Cosa succede ai prezzi del petrolio? Perché la corsa non si ferma

Violetta Silvestri

19 Ottobre 2021 - 10:44

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Il prezzo del petrolio aumenta ancora e si spinge verso nuovi massimi dal 2014: i motivi del rialzo senza freni sono diversi. Dalla crisi energetica alle difficoltà dell’OPEC, cosa osservare?

Cosa succede ai prezzi del petrolio? Perché la corsa non si ferma

Prezzo del petrolio ancora osservato speciale mentre avanza verso nuovi massimi pluriennali.

Le quotazioni Brent e WTI sono in aumento, recuperando le perdite precedenti, poiché il calo delle temperature in Cina, il più grande consumatore di energia al mondo, ha riacceso le preoccupazioni sulla capacità di soddisfare le esigenze della domanda di riscaldamento nel pieno della carenza di carbone e di altre risorse.

Il greggio è il grande vincente della crisi economica ed energetica in corso: quali fattori stanno spingendo così in alto i futures?

Dalla carenza di gas alle prospettive dell’OPEC sul lato dell’offerta, di seguito analizziamo tutti i motivi di spinta dei prezzi del petrolio.

Il prezzo del petrolio ancora in aumento

Le quotazioni Brent e WTI guadagnano negli scambi di martedì 19 ottobre.

Dopo aver raggiunto un picco record lunedì a quota 86 dollari al barile, il Brent recupera il calo nella giornata e segna un +0,57%, 84,81 dollari al barile, alle ore 10.15 circa.

Nello stesso orario, i futures WTI toccano gli 82,36 dollari al barile, con un +0,82%.

Entrambe le quotazioni confermano il trend in crescita mensile di circa il 13% per il Brent e 15% per il WTI.

Da segnalare: il Brent è sceso lunedì dopo che la Cina ha pubblicato dati sulla crescita che hanno deluso il mercato. Tuttavia, con le temperature in calo e l’avvicinarsi dell’inverno nell’emisfero settentrionale la domanda per il riscaldamento si sta surriscaldando. I prezzi di petrolio, carbone e gas naturale rimarranno elevati, hanno affermato commercianti e analisti.

Cosa succede al greggio: i motivi della corsa

Diversi fattori si stanno combinando per offrire una spinta ai prezzi del petrolio.

Il greggio si è ripreso nelle ultime otto settimane poiché la crisi energetica, provocata dalla carenza di gas naturale e carbone, ha coinciso con un rimbalzo della domanda dalle principali economie emergenti dalla pandemia.

Nella penuria del gas, le raffinerie di petrolio in Asia, per esempio, hanno iniziato a lavorare più intensamente, anche perché i futures sul carbone in Cina sono aumentati fino al 7,8%. Si prevede che l’aumento dei prezzi del carbone e del gas naturale in Asia indurrà alcuni utenti finali a passare al petrolio a basso costo come alternativa.

Un trend che potrebbe presto dominare anche l’Europa, considerando che il gas costa sempre di più e la Russia, Paese esportatore chiave per il vecchio continente, sta allentando vistosamente le consegne.

Inoltre, sul lato dell’offerta occorre calcolare anche il ruolo dell’OPEC+. Il cartello ha ridotto la sua produzione del 15% più del previsto a settembre, rispetto al 16% di agosto e al 9% di luglio, secondo i delegati con conoscenza della questione.

Ciò riflette l’incapacità di alcuni membri, tra cui Nigeria, Angola e Azerbaigian, di aumentare la produzione ai volumi concordati a causa della mancanza di investimenti e di manutenzione adeguati.

In questa cornice di eventi, il prezzo del petrolio è visto ancora in aumento.

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