Coronavirus: ecco quante ore e giorni sopravvive sulle superfici

Marta Tedesco

16 Marzo 2020 - 11:38

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Secondo alcuni studi, il coronavirus resiste sulle superfici da poche ore fino a 9 giorni. Quali sono le misure da adottare per arginare il rischio di contagio?

Coronavirus: ecco quante ore e giorni sopravvive sulle superfici

Quanto dura il coronavirus sulle superfici? Questa la domanda a cui hanno provato a rispondere diversi studi, e non mancano ovviamente fake news sull’argomento.

Stando a quanto emerso da alcune ricerche, va da poche ore fino a 3 giorni la durata della sopravvivenza del Covid-19 sulle superfici. Il Ministero della Sanità però assicura che, per proteggersi, basterebbe usare i prodotti disinfettanti per uccidere il virus e annullare la sua capacità di infettare le persone. I consigli più utili? Lavarsi sempre le mani e pulire le superfici usando disinfettanti contenenti alcool al 75% o a base di cloro all’1%.

Coronavirus: quante ore resiste sulle superfici?

Per difendersi dal contagio del coronavirus, non basta non avere contatti ravvicinati con le persone, bisogna anche prestare molta attenzione all’ambiente circostante. Da alcune ricerche infatti è emerso che il virus sopravvive a lungo sulle superfici.

Un team di ricercatori dell’Università della California, di Los Angeles e della Princeton University in uno studio hanno esposto vari tipi di materiali al SARS-CoV-2, ovvero il virus responsabile del Covid-19. Per i test hanno utilizzato materiali come cartone, plastica e acciaio inossidabile.

Secondo i dati emersi dallo studio, il virus rimane virulento sul cartone fino anche a 24 ore. Su superfici di plastica e acciaio inossidabile pare abbia vita più lunga, il virus infatti sopravvive fino a 2 o anche 3 giorni. I ricercatori però hanno anche voluto specificare che, nonostante il virus sopravviva su una superficie, questo non significa necessariamente che una persona possa infettarsi semplicemente toccando gli oggetti infettati. La ricerca infatti è in divenire perché, per esempio, non ha ancora determinato la velocità di trasmissione dagli oggetti alle persone. In più, rimane certo che il canale di contagio più veloce rimane quello da persona a persona, piuttosto che da superfici contaminate agli individui.

Questo stesso argomento era stato affrontato dal virologo Roberto Burioni sul magazine scientifico Medical Facts. Il medico aveva infatti spiegato in che modo si comportano i coronavirus, ovvero che “possono rimanere infettivi sulle superfici inanimate a temperatura ambiente fino a 9 giorni”. Eppure ha voluto fare della rassicurazione in merito: “Questo, però, badate bene, significa solo che c’è il virus, perché dati sulla trasmissibilità attraverso il contatto con una superficie contaminata non sono disponibili per il coronavirus. La notizia buona è che i coronavirus sono molto facili da inattivare. Basta la candeggina diluita, l’alcool e i gel disinfettanti a base di alcool."

Coronavirus: disinfettare mani e superfici per limitare il contagio

Il Covid-19 riesce a sopravvivere sulle superfici, come fare dunque a mettersi in sicurezza? Le prime risposte in Italia sono giunte dal Ministro della Sanità: “L’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’1% (candeggina)”.

Roberto Burioni ha fatto riferimento a uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association (JAMA) in cui “sono descritte le caratteristiche di tre pazienti ricoverati a Singapore per forme non particolarmente severe di COVID-19. Per meglio dire, sono state valutate le caratteristiche delle stanze di ospedale”. Obiettivo della ricerca era quello di verificare la presenza del virus non tanto sui pazienti, ma nel luogo in cui essi si trovavano. “A tale scopo sono state esaminati i seguenti campioni: l’aria presente all’interno della stanza e varie superfici di appoggio (letto, sedia, interruttori, maniglia della porta, lavandino, water e altri) per un totale di ventisei punti diversi” ha spiegato il virologo.

“L’analisi dei risultati ottenuti ha fatto emergere due elementi interessanti. Il primo è che, dopo la pulizia della stanza, nessuno dei campioni analizzati ha evidenziato la presenza del virus. Questo vuol dire che un’attenta pulizia delle superfici è cruciale per eliminare il virus. L’altro, a conferma del primo, è che, prima delle pulizie, la presenza del virus non era rilevabile nell’aria quanto piuttosto su molte superfici. Tutte aree che possono entrare in contatto con le nostre mani, a conferma dell’importanza della contaminazione ambientale come mezzo di trasmissione del virus”.

Coronavirus: la bufala dei 9 giorni sull’asfalto

In questo periodo di emergenza, impazzano le bufale online e i messaggi sulle chat di messaggistica istantanea, come WhatsApp e Telegram, in cui vengono diffuse informazioni false sul Covid-19.

L’ultimo caso di fake news riguarda la possibilità che il Covid-19 possa sopravvivere 9 giorni sull’asfalto. La notizia viene divulgata in questi giorni tramite un audio anonimo. Una voce di donna cita un presunto medico, di cui non viene svelata l’identità, che consiglierebbe di usare un solo paio di scarpe per uscire di casa. Secondo questo fantomatico studio infatti, si è potuto dimostrato che il coronavirus può sopravvivere fino a nove giorni sull’asfalto.

Nel messaggio vocale si può ascoltare: “si consiglia caldamente di utilizzare solo un paio di scarpe per andare fuori, e lasciarle fuori dalla porta di casa una volta utilizzate, perché sembra che il virus riesca a rimanere vivo per nove giorni sull’asfalto”.

Ma è proprio così? In realtà, l’accortezza di tenere le scarpe fuori dalla porta e cambiarle una volta entrati in casa sarebbe una buona abitudine igienica in qualsiasi occasione. Così come è consigliabile lavarsi sempre le mani ed evitare di toccarsi la faccia con le mani sporche. Questo perché è proprio attraverso le goccioline di saliva che emettiamo parlando o starnutendo che possiamo contagiare gli altri, anche in maniera indiretta. Per cui, se siamo positivi al Covid-19, starnutiamo in una mano e dopo tocchiamo una superficie, questa risulta contaminata.

Ma per quanto riguarda la virulenza del Covid-19 sull’asfalto, interviene uno studio pubblicato dal Journal of Hospital Infection. Dalla ricerca emerge, come abbiamo detto fino a ora, che effettivamente esiste la possibilità che SARS-CoV2 possa resistere sugli oggetti fino a nove giorni, ma non si fa alcun riferimento all’asfalto.

La ricerca conferma che la trasmissione avviene prevalentemente tra le persone, anche se nello studio si parla anche di “superfici contaminate”. Le ricerche su cui si basa lo studio in questione, riguardano però situazioni eccezionali. La persistenza del virus nell’asfalto risulta dunque irrilevante, dal momento che è davvero difficile che possa avvenire un contagio dalla suola delle scarpe. Per lo meno risultano evidenze significative di questo tipo.

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