Cos’è il saldo contabile? Le differenze con il saldo disponibile

Redazione Investimenti

6 Gennaio 2022 - 16:47

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Nella gestione quotidiana di un conto corrente ci si imbatte spesso nei concetti di saldo contabile e saldo disponibile. Vediamo nel dettaglio il loro significato e le differenze che intercorrono.

Cos'è il saldo contabile? Le differenze con il saldo disponibile

Che cos’è il saldo contabile? E quali sono le differenze che intercorrono con il saldo disponibile?

Questi interrogativi accompagnano la gestione quotidiana dei conti correnti, poiché le due voci sono solitamente presenti nell’area personale a cui i correntisti accedono per effettuare le loro transazioni.

Gli importi segnati dai due saldi, in alcuni casi, potrebbero coincidere, ma questo non deve indurre a credere che che si tratti dello stesso concetto. Al contrario, il saldo contabile e quello disponibile operano in maniera differente, il che rende fondamentale – per non commettere banali errori di valutazione – conoscere le logiche attorno alle quali ruotano.

Di seguito una guida approfondita sul saldo contabile e sul saldo disponibile, unitamente ad un’analisi sulle principali differenze da tenere a mente quando si controlla lo stato delle proprie finanze.

Saldo contabile e saldo disponibile: che cosa sono?

In breve, il saldo contabile si ottiene sommando algebricamente tutte le operazioni di entrata e di uscita che sono avvenute su un determinato conto corrente entro una certa data. In altre parole, si tratta della differenza tra i flussi registrati a credito e quelli a debito rilevata in un preciso momento.

Tuttavia, può succedere che un correntista – accedendo alla propria area personale – veda uno stato della liquidità non aggiornato, che non corrisponde cioè al reale valore delle sue finanze. Questo perché il saldo contabile necessita solitamente di ventiquattro ore per raggiungere il livello del saldo disponibile. A patto che, ovviamente, non vengano completate ulteriori transazioni in quel lasso di tempo.

Il saldo disponibile misura invece la liquidità che è effettivamente a disposizione del correntista. Ovvero, conteggia quelle operazioni che sono state già effettuate ma non contabilizzate. Per questo, il saldo disponibile può discostarsi – a volte sensibilmente – dall’importo segnato da quello contabile.

Dunque, quando si visiona l’estratto conto - o si controlla l’importo accreditato sul conto corrente online - è necessario fare riferimento al saldo disponibile, poiché è l’unica voce ad essere aggiornata in tempo reale con tutte le operazioni, sia in entrata che in uscita.

Data contabile e data disponibile: le differenze

Come abbiamo visto, dunque, la differenza principale che intercorre tra saldo contabile e saldo disponibile sta nel fatto che il primo comprende le operazioni registrate su un determinato conto corrente e che possono essere visualizzate nella lista dei movimenti, mentre il secondo misura l’effettiva liquidità a disposizione del correntista.

Questa riflessione ci aiuta poi ad introdurre un’ulteriore distinzione, ovvero quella tra data contabile e data disponibile. Anche qui, la differenza è piuttosto basilare: mentre la prima coincide con il giorno in cui un’operazione viene effettivamente registrata, la seconda indica il giorno a partire dal quale si possono utilizzare determinate somme per effettuare pagamenti o prelievi.

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