEF 2016: cosa prevede?

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il DEF 2016, che illustra nero su bianco quale sarà l’andamento dell’economia italiana secondo il Governo, elenca gli obiettivi da persegue nel merito della finanza pubblica e definisce le riforme economiche da mettere in campo per sostenere la crescita dell’Italia, come più volte raccomandato da BCE e Commissione Europea.

DEF 2016: il testo

Ulteriori dettagli dividi per sezioni del testo del DEF 2016 sono disponibili nei contenuti del comunicato del MEF.

1 - Taglio alle stime del PIL 2016

Nella bozza del testo del DEF 2016 compare un taglio delle stime sulla crescita dell’Italia per l’anno in corso, che scendono al +1.2% dal +1.6% previsto nell’aggiornamento del documento datato lo scorso settembre.

Secondo il nuovo DEF, il PIL dovrebbe mostrare una crescita del +1,4% nel 2017, in calo dalla stima precedente a +1,6%.

2 - Nuovi obiettivi per il rapporto debito/PIL

In accordo con la Commissione Europea, all’interno del DEF 2016 il Governo individua un nuovo livello di indebitamento, che per il 2016 viene fissato ad un deficit al 2.3% del Prodotto Interno Lordo.
L’indicazione si colloca nel giusto mezzo tra il 2,2%, quanto riferito lo scorso settembre, e il 2,4%, rapporto raggiungibile qualora venisse sfruttata a pieno la clausola di flessibilità per la crisi dell’immigrazione (con un valore di 3 miliardi).

Come ha intenzione di riuscirci il Governo?
Risparmiando sulla spesa dovuta per il pagamento degli interessi, grazie alla politica ultra-accomodante della BCE e grazie l’extragettito generato dalla voluntary disclosure

3 - Maggiore flessibilità in vista da UE

Anche se a livello implicito, nel DEF si richiede una maggiore flessibilità per il 2017 fissando un rapporto deficit/PIL all’1.8%, oltre il punto percentuale al di sotto di quanto previsto in precedenza.
Un obiettivo del genere, ad oggi, sembra un miracolo, soprattutto se considerate le difficoltà per raggiungere gli obiettivi dell’anno passato.

Esempio pratico: sono circa 15 i miliardi da dover inserire nel bilancio 2017 solo per la disattivazione delle clausole di salvaguardia.

La flessibilità, che di norma dura solo un anno e che l’Italia ha sfruttato nel 2016, potrebbe essere prolungata sulla scia della crisi dell’immigrazione che mette a dura prova l’italia. Una conferma potrebbe arrivare da Bruxelles il mese prossimo, quando l’UE sarà chiamata a dare un giudizio definitivo alla Legge di Stabilità 2016.

4 - Le riforme in arrivo, presto l’addio a tassa su capital gain

Sul fronte delle riforme economiche necessarie all’Italia, nel DEF 2016 il Governo torna a puntare sull’impresa, con una manovra con possibile lancio a marzo che potrebbe valere fino allo 0.2% del PIL Italiano.

Tra l’annullamento della tassa sul capital gain, gli incentivi per alimentare gli investimenti delle imprese italiane non quotate e agli sgravi fiscali generati dal reinvestimento degli utili, il Governo punta ad una ripresa tutta imprenditoriale.

5 - Privatizzazioni per ridurre il debito

Ancora da confermare, ma il DEF potrebbe definire i dettagli del programma di privatizzazioni ai fini del contenimento del debito pubblico, che secondo la Commissione UE raggiungerà quota 132,4% nel 2016.
L’Italia conferma la previsione, che risulta essere ben al di sopra di quanto definito dall’aggiornamento del DEF di settembre 2015.

Dopo il rinvio dell’IPO di Ferrovie dello Stato, si sta già pensato alla quotazione di un’altra parte di Poste Italiane.