Cosa succede se non pago una multa?

Quando si riceve una contravvenzione in seguito ad una violazione del Codice della Strada ci sono delle regole ben precise da rispettare. In caso di mancato pagamento, infatti, le conseguenze sarebbero più gravi di una semplice multa.

Cosa succede se non pago una multa?

Cosa rischia chi non paga una multa?

Se avete preso una multa e non pagate quanto dovuto entro i termini indicati dalla sanzione amministrativa dovete sapere che scatta immediatamente un aumento dell’importo. Infatti, la prima conseguenza di quando non si paga una multa è l’aumento dell’importo della stessa, che può persino raddoppiare. E non solo, perché in caso di multa non pagata può scattare persino il fermo auto.

Insomma, le conseguenze per chi non paga possono essere molto gravi, ecco perché vi consigliamo di pagare sempre la sanzione e di farlo entro i termini prestabiliti per non essere costretti a pagare più di quanto dovuto.

Naturalmente se pensate che la multa che vi è stata inflitta non è giusta, o che l’amministrazione non abbia rispettato le legittime procedure non siete costretti a pagare, o almeno non da subito. Il nostro ordinamento infatti riconosce alla persona multata il diritto di fare ricorso contro la sanzione ricevuta, l’importante è farlo entro le tempistiche prestabilite.

Per maggiori informazioni vi consigliamo di leggere la nostra guida su come fare ricorso contro una multa ricevuta; di seguito invece analizzeremo nel dettaglio le conseguenze per chi, nonostante i diversi avvisi e solleciti ricevuti continua a non pagare una multa. Quando scatta il fermo auto? Di quanto può aumentare l’importo in caso di ritardo? Scopriamolo.

Quando pagare una multa?

Naturalmente, prima di vedere quali sono le conseguenze per il ritardo dobbiamo fare chiarezza sui termini del pagamento della multa.

Se avete preso una multa, dovete sapere che questa va pagata entro 60 giorni dal momento in cui vi è arrivata la notifica a casa.

A tal proposito ricordiamo che l’amministrazione ha tempo 90 giorni per inviare l’avviso della contravvenzione, dopodiché il destinatario ha tutto il diritto di non pagarla. Il termine decorre dal momento in cui il vigile o chi per lui ha inflitto la multa e scade con l’invio della notifica da parte dell’amministrazione (si considera la data in cui la comunicazione è stata affidata a Poste Italiane e non il momento effettivo in cui questa sarà consegnata al destinatario).

Dal momento in cui ricevete la notifica avete:

  • 60 giorni di tempo per pagare la contravvenzione;
  • 30 giorni di tempo per fare ricorso al giudice;
  • 60 giorni di tempo per fare ricorso al Prefetto.

Cosa succede se quando viene il postino a casa non trova nessuno? In tal caso il postino lascerà l’avviso di raccomandata, nel quale sono indicati l’indirizzo dell’ufficio postale dove è depositata la multa e gli orari nei quali è possibile ritirarla. Per il calcolo dei suddetti termini, quindi, bisogna fare riferimento al momento del ritiro della raccomandata; ricordate però che in caso di giacenza superiore ai 10 giorni la comunicazione si considera come effettivamente ricevuta e di conseguenza i termini per il pagamento e per fare ricorso cominciano a decorrere.

Scaduti i termini la multa diventerà effettiva e di conseguenza non avrete più la possibilità di presentare il ricorso.

Multa pagata in ritardo

Scaduti i 60 giorni all’importo vengono applicati immediatamente interessi e more. Per le multe non pagate gli interessi sono molto elevati: l’importo della sanzione infatti viene aumentato del 10% per ogni 6 mesi di ritardo poiché vale il meccanismo della “maggiorazione semestrale del 10%”.

Ad esempio, per chi paga una multa di 300 euro con più di un anno di ritardo, l’importo aumenterà di 63 euro (10% di 300€ più il 10% di 330€).

Cosa rischio se non pago una multa

Quando il destinatario di una multa si ostina a non pagate, l’ente titolare del credito delega al recupero l’Agenzia delle Entrate Riscossione la quale invia immediatamente un sollecito di pagamento nel quale indica l’importo della contravvenzione più l’eventuale applicazione di interessi e more.

Scaduti 60 giorni dalla notifica della comunicazione dell’Agenzia delle Entrate Riscossione se il destinatario non ha ancora pagato quanto dovuto andrà incontro a delle conseguenze ben più gravi.

La prima misura che l’ente applica è il fermo dell’auto, provvedimento con il quale si vieta al mezzo “multato” di circolare per strada. Per essere valido il fermo auto deve essere comunicato con preavviso di almeno 30 giorni. Il fermo auto viene meno con il pagamento della multa, ma anche quando il titolare della multa ne chiede la rateazione e documenta il pagamento della prima rata.

Un altro caso in cui il fermo auto viene meno è quando il destinatario del provvedimento presenta i documenti necessari per dimostrare che il mezzo fermato gli serve per lo svolgimento del lavoro autonomo, professionale o imprenditoriale.

Oltre al fermo auto l’amministrazione ha la possibilità di recuperare forzatamente il proprio credito per mezzo del pignoramento. Solitamente per le multe non pagate si procede con il pignoramento presso terzi, tramite il pignoramento dello stipendio o della pensione (nella misura di un quinto dell’importo totale).

Prescrizione della multa

Una volta notificato la comunicazione, l’Agenzia delle Entrate ha il dovere di procedere con i suddetti provvedimenti entro il termine di 5 anni. Scaduti i 5 anni, infatti, la cartella di pagamento della multa cade in prescrizione e il destinatario è legittimato a non pagarla.

Gli unici atti che hanno l’effetto di interrompere la prescrizione sono appunto il fermo amministrativo, il pignoramento o l’intimazione ad adempiere. A proposito di quest’ultima è bene precisare che se entro un anno dalla sua notifica il debitore non è soggetto al pignoramento, prima di procedere con l’esecuzione forzata del credito l’amministrazione dovrà inviare nuovamente l’intimazione, pena l’illegittimità del provvedimento.

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