Cosa ha detto Mattarella: il discorso di fine anno riassunto in 4 punti

Luna Luciano

1 Gennaio 2022 - 11:33

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No al rinnovo del suo mandato, come disposto dalla Costituzione. È con queste parole che Mattarella apre il discorso di fine anno. Diversi i temi trattati. Ecco cosa ha detto in 4 punti.

Cosa ha detto Mattarella: il discorso di fine anno riassunto in 4 punti

È la stagione dei doveri, dove ognuno è tenuto a fare la propria parte. Sono queste le parole pronunciate dal Presidente Sergio Mattarella durante il suo settimo e ultimo discorso di fine anno. È un discorso breve, di appena 15 minuti, ma puntuale, preciso, che si rivolge alla comunità, quello tenuto da Mattarella al Quirinale.

Il 3 febbraio del 2022 scadrà infatti il mandato del dodicesimo presidente. Il messaggio più importante il Presidente lo pronuncia all’inizio: non ci sarà alcun colpo di scena, non accetterà di fare il bis, come dispone la Costituzione. È forse per i timori del Paese sul futuro successore, che Mattarella ha deciso di rivolgersi al futuro inquilino del Quirinale e all’intera popolazione, presentando una sorta di memorandum sui doveri dei presidenti della Repubblica italiana.

È forse la Costituzione uno degli argomenti più toccati dal Presidente, ricordando che questa è appunto la stagione in cui ognuno è tenuto a svolgere il proprio compito, politici e cittadini. Oltre questo ritroviamo la pandemia, i giovani e la transizione ecologica. Ecco quindi il discorso del Presidente spiegato in 4 punti

Il discorso di Mattarella: la Costituzione e no al bis

È la Costituzione il faro da seguire, è questo il monito di Mattarella. Ed è per questo motivo che non ci sarà alcun bis. Nessun secondo mandato per il Presidente uscente Sergio Mattarella. A breve, il 3 febbraio 2022, scadrà il suo tempo al Quirinale esattamente come dispone la Costituzione e non ci sarà alcun rinnovo. L’inquilino del Quirinale ha poi riflettuto sul suo mandato, spiegando che il suo compito è stato facilitato dalla coscienza di quanto sia essenziale in democrazia il legame tra istituzioni e società, che “la nostra Costituzione disegna in modo così puntuale”.

Quasi come se fosse una lectio magistralis sulla Costituzione Mattarella ha ricordato che questo legame va continuamente rafforzato dall’azione responsabile di chi svolge un incarico pubblico pro-tempore, e che non potrebbe resistere senza il sostegno dei cittadini. Ha infine sottolineato come sia proprio l’unità istituzionale e l’unità morale le due espressioni “di ciò su cui si fonda la Repubblica”.

Ha poi ricordato che non spetta a lui dire se e quanto sia riuscito ad adempiere ai suoi doveri di Presidente, ma ha poi aggiunto: “Ciò che desidero dirvi è che mi sono adoperato, in ogni circostanza, per svolgere il mio compito nel rispetto rigoroso del dettato costituzionale”. È la Costituzione quindi per Mattarella il fondamento, saldo e vigoroso, della unità nazionale. “Lo sono i suoi principi e i suoi valori che vanno vissuti dagli attori politici e sociali e da tutti i cittadini”.

Il discorso di Mattarella: il messaggio al suo successore

Ancora la riflettendo sul suo mandato, sembra in realtà che Mattarella abbia scritto una lettera aperta al suo successore. Il Paese, o almeno una buona parte, infatti nutre timori sul chi prenderà il posto del Presidente, ed è per questo che Mattarella, durante il discorso di fine anno, molto probabilmente ha ricordato quali siano i doveri di un Capo di Stato.

La Costituzione infatti affida al Presidente il compito di rappresentare l’unità nazionale, e quindi Sergio Mattarella ha voluto ricordare come il Presidente della Repubblica alla sua elezione debba “spogliarsi di ogni precedente appartenenza e farsi carico esclusivamente dell’interesse generale”. Viene prima di tutto il bene comune come bene di tutti e di ciascuno”. Infine il Presidente della Repubblica deve salvaguardare ruolo, poteri e prerogative dell’istituzione, che dovrà trasmettere integri al suo successore.

Il discorso di Mattarella: la pandemia e l’appello alla vaccinazione

Durante il bilancio sul suo settennato, Mattarella non ha potuto non citare i momenti drammatici della pandemia. Ed è forse questo l’unico tema fortemente politico che il Presidente ancora una volta tocca da vicino, rilanciando un nuovo appello alla vaccinazione. Per questo ha voluto ringraziare chi “fidandosi della scienza e delle istituzioni, ha adottato le precauzioni raccomandate e ha scelto di vaccinarsi: la quasi totalità degli italiani, che voglio, ancora una volta, ringraziare per la maturità e per il senso di responsabilità dimostrati”. Il Capo di Stato ha però riconosciuto il senso di frustrazione che tutti provano davanti all’aumento dei contagi, invitando però a non scoraggiarsi.

È anche per questo che i vaccini sono uno “strumento prezioso”, infatti pur non garantendo l’invulnerabilità, sono la difesa che consente di ridurre in maniera decisiva danni e rischi. La ricerca e la scienza, ha poi aggiunto, hanno consegnato al Paese questa opportunità di difesa, che non va sprecata: sarebbe un’offesa a chi non l’ha avuta e a chi non riesce oggi ad averla. “I vaccini hanno salvato tante migliaia di vite, hanno ridotto di molto – ripeto – la pericolosità della malattia”. È questo uno dei passaggi più significati su l quale il Presidente si è soffermato: ognuno deve fare la propria parte, soprattutto alla luce delle diseguaglianze. La pandemia ha infatti inferto ferite profonde, sociali, economiche, morali, provocando disagi per i giovani, solitudine per gli anziani, sofferenze per le persone con disabilità. La crisi globale ha causato povertà e perdite di lavoro. Eppure - come ha ricordato il Presidente - grazie al comportamento responsabile degli italiani è stato possibile ripartire, “anche se tra perduranti difficoltà che richiedono di mantenere adeguati livelli di sicurezza

Il discorso di Mattarella: il futuro è dei giovani

È proprio ripartendo dalle disuguaglianze sociali, che Mattarella arriva a parlare dei giovani, ai giovani, per i giovani. La pandemia ha infatti accresciuto il divario e le diseguaglianze, producendo addirittura ingiustizie, “che vanno corrette anche al fine di un maggiore e migliore sviluppo economico”. Infatti la diffusa precarietà scoraggia i giovani nel costruirsi un futuro e una famiglia: è la forte diminuzione delle nascite uno degli indici più preoccupanti della società, secondo il Presidente. È per questo che ha insistito sulle transizioni ecologica e digitale, una “necessità ineludibili”, un’occasione per migliorare anche il modello sociale. “Pensando al futuro della nostra società, mi torna alla mente lo sguardo di tanti giovani che ho incontrato in questi anni”. Giovani che si sono impegnati nel costruirsi un futuro, studiando e lavorando e che hanno patito a causa di condizioni difficili e della pandemia.

I giovani sono portatori della loro originalità, della loro libertà. Sono diversi da chi li ha preceduti. E chiedono che il testimone non venga negato alle loro mani. Alle nuove generazioni sento di dover dire: non fermatevi, non scoraggiatevi, prendetevi il vostro futuro perché soltanto così lo donerete alla società

È con queste parole che Mattarella ha voluto concentrarsi sulle nuove generazioni, spesso non ascoltate. È in questa occasione che in conclusione il Presidente ha voluto ricordare la lettera inviata ai suoi studenti dal professor Pietro Carmina, vittima dell’esplosione di Ravanusa, in provincia di Agrigento, docente di filosofia e storia. Il professore aveva incoraggiato gli studenti a usare le parole che aveva loro insegnato, per difendersi e difendere chi quelle parole non le ha. Incisive le parole finali rivolte ai giovani studenti: “Voi non siete il futuro, siete il presente”.

Un messaggio fondamentale che Mattarella fa suo. Ha infine concluso guardando un’ultima volta a questi sette anni di mandato: il percorso è stato difficile ma Mattarella nutre fiducia nei giovani e nel futuro. Un invito alle istituzioni e non solo ad ascoltare chi con la propria originalità e vitalità chiede il testimone per dare un nuovo futuro all’Italia.

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