Criptovalute: cos’è il Dogecoin, +50% in un giorno grazie all’ennesimo tweet di Elon Musk

Pierandrea Ferrari

4 Febbraio 2021 - 12:58

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Elon Musk continua a spingere il Dogecoin: il tweet di oggi (l’ennesimo) ha spedito la crypto a quota 0,057 dollari, per un rialzo di giornata del 50%.

Criptovalute: cos'è il Dogecoin, +50% in un giorno grazie all'ennesimo tweet di Elon Musk

Il digiuno social di Elon Musk è durato poco, davvero poco. Oggi – giovedì 4 febbraio – i tweet del tycoon sono tornati a stuzzicare gli investitori: sotto i riflettori il Dogecoin, criptovaluta creata nel 2013 sulla base di un popolare meme, che ha toccato quota 0,057 dollari - +50% in un giorno - sulla spinta dei cinguettii di Musk (la crypto sta ora ritracciando a quota 0,054 dollari).

Prima, un tweet serafico, “Doge”, poi l’endorsement definitivo, “Il Dogecoin è la criptovaluta del popolo”: quanto basta per riportare gli investitori sulla crypto-meme, già favorita nel mese di gennaio dalle scommesse degli investitori retail di Reddit, quest’ultimi ora nel mirino delle autorità USA dopo il braccio di ferro con gli short seller di Wall Street sul titolo GameStop.

In ogni caso, il favore del tycoon non è una novità: già lo scorso luglio, l’incontinenza social di Musk aveva contribuito a spedire in orbita la crypto (+14% in poche ore). Poi, poco prima delle feste natalizie, un altro tweet, “Una parola: Doge”: tradotto, +25% in poche ore.

Ma cos’è questo Dogecoin? E perché Elon Musk ne sta parlando? Ecco un’analisi sulle origini e le performance attuali della criptovaluta.

Cos’è il Dogecoin, la criptovaluta preferita di Elon Musk?

In fondo, tutto era iniziato come uno scherzo. Per anni la comunità internettiana ha fatto rimbalzare in rete un meme – noto come Doge - raffigurante uno Shiba Inu, razza canina di origini giapponesi. Da lì l’ispirazione per la creazione di una criptovaluta, il Dogecoin, una sorta di parodia del Bitcoin.

Ed è probabile che vi sia un velo di ironia anche nei tweet di Elon Musk, quest’ultimo solito ad intrattenere gli utenti con previsioni – spesso fantasiose – sui mercati. D’altronde, pochi minuti prima di omaggiare il Dogecoin su Twitter, lo scorso dicembre, il fondatore di Tesla aveva pubblicato alcune vignette satiriche sul Bitcoin. E oggi, dopo la raffica di tweet, ha condiviso un meme relativo ad una scena clou del classico Disney «Il Re Leone», che lo ritrae mentre solleva verso il cielo un “Simba” travestito da Shiba Inu, il totem del Dogecoin.

Ma in questo equilibrio precario tra il serio e il faceto, gli investitori hanno messo mano al loro portafoglio per prendersi una quota dell’asset. Nel giro di poche ore, infatti, la criptovaluta ha registrato un rialzo del 50%, arrivando ad una quotazione di 0,057 dollari.

Un trend positivo, questo, che conferma la capacità dell’imprenditore di origini sudafricane di influenzare i mercati con un semplice click. Il Dogecoin rimane ad una distanza siderale dalle criptovalute più blasonate – il Bitcoin si muove ora a quota 37.720 dollari, per una capitalizzazione di mercato da 702 miliardi – ma sembra aver abbandonato già da tempo quella natura parodistica che lo caratterizzava nelle prime fasi.

Grazie anche a delle intense campagne promozionali sul social network cinese Tik Tok, la valuta virtuale è riuscita infatti a rafforzare la sua credibilità: secondo le stime di CoinMarketCap, Dogecoin è al quarantunesimo posto nella classifica dei migliori token della finanza decentralizzata (DeFi), mentre la sua capitalizzazione di mercato si attesta a quota 5,7 miliardi di dollari. Non male, per quello che doveva essere solo uno scherzo.

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