L’assurdo caso di Dybala, ancora positivo al coronavirus dopo 40 giorni e 4 tamponi

Leonardo Pasquali

29/04/2020

05/07/2021 - 17:45

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Dyabla sarebbe ancora positivo al coronavirus dopo l’ennesimo tampone: il calciatore della Juve è in isolamento da quasi 40 giorni. Intanto, la ripartenza del campionato si allontana.

È singolare il caso di Paulo Dybala, calciatore argentino della Juventus, ancora positivo al coronavirus da oltre un mese.

Dybala ha fatto il primo tampone il 21 marzo e da quella data ne sono seguiti diversi. I casi di persone ancora positive dopo le due settimane canoniche di quarantena si stanno moltiplicando giorno dopo giorno e già qualche settimana fa il giornalista delle Iene positivo dopo 30 giorni aveva chiesto all’OMS di rivedere le direttive sull’isolamento.

La notizia, inoltre, se confermata rappresenterebbe l’ennesimo macigno sulla ripartenza della Serie A, assottigliando ancora di più le speranze di un ritorno in campo non troppo lontano.

Dybala ancora positivo al coronavirus: fatto il 4° tampone

Il numero 10 della Juve sarebbe risultato nuovamente positivo al coronavirus. L’indiscrezione secondo cui il numero 10 della Juve è ancora positivo al coronavirus arriva dalla Spagna. A lanciare la notizia è stato il programma El Chiringuito de Jugones.

L’argentino aveva scoperto di aver contratto il virus il 21 marzo, e con lui anche la fidanzata Oriana Sabatini. Una quarantena lunga quasi 40 giorni per entrambi, che nel frattempo si sono sottoposti a diversi tamponi. Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, Dybala ne avrebbe effettuati già 4.

Con il caso di Dybala riemergono dubbi circa le indicazioni delle istituzioni sanitarie sui tempi dell’isolamento visti i numerosi casi di soggetti che non si negativizzano dopo le 2 settimane imposte come standard.

Dall’entourage intanto fanno sapere come l’esito del tampone non sia ancora pervenuto e che pertanto non si hanno ancora conferme.

Serie A potrebbe non ripartire

Il caso di Dybala è un segnale in direzione delle istituzioni e delle società del campionato italiano. Le variabili in gioco sono troppe e il rischio è molto alto. Per questo la Serie A alla fine potrebbe seguire l’esempio della Francia, dove la stagione di Ligue 1 non riprenderà. Uno spiraglio rimane, tutto dipenderà dall’andamento dell’epidemia nel nostro Paese nelle prossime settimane.

Al momento però filtra poco ottimismo dalle parole del ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. Ecco cosa ha detto durante il suo intervento a Omnibus in onda su LA7:

“Io sinceramente vedo la strada per la ripresa sempre più stretta. La ripresa degli allenamenti sarebbe comunque un segnale importante. Io se fossi un presidente di una società penserei in primis alle condizioni di sicurezza per la prossima stagione. Sicuramente i sentieri che hanno preso nazioni come la Francia potrebbero indurci in quella direzione”.

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