Coronavirus, svelati i luoghi più a rischio contagio

Leonardo Pasquali

24/04/2020

13/04/2021 - 16:39

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L’Istituto Superiore di Sanità e l’OMS hanno fatto luce sui luoghi più a rischio contagio da coronavirus, fornendo per la prima volta dati specifici a riguardo.

Coronavirus, svelati i luoghi più a rischio contagio

Quali sono i luoghi più a rischio contagio da coronavirus? Sia l’Istituto Superiore di Sanità che l’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno voluto affrontare la questione attraverso un’analisi dei dati raccolti finora in Italia e in Europa.

Tra le fasce di popolazione più a rischio ci sono sicuramente gli anziani e le case di riposo rientrano tra le strutture più pericolose in questo senso. Ma non sono le uniche.

Coronavirus e contagio, quali sono i luoghi più pericolosi?

Secondo uno studio reso noto nelle ultime ore dall’Istituto Superiore di Sanità il 44,1% dei contagi da coronavirus è avvenuto nelle case di riposo, nelle RSA e nelle strutture che accolgono disabili. L’ISS ha analizzato un campione di 4.508 casi da inizio aprile, il 7% dei positivi totali del periodo in questione (58.803). Un’informazione fondamentale per capire come strutturare la Fase 2 e l’uscita dall’emergenza coronavirus.

Nonostante lo studio sia preliminare e sia iniziato già dopo 20 giorni di lockdown, per la prima volta le istituzioni forniscono numeri concreti su dove vengano rilevate le nuove infezioni. Secondo quanto riportato, inoltre,

  • il 24,7% dei contagi è avvenuto in famiglia
  • il 10,8% nelle strutture sanitarie
  • il 4,2% sul luogo di lavoro

Infine, un 12,7% d’infezione viene catalogato nella categoria “Altro” , l’1,9% in “Comunità religiose”, l’1,4% in “Navi da crociera” e lo 0,2% in “Centri accoglienza per rifugiati”.

Già nel rapporto diffuso qualche giorno fa dall’Istituto si era potuto osservare come nelle strutture residenziali e sociosanitarie vi siano le situazioni più critiche. Dal primo febbraio al 14 aprile 2020 sono stati 6.773 i decessi, il 40,2% delle vittime avevano contratto il coronavirus o comunque avevano mostrato sintomi simil-influenzali.

Metà dei morti in Europa era in case di riposo

Il dato è stato corroborato anche dalle informazioni messe a disposizione dall’Organizzaizone Mondiale della Sanità che hanno evidenziato un tratto comune tra i contagi in tutti i Paesi. In conferenza stampa il direttore regionale dell’OMS Europa, Hans Kluge, ha dichiarato che quasi la metà dei morti per COVID-19 in Europa risiedeva nelle case di cura. Cifre che fanno riflettere sulle modalità in cui operano queste strutture e la relativa gestione degli individui a carico delle stesse.

Queste le parole di Kluge in merito:

“C’è un urgente e immediato bisogno di ripensare il modo in cui operano le case di cura oggi e nei mesi a venire. Le persone compassionevoli e dedicate che lavorano in quelle strutture, spesso sovraccaricate di lavoro, sottopagate e prive di protezione adeguata, sono gli eroi di questa pandemia”.

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