Coronavirus: funerali vietati, come fare?

I funerali sono sospesi in tutta Italia fino a nuova comunicazione: lo sancisce il nuovo decreto emanato da Conte. Ecco cosa è permesso fare in assenza di rito funebre tradizionale.

Coronavirus: funerali vietati, come fare?

Niente funerali per via dell’emergenza coronavirus. Secondo quanto sancisce il nuovo decreto “Io resto a casa” emanato dal premier Giuseppe Conte e in vigore da oggi, sono sospese le cerimonie civili e religiose, ivi comprese quelle funebri.

In tutto il territorio nazionale, si è reso necessario adottare delle scelte drastiche che limitassero il più possibile il contatto tra le persone. Ogni forma di spostamento deve essere ridotto al massimo quando non necessario, e gli assembramenti di persone sono da vietarsi in tutti i luoghi, sia pubblici che privati, mentre saranno del tutto proibiti alle persone in quarantena.

Questa nuova norma ha visto un ridimensionamento anche delle cerimonie religiose che in questo periodo di emergenza saranno rimandate o fortemente limitate come nel caso dei funerali.

Funerali vietati in Italia “zona rossa”: cosa vuol dire

Le regole che il nuovo decreto ha introdotto sono molto stringenti, ma hanno l’obiettivo di contenere l’epidemia che sta portando allo stremo il nostro sistema sanitario. Per questo motivo i funerali, così come le altre cerimonie civili e religiose, all’interno delle chiese sono stati vietati su tutto il territorio nazionale.

Questa norma aggiunge un ulteriore aspetto di dolore al funerale, che non permette agli amici e parenti di dare un ultimo saluto al defunto. I rituali per le esequie non prevederanno la celebrazione della messa, sarà possibile effettuare unicamente il breve rito delle sepoltura.

All’interno del cimitero i presenti saranno tenuti a rispettare la distanza di sicurezza di un metro imposta dalla normativa e saranno vietate anche le strette di mano o i contatti diretti tra le persone per le condoglianze. Anche i cortei funebri dall’abitazione o verso il cimitero saranno sospesi, dal momento che prevedono un assembramento non necessario di persone.

I sacerdoti potranno recarsi in forma privata presso i parenti del defunto per svolgere una preghiera, e al termine dell’emergenza potrà essere concordata con la famiglia una messa esequiale.

Coronavirus: chiese aperte ma con limitazioni

I luoghi di culto rimarranno comunque aperti, ma saranno previste delle limitazioni per tutti i fedeli. Il nuovo decreto sancisce che:

“L’apertura dei luoghi di culto è condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle caratteristiche e delle dimensioni dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro.”

Sarà dunque possibile recarsi all’interno delle chiese per svolgere la preghiera personale, ma non sarà possibile svolgere la messa. Per questo motivo anche la Chiesa di Roma ha deciso di introdurre delle nuove modalità che permettano ai fedeli di seguire la messa mediante delle dirette online o in televisione.

Anche l’Angelus del Papa non sarà più celebrato in Piazza San Pietro in quanto la chiesa di Roma ha voluto assumere un “atteggiamento di piena responsabilità verso la collettività nella consapevolezza che la tutela dal contagio esige misure anche drastiche, soprattutto nel contatto interpersonale. Questo modo di oggi di pregare l’Angelus lo facciamo per compiere le disposizioni preventive, così da evitare piccoli affollamenti di gente che possono favorire la trasmissione del virus”.

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