Covid: la variante Delta fa davvero paura?

Elisa Corpolongo

12/06/2021

12/06/2021 - 23:14

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Gli occhi del mondo restano puntati sul Regno Unito e sono ancora molti gli elementi di incertezza: la variante Delta fa davvero paura? Cosa sappiamo?

Covid: la variante Delta fa davvero paura?

È ancora incertezza sulla variante Delta che si sta diffondendo nel Regno Unito. Del resto, a confermare che è proprio l’ex indiana la variante del Coronavirus da tenere più sott’occhio al momento, sono gli stessi dati epidemiologici.

Comunque, l’andamento della pandemia ha insegnato nel corso di questo ultimo anno che prevedere come potrebbe evolversi la situazione pandemica globale è abbastanza difficile, specialmente per quanto riguarda le previsioni a lungo termine.

Tuttavia, tra le incertezze che ancora dilagano, sono proprio gli stessi dati a confermare che una copertura vaccinale è comunque utile come protezione contro la variante.

L’interrogativo che, ad ogni modo, permane è: la variante Delta fa davvero paura? Cosa sappiamo di certo?

Perché la variante Delta fa così paura

Le varianti del Coronavirus Sars-Cov-2 non sono omogenee tra loro in termini di letalità, reattività con le formulazioni vaccinali attualmente in uso e contagiosità. La variante Delta, nota col nome scientifico di B.1.617.2, è quella che sta catturando una maggiore attenzione agli occhi dell’Europa e anche dei mass media.

La paura della variante si fonda sul fatto che questa contiene due mutazioni principali, la E484Q e la L452R, combinate insieme per la prima volta. Ad ogni modo, c’è da chiedersi: quanto è fondata l’enorme preoccupazione che aleggia intorno a questa variante?

Le cifre del Regno Unito

Per capire fino a che punto la paura dell’ex indiana è fondata, bisogna come prima cosa guardare le cifre e ragionare sulla campagna vaccinale.

Durante l’ultima settimana, i casi di contagio da Coronavirus registrati nel Regno Unito sono saliti da quella che era una media di 3mila persone al giorno a picchi che raggiungono circa i 6mila contagiati. Ciò significa che, in un brevissimo arco di tempo, la frequenza dei contagi è più o meno raddoppiata.

Di questi 6mila casi giornalieri, il 75% presenta un’infezione dovuta alla variante Delta, la quale, quindi, si presenta come variante predominante all’interno del Paese.

Capacità di trasmissione e gravità

La variante Delta ha una capacità di trasmissione più alta del 50% rispetto al “vecchio Coronavirus inglese”: a dichiarare le statistiche è il Public Health England (Phd). Inoltre, la possibilità di sviluppare forme gravi della malattia è più alta di 2,5 volte, sempre secondo le statistiche.

Nella sintomatologia, poi, compaiono anche nuovi sintomi che spaziano dai disturbi gastrici, a problemi dell’udito, a un rischio più elevato di trombosi. Tuttavia, queste supposizioni non hanno ancora alle spalle un solido studio scientifico, data la recente vita della variante.

Quindi bisogna preoccuparsi?

Le percentuali potrebbero portare alla preoccupazione. Tuttavia, se si vedono i numeri assoluti dell’andamento pandemico, ci si rende conto che si tratta di cifre abbastanza basse, per il momento.

In totale, infatti, sempre nel Regno Unito, i casi totali e confermati di contagio da variante Delta sono poco più di 12.000 e sembra che ci siano un paio di decessi giornalieri accompagnati da circa un migliaio di ricoveri.

Senza dubbio, la situazione è seria. Tuttavia, un altro fattore da considerare assolutamente per non sfociare in allarmismi prematuri è quello che riguarda la campagna delle vaccinazioni che è al momento in corso.

I vaccini funzionano contro la variante?

È bene essere chiari: una risposta certa in merito alla protezione dei vaccini al momento non esiste. Quello che si può fare è una stima di quanto i vaccini siano efficaci nel ridurre la sintomatologia grave della variante.

Per Vaxzevria e AstraZeneca, in tal senso, le stime riportano un 60% di efficacia, mentre per gli altri vaccini non è possibile ancora riportare dei dati.

A ogni modo, in linea generale, a giudicare dai ricoveri che si sono studiati nel Regno Unito, sembrerebbe esserci una certa efficacia da parte della campagna vaccinale anche contro la variante Delta. Non si riescono, però, a scongiurare del tutto situazioni di malattia gravi.

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