Covid, Speranza d’accordo con Conte: le zone rosse servono nonostante il vaccino

Antonio Cosenza

27 Dicembre 2020 - 12:17

27 Dicembre 2020 - 12:18

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Il Ministro della Salute ha spento gli entusiasmi per il vaccino: “Non ne vedremo l’impatto epidemiologico ancora per un tempo significativo.” Per questo motivo dopo le feste si tornerà al meccanismo delle Regioni colorate.

Covid, Speranza d'accordo con Conte: le zone rosse servono nonostante il vaccino

Roberto Speranza conferma la possibilità che anche dopo le feste natalizie ci saranno zone rosse. Il Ministro della Salute, proprio nel giorno in cui ha inizio la campagna vaccinale in Italia, spegne gli entusiasmi di coloro che credevano che le restrizioni potessero finire dopo il 6 gennaio, con la riapertura di bar e ristoranti e un alleggerimento degli attuali divieti.

Come tra l’altro ribadito da Giuseppe Conte in una recente intervista rilasciata a Porta a Porta, nella quale il premier non ha nascosto la possibilità di un lockdown generalizzato nel caso di terza ondata da Covid, anche il Ministro della Salute ha confermato che dopo le feste di Natale non ci sarà una linea più morbida. Anzi, si riprenderà con il meccanismo delle Regioni colorate, con la possibilità che ci possano essere nuovamente delle zone rosse (con la situazione in Veneto, ad esempio, che si fa sempre più preoccupante).

Anche dopo le feste, quindi, c’è il rischio che resteremo ancora rinchiusi: tutto dipenderà dalla situazione sanitaria nei singoli territori, ma quel che è certo è che servirà altro tempo prima di vedere gli effetti positivi del vaccino.

Italia, per gli effetti del vaccino serve tempo: a gennaio si torna con le zone rosse

Anche se il vaccino per il Covid è finalmente arrivato in Italia, con le prime vaccinazioni partite oggi, è ancora presto per vedere gli effetti positivi della campagna vaccinale. Basti pensare che l’immunità si raggiunge non prima di 30 giorni e che al momento le dosi sono molto poche per far pensare ad un’immunità di gregge.

Per questo motivo, come sottolineato dal Ministro della Salute in un’intervista rilasciata a Repubblica, nei prossimi mesi le uniche armi a disposizione continueranno ad essere le misure non farmacologicheche non potranno essere dismesse”.

E le misure a cui fa riferimento Speranza sono quelle attuate prima delle restrizioni previste dal Decreto Natale: quindi Regioni “colorate” a seconda della gravità della situazione. C’è la possibilità che con la fine delle vacanze di Natale - con gli attuali divieti che resteranno in vigore fino al 6 gennaio - ci saranno delle Regioni che saranno in zona rossa e altre che invece diventeranno arancioni.

Riferendosi ai vaccini, infatti, il Ministro della Salute ha spiegato che - anche se si tratta di un “momento da accogliere con gioia” - dobbiamo essere consapevoli “che non ne vedremo l’impatto epidemiologico ancora per un tempo significativo”.

Insomma, dopo le feste non potremo abbassare la guardia e già dal 7 gennaio ripartiranno le chiusure per fasce con le tre colorazioni in base al contesto epidemiologico. Un sistema che ha già dimostrato di funzionare in quanto è dividendo l’Italia per fasce che è stato possibile abbassare l’Rt da 1,7 a 0,82 senza la necessità di bloccare tutto il Paese.

Italia in zona rossa in caso di terza ondata?

E qualora i dati dovessero peggiorare il rischio che sempre più Regioni diventino zona rossa è concreto.

D’altronde, la possibilità di una terza ondata è alta e il vaccino da Covid per il momento non avrà alcuna incidenza: per questo motivo, come tra l’altro non ha nascosto Giuseppe Conte, subito dopo l’Epifania potrebbero ritrovarsi in zona rossa diverse Regioni e fino a quando non si vedranno i primi effetti del vaccino il sistema delle “colorazioni” non sarà dismesso.

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