Covid, Governo nel caos: in un mese cinque decreti ma ricoveri raddoppiati

Alessandro Cipolla

7 Gennaio 2022 - 11:08

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Nell’ultimo mese in Italia sono raddoppiati i ricoveri Covid mentre i contagi corrono all’impazzata: i cinque decreti licenziati dal Governo hanno salvaguardato il Pil, meno la salute pubblica.

Covid, Governo nel caos: in un mese cinque decreti ma ricoveri raddoppiati

Il governo Draghi etichettato da molti dei “migliori” al momento della sua nascita, o di “alto profilo” come invece si è auspicato Sergio Mattarella quando ha deciso affidare un mandato all’ex numero uno della BCE, senza dubbio può vantarsi già di avere infranto un record: cinque decreti Covid in poco più di un mese.

Di certo ha influito la variante Omicron, scoperta a fine novembre e divenuta dominante in poche settimane, ma il sentore generale è stato quello di un Governo nel caos più totale e condizionato dalla imminente elezione del prossimo Presidente della Repubblica.

Nell’ultimo mese così sono state licenziate una serie di cervellotiche regole andando sempre a rincorrere il virus, nonostante l’esperienza accumulata in questi due anni di pandemia e i dati che arrivavano dagli altri Paesi colpiti da Omicron prima dell’Italia.

Visto l’alto profilo dell’esecutivo e le tante misure decise, sarebbe logico aspettarsi una messa in sicurezza dell’Italia dal punto di vista sanitario. Invece i dati diffusi oggi da La Repubblica parlano di 15.294 persone attualmente ricoverate per Covid, più del doppio rispetto a un mese fa quando invece erano 7.144.

Con circa 1,5 milioni di italiani attualmente positivi, ma in realtà il numero reale potrebbe essere molto superiore, il picco dei contagi è atteso per fine gennaio. Nel frattempo le nostre strutture sanitarie stanno iniziando ad andare in sofferenza, specie a Napoli e Palermo anche se per il sistema dei colori la Campania è zona bianca e la Sicilia invece è gialla.

Il Governo tra Pil e Covid

Se il Covid ormai circola in maniera incontrastata in Italia nonostante nessun altro Paese in Europa al momento abbia misure tanto rigide quanto le nostre, le buone notizie arrivano tutte dal Pil: dopo il +6,7% del 2021, le stime parlano di un ottimo +4,7% anche nel 2022.

Del resto il Governo nei vari decreti ha cercato di evitare in ogni modo nuove chiusure, con l’unico settore penalizzato dalle nuove regole che è stato quello dello spettacolo e in parte quello del turismo.

Molto esplicito è stato il presidente di Confindustria Carlo Bonomi in una intervista rilasciata a Il Messaggero a fine anno: “Credo che il governo sia ancora in tempo per varare l’obbligo vaccinale. Ne abbiamo perso tanto. Troppo. Si rischia di frenare la ripresa, di lasciare spazio alla pandemia”.

Il vaccino obbligatorio così sarebbe necessario per non frenare la ripresa, quasi facendo scivolare l’aspetto sanitario in secondo piano. Al quinto decreto adesso la somministrazione è diventata obbligatoria per gli over 50, anche se sugli aspetti normativi e applicativi ancora sono tanti i punti da chiarire.

Nell’ultimo Consiglio dei Ministri si è palesata tutta l’incapacità di questa maggioranza così variopinta di poter portare avanti una linea chiara e condivisa di fronte al Covid: non sarebbe un caso che dopo neanche un anno Mario Draghi si vocifera voglia trasferirsi da Palazzo Chigi al Quirinale.

Tutti i decreti licenziati sono apparsi monchi, incapaci di andare in maniera netta in una direzione o in un altra a causa dei veti incrociati da parte dei partiti che già sono in clima da campagna elettorale.

Il paradosso è che l’Italia delle mille regole al momento ha una situazione sanitaria simile a quella del Regno Unito, dove le uniche misure in vigore sono l’obbligo delle mascherine nei locali al chiuso e il green pass per entrare in discoteca.

Nel frattempo Mario Draghi che secondo i bene informati avrebbe in testa il Quirinale, sta continuando a non metterci la faccia dopo il via libera agli ultimi decreti: almeno in questo il cambiamento rispetto al secondo governo Conte appare evidente.

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