Coronavirus: oltre 16 milioni di casi al mondo, un quarto negli USA

La pandemia non si ferma: ad una velocità di 1 milione di nuovi casi a settimana, i positivi alla COVID-19 superano quota 16 milioni

Coronavirus: oltre 16 milioni di casi al mondo, un quarto negli USA

Al ritmo di 1 milione di nuovi positivi a settimana, i casi di coronavirus nel mondo hanno superato oggi, domenica 26 luglio quota 16 milioni. Un quarto di essi sono stati registrati soltanto negli Stati Uniti, che vedono ormai un tasso di mortalità molto alto.

L’OMS, intanto, lancia l’allarme: “Nessun Paese è immune”.

Coronavirus, 1 milione di contagi a settimana

L’epidemia di coronavirus cresce ad un ritmo allarmante anche in estate. In ognuna delle ultime cinque settimane, infatti, sono stati registrati oltre 1 milione di nuovi casi di COVID-19. Le giornate di ieri ed oggi, inoltre, hanno rappresentato dei picchi da 280.000 contagi.

In un comunicato, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fatto sapere che “l’aumento è determinato dal contagio in Paesi grandi e popolosi, come nelle Americhe e nel Sud Est Asiatico, anche se nessun Paese è immune”.

Attualmente la curva dei nuovi casi cresce praticamente ovunque, Europa compresa. In Francia si registrano ogni giorno 1.000 nuovi casi, mentre gli spagnoli si sono visti chiudere l’accesso al Regno Unito.

Particolarmente allarmante continua ad essere il trend di contagi in Paesi molto estesi come Brasile, Stati Uniti, Russia.

Un quarto dei casi di COVID-19 è negli Stati Uniti

Un quarto del totale dei casi adesso appartiene ai soli USA (4.178.730), un numero così alto che ha costretto infine il presidente Donald Trump all’inversione di marcia sulla politica delle mascherine.

Negli USA si sono registrati 1.000 morti al giorno per quattro giorni di fila, raggiungendo quota 146.463.

Segue il Brasile con 2.394.513 casi confermati, l’India con 1.385.635 e la Russia con 811.073. Tutti questi Paesi, rispetto ad altri, hanno applicato il lockdown tardi o riaperto presto. Il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, che ha negato più volte la gravità dell’epidemia in questi sei mesi, è positivo alla COVID-19 da diverse settimane.

Quanto alla conta delle vittime, il secondo posto è sempre del Brasile con 86.449 morti, seguita dal Regno Unito (45.823), Messico (42.645) e Italia (35.102).

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