Coronavirus, donne meno colpite: è vero?

Perché le donne risultano meno colpite dal coronavirus? Merito di un sistema immunitario più forte per la produzione di estrogeni. Ecco le cose da sapere.

Coronavirus, donne meno colpite: è vero?

Il coronavirus colpisce più gli uomini che le donne, e tra i soggetti di sesso maschile infetti, si registra un più alto tasso di mortalità rispetto alla controparte femminile.

È quanto emerge dai dati empirici raccolti fino ad ora. In Italia, i pazienti di sesso femminile ricoverati con sintomi da Covid-19 raggiungono una percentuale abbastanza bassa, ovvero il 25%. Questi stessi risultati sono stati registrati anche in altre nazioni. Si può dunque affermare che le donne siano effettivamente meno a rischio degli uomini di contrarre il virus? E soprattutto, perché?

Coronavirus: perché le donne sono meno a rischio degli uomini

Le donne corrono meno il rischio di contrarre il coronavirus? Pare di si. È quanto rivelato da un’inchiesta pubblicata dal New York Times che ha raccolto i dati di diversi studi scientifici sull’argomento. Dalle ricerche emerge che il tasso di mortalità femminile risulta considerevolmente più basso rispetto a quello maschile. La ragione che si cela dietro questo dato è legata probabilmente a una migliore risposta del sistema immunitario femminile ai virus in generale, e al Covid-19 in particolare.

Ma qual è il fattore che incide prevalentemente? Il punto di forza delle donne sarebbe la produzione degli ormoni estrogeni. La ricerca cita infatti alcuni studi sperimentali nei quali emergeva che quando alle donne veniva bloccata la produzione di estrogeni, con la rimozione delle ovaie, le pazienti subivano un calo delle difese immunitarie.

Il sistema immunitario femminile sembra quindi essere maggiormente in grado di far fronte al pericolo Covid-19, così come è emerso con altri virus che si sono scatenati in passato. Questo spiega i dati raccolti fino a ora e la minore tendenza ad ammalarsi delle donne, così come il più basso tasso di mortalità dei soggetti femminili rispetto agli uomini.

L’inchiesta del New York Times infatti ha evidenziato anche un altro aspetto cruciale: il sistema immunitario degli uomini tende ad essere più debole e vulnerabile se si è fumatori o in presenza di un medio tasso di diabete.

Coronavirus: perché muoiono più uomini che donne?

Dai dati raccolti fino a oggi emerge che i soggetti maggiormente colpiti da coronavirus sono gli uomini rispetto alle donne. Inoltre tra gli uomini che contraggono il coronavirus si registra un più alto tasso di mortalità rispetto alle femmine. I soggetti di sesso maschile infatti hanno il 65% in più di probabilità di morire di infezione rispetto alle donne.

I dati sono stati forniti da un recente report dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dagli studi di alcuni ricercatori cinesi. Statisticamente, tra tutti i casi sospetti, muore “solo” l’1,7% delle donne colpite dal virus rispetto al 2,8% degli uomini.

Tra i casi confermati infatti, pare che l’infezione sia stata fatale per il 4,7% degli uomini e solo per il 2,8% delle donne, per via del loro sistema immunitario più forte.

Secondo gli esperti, pare sia tutto legato allo squilibrio sessuale legato a una maggiore prevalenza di consumo di fumo o di alcolici tra gli uomini. Altri invece sostengono che il punto debole degli uomini sia la loro maggiore probabilità di presentare condizioni di salute di base come malattie cardiache e diabete, che li rendono più vulnerabili a un’infezione.

La ricerca scientifica dell’OMS, Report of the Who-China Joint Mission on Coronavirus Disease 2019 (Covid-19), è stata pubblicata a fine febbraio e ha raccolto i dati di 55.924 casi confermati in laboratorio di soggetti contagiati dal coronavirus. Lo studio però invita alla cautela, giacché i dati analizzati sono stati raccolti in una fase ancora iniziale del contagio.

Coronavirus: i soggetti più a rischio

Secondo l’OMS, dunque, la letalità del virus risulta superiore tra gli uomini rispetto alle donne. Ma quali sono gli altri fattori di rischio che incidono sul tasso di mortalità? Sicuramente l’età del soggetto. Basti pensare infatti che in Italia l’età media dei soggetti deceduti, positivi al coronavirus, registravano un’età media di 79,4 anni.

Vulnerabili anche tutti coloro che hanno altre patologie, a parte il Covid-19. Tra chi ha malattie, infatti, i tassi di letalità sono più alti della media e i soggetti più esposti sono coloro che soffrono di malattie cardiovascolari (13,2%), i diabetici (9,2%), chi soffre di ipertensione (8,4%), chi ha malattie respiratorie croniche (8%), e chi è malato di cancro (7,6%).

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