Si può prendere il Covid due volte? Quanto dura l’immunità

Fiammetta Rubini

23 Dicembre 2020 - 13:08

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Chi ha già avuto il Covid-19 può prenderlo di nuovo o diventa immune? Ecco cosa si sa ad oggi sulla possibilità di contrarre la malattia una seconda volta e la durata dell’immunità.

Si può prendere il Covid due volte? Quanto dura l'immunità

Chi ha già avuto il Covid-19 può prenderlo una seconda volta? La risposta è sì. Diversi studi condotti finora hanno dimostrato che la reinfezione è possibile (anche a distanza di poco tempo) e che contrarre il virus una volta non garantisce l’immunità. A darne la prova sono stati i casi documentati di reinfezione da SARS-Cov-2 segnalati in tutto il mondo.

Le domande a cui gli scienziati cercano un risposta sono diverse: quanto è alto il rischio di ammalarsi di Covid-19 una seconda volta e quali sono le probabilità di contrarre una forma lieve o grave? Quando si tratta di due infezioni diverse e quanto può durare l’effetto degli anticorpi in una persona che ha già avuto il virus?

Ecco perché, in attesa di risposte, gli esperti sottolineano che anche se una persona si è negativizzata o ha sconfitto la malattia non deve abbassare la guardia, ma continuare a proteggersi e a proteggere gli altri dal contagio.

Covid-19: si può prendere due volte

Come affermato dall’OMS: “Non ci sono evidenze sull’efficacia dell’immunità data dagli anticorpi, e non vi è alcuna prova scientifica che chi ha sviluppato anticorpi dopo essere guarito da COVID-19 sia protetto da una seconda infezione”.

In un articolo apparso sulla rivista Science si spiega che per essere considerato caso di reinfezione da Covid-19 un paziente deve risultare positivo a un secondo tampone dopo almeno un mese senza sintomi. Ma come spiegano i virologi, un secondo test può anche dare esito positivo perché il paziente ha residui di virus dalla prima infezione.

I casi di reinfezione da SARS-Cov-2 finora sono molto rari, ma ci sono. Un caso recente è il ragazzo 25enne in Nevada che si era ammalato di Covid-19 con sintomi il 25 marzo 2020, e dopo essere guarito e negativizzato, ha contratto nuovamente il virus due mesi dopo, questa volta con necessità di ricovero. Gli studi effettuati hanno dimostrato che il paziente è stato infettato da SARS-CoV-2 in due occasioni separate da un virus geneticamente distinto. Ragion per cui una prima esposizione al coronavirus non garantisce l’immunità totale, anzi.

Ma d’altronde questa cosa non deve stupire. È dimostrato che i coronavirus che causano raffreddori e influenze comuni possono infettare due volte lo stesso soggetto a distanza di mesi.

Quanto dura l’immunità?

Il fatto che sempre più persone stanno contraendo il Covid-19 due volte suggerisce che l’immunità può diminuire anche rapidamente.

“Quando si viene inizialmente infettati da SARS-CoV-2 di solito ci vogliono dai 10 ai 14 giorni per produrre anticorpi efficaci”, ha spiegato l’immunologo che studia i coronavirus presso l’Univeristà del Texas Medical Branch Vineet Menachery. “Quell’immunità raggiunge il picco dopo 4-8 settimane dall’infezione, e a quel punto gli anticorpi sono davvero potenti”.

Per i medici, però, la vera sfida è trovare anticorpi neutralizzanti, ossia le molecole che impediscono a un virus o a un patogeno di infettare più cellule, nelle persone guarite da Covid-19.

Ci sono infatti due principali tipi di test degli anticorpi: uno è più semplice e rapido, poiché cerca solo gli anticorpi nel sangue e dà i risultati in poche ore. L’altro, il test di neutralizzazione del siero, è più lungo perché non si limita a cercare gli anticorpi ma li espone a un virus in coltura cellulare per vedere quanto sono efficaci nel contrastarlo. Gli scienziati poi incrociano i dati dei due test per scoprire in quali concentrazioni di anticorpi si ottiene il massimo livello di immunità al coronavirus. Questi studi, però, sono ancora in corso e ad oggi non ci sono risposte chiare e definitive.

Quando si sviluppa l’immunità?

Il fatto che ci si possa riammalare di Covid-19 offre delle indicazioni su come il sistema immunitario risponde all’infezione. Alcuni studi suggeriscono che gli anticorpi dei guariti proteggano fino a 3 mesi e che dopo la guarigione il loro livello declina fino a scomparire.

Ma al di là degli anticorpi, possiamo riporre speranze nelle cellule della memoria, in grado di persistere per decine di anni (17 nel caso del virus SARS-Cov resposnabile della SARS), oltre che ovviamente nel vaccino. L’immunità derivante dal vaccino potrebbe essere molto più duratura rispetto all’immunità naturale, dicono gli esperti. Se così non fosse, gli scienziati che stanno lavorando allo sviluppo dei vaccini stanno prendendo comunque in considerazione dei richiami.

In attesa che la vaccinazione di massa produca i suoi effetti, tutti - anche coloro che hanno già contratto il Covid - devono rispettare le norme anti-contagio e il distanziamento sociale finché non sarà più chiaro il ruolo degli anticorpi nella lotta alla pandemia. Anche perché, suggeriscono gli esperti, ci vorrà del tempo per metterci alle spalle la pandemia. Se tutto andrà secondo i piani, potremo raggiungere l’immunità di gregge tra la fine del 2021 e inizio 2022, quando più del 70% della popolazione avrà ricevuto il vaccino.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories