Cos’è il sovraindebitamento? Definizione, leggi e soluzioni

Vincenzo Delli Priscoli

13/05/2021

14/05/2021 - 10:21

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Cos’è il sovraindebitamento e quali soluzioni esistono? Le persone fisiche, non soggette alle procedure fallimentari, possono cancellare i propri debiti attraverso la procedura del sovraindebitamento prevista dalla Legge n. 3 del 2012.

Cos'è il sovraindebitamento? Definizione, leggi e soluzioni

Anche le famiglie e i consumatori possono cancellare i propri debiti.
La Legge n. 3 del 2012 ha introdotto l’istituto del sovraindebitamento, ossia una procedura di composizione della crisi per consentire alle famiglie e alle piccole imprese - non soggette alle procedure fallimentaripreviste per gli imprenditori commerciali - che si ritrovano in avanzato stato di sofferenza economica, di cancellare la propria posizione debitoria, rientrando di quanto dovuto in forma ridotta.

Legge sul sovraindebitamento: guida completa

Che cos’è il sovraindebitamento?

Il sovraindebitamento, così come definito dalla Legge numero 3 del 2012, consiste in una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente.

Dunque, si può dire che si trova in uno stato di sovraindebitamento chi, nonostante gli sforzi compiuti, non riesce a sostenere i propri impegni economici e a pagare i finanziamenti o i debiti contratti.

Can tale procedura di sovraindebitamento i soggetti beneficiari possono ottenere un abbattimento totale o almeno parziale dei propri debiti tributari e dei debiti contributivi.

Chi può avvalersi dell’istituto del sovraindebitamento?

I soggetti che possono richiedere di avvalersi dell’istituto del sovraindebitamento sono quelli non passibili di fallimento, sia persone fisiche che persone giuridiche, in particolare:

  • i consumatori, che però siano in una situazione di sovraindebitamento esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta;
  • gli imprenditori che hanno cessato l’attività ed hanno proceduto alla cancellazione dal registro delle imprese;
  • gli imprenditori commerciali sotto soglia, ovvero quelli che sono al di sotto dei seguenti parametri di riferimento (attivo patrimoniale complessivo annuo non superiore a 300.000,00 euro, ricavi lordi complessivi annui che non superano ad 200.000,00 euro e debiti di ammontare non superiore a 500.000,00 euro, compresi i debiti non scaduti e quelli non definitivamente accertati con efficacia di giudicato);
  • gli imprenditori commerciali sopra la suddetta soglia, ma con debiti inferiori ad 30.000,00 euro;
  • i professionisti, gli artisti, i lavoratori autonomi e le società professionali;
  • i soggetti che sono enti privati non commerciali (associazioni e fondazioni riconosciute, organizzazioni di volontariato, associazioni sportive e Onlus);
  • le start up innovative
  • gli imprenditori agricoli.

Procedura di sovraindebitamento: come funziona?

La procedura di sovraindebitamento si instaura con la presentazione del cosiddetto piano del consumatore da parte del debitore al giudice del tribunale in cui il debitore ha la propria residenza.
Il debitore viene assistito dall’Organismo di composizione della crisi (Occ), una istituzione imparziale ed indipendente che prima valuta le richieste dei soggetti che hanno intenzione di attivare la procedura di sovraindebitamento e poi nomina i gestori delle crisi.

L’Organismo di composizione della crisi, inoltre, ha il compito di redigere una relazione in cui certifica la completezza e l’attendibilità dei documenti allegati alla domanda.
Il giudice deve analizzare la relazione dell’Organismo di composizione della crisi e accertare se i debiti siano stati accumulati da parte del debitore medesimo per dolo o colpa grave.

Dunque, un debitore persona fisica, non soggetto alle norme sul fallimento, può ottenere una riduzione o l’azzeramento del proprio debito solo se il suo sovraindebitamento non dipenda da operazioni considerate estremamente imprudenti, che configurerebbero una colpa grave da parte del medesimo debitore.

Infine, il giudice emette il provvedimento in cui indicherà le modalità ed i termini di presentazione, da parte del debitore, delle dichiarazioni annuali relative alle sopravvenienze che consentano il pagamento dei debiti nei successivi 4 anni.

Infatti, nei 4 anni successivi al provvedimento del giudice, il debitore viene monitorato; se in questo lasso di tempo riesce a conseguire un reddito che gli permette di pagare almeno il 10% dei propri debiti e per i quali ha ottenuto l’esdebitazione, allora il debitore è obbligato a versare tale percentuale ai creditori, sempre nel rispetto della cosiddetta par condicio creditorum.

Nel caso in cui nei 4 anni successivi al provvedimento del giudice, il debitore abbia conseguito un guadagno che però è inferiore al 10% dei debiti accumulati, allora non deve versare alcunché ai creditori.
Peraltro, l’esdebitazione può essere concessa dal tribunale solo una volta nell’arco della vita del debitore.

Quali sono le altre procedure attivabili in caso di sovraindebitamento?

In caso di sovraindebitamento, oltre al piano del consumatore, che non richiede l’approvazione dei creditori, vi è il cosiddetto accordo coi creditori che richiede, affinché possa ottenere l’omologa da parte del tribunale, il consenso dei creditori che rappresentino almeno il 60% del totale dei crediti.

Anche qui in questo caso è possibile ottenere l’esdebitazione totale proponendo il pagamento in percentuale dei debiti, ad eccezione dei tributi di competenza dell’Unione Europea, come l’imposta sul valore aggiunto (IVA).

Un’altra procedura attivabile è quella che prevede la liquidazione dei beni. Con tale procedura il consumatore-debitore mette a disposizione dei creditori tutti i suoi beni (mobili e immobili), che verranno venduti destinando la liquidità ottenuta al pagamento, quanto meno parziale, dei propri debiti.

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