Coronavirus, rubavano mascherine alla ASL per venderle sul mercato: il caso

Due dipendenti di un’azienda sanitaria di Parma rubavano mascherine, guanti e disinfettanti per venderli a prezzi maggiorati - fino a 70 euro per ciascuna mascherina- approfittando della paura del coronavirus. Denunciati per peculato e ricettazione.

Coronavirus, rubavano mascherine alla ASL per venderle sul mercato: il caso

La Guardia di Finanza di Parma ha scoperto il giro d’affari di due operatori sanitari che rubavano nella struttura in cui erano impiegati mascherine, guanti in lattice, liquido disinfettante, da vendere sul mercato a prezzi ben più alti della norma. Così, sfruttando la paura del coronavirus, i due avevano organizzato furti e sottrazioni all’azienda sanitaria di Parma, abusando della loro posizione lavorativa. Ai loro danni adesso è scattata una denuncia per peculato e ricettazione, e rischiano la reclusione fino a 10 anni.

Un comportamento gravissimo: in questo modo i due dipendenti hanno privato la ASL di Parma di materiale sanitario indispensabile a combattere il contagio della COVID-19 ricavandone profitti illeciti.

Furto di mascherine e disinfettanti alla ASL di Parma: denunciati due dipendenti

Come in ogni emergenza, c’è chi ne approfitta per speculare sulle paure dei cittadini; così due dipendenti della ASL di Parma rubavano dalla struttura sanitaria materiale indispensabile al personale medico e infermieristico: mascherine di protezione, guanti in lattice, liquido disinfettante per mani e ambienti, prodotti che sono spariti dal mercato da settimane a causa della grandissima richiesta. Il tutto veniva venduto a prezzi maggiorati: 70 euro per una sola mascherina e prezzi esorbitanti anche per guanti e disinfettanti. La fobia del contagio alimentava con successo questo business fraudolento.

Dopo una segnalazione da parte dei militari, la Guardia di Finanza di Parma ha effettuato diverse perquisizioni domiciliari che hanno portato alla scoperta del materiale medico rubato, circa 100 pezzi tra mascherine, guanti e prodotti disinfettanti ad uso medico. L’uomo che si occupava della vendita è stato accusato di ricettazione mentre l’altro che sottraeva il materiale alla ASL è accusato di peculato. Ora rischiano rispettivamente la reclusione fino a 8 anni e fino a 10 anni.

Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna, si è espresso sul riprovevole episodio invitando le Autorità a procedere celermente all’accertamento dei fatti e ha imposto misure di controllo più severe nelle strutture sanitarie. Nel frattempo la merce rinvenuta a casa degli indagati è stata sottoposta a sequestro, ma al più presto verrà restituita alla ASL, anche perché si tratta di prodotti indispensabili per il personale medico-sanitario, già agli sgoccioli a causa dei ritmi di lavoro serrati.

Iscriviti alla newsletter Lavoro e Diritti per ricevere le news su Coronavirus

Argomenti:

Coronavirus Reato

Condividi questo post:

1 commento

foto profilo

Cristina Ciccarelli • 3 settimane fa

Inaltre zone e molto prima dell’emergenza coronavirus rubavano farmaci, strumenti necessari per l’esercizio di professioni sanitarie, rubavano anche farmaci oncologici perché sono malviventi e la videosorveglianza deve essere obbligatoria come la presenza fisica di sorveglianza.

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.