Cooperativa di lavoratori: che cos’è e come funziona

Felice Bianchini

21 Novembre 2021 - 08:00

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Esiste una forma di organizzazione dell’attività economica che può rendere un gruppo di lavoratori di un settore dei piccoli imprenditori: cos’è e come funziona una cooperativa.

Cooperativa di lavoratori: che cos'è e come funziona

Per gestire un’attività non serve necessariamente essere dei manager o degli imprenditori. Un’altra possibilità è formare una cooperativa di lavoratori, ossia un’organizzazione sociale, una società, che si occupa di soddisfare i bisogni dei suoi soci,al tempo stesso lavoratori, per permettere a questi di avere condizioni di lavoro più vantaggiose rispetto a una normale attività reperibile sul mercato.

Questa forma di attività organizzata esiste da tempo e ha subito modifiche e abusi, restando tuttavia un’ottima risorsa economica, sia per i lavoratori che per l’economia nel suo complesso: sul territorio italiano ci sono circa 60 mila cooperative che mettono insieme più di un milione di lavoratori, circa il 7% di quelli occupati nel mondo dell’impresa (dati 2019). Di seguito, definizione e funzionamento di questa importante realtà della nostra economia.

Che cos’è una cooperativa di lavoratori

Una cooperativa è un tipo di società che si fonda sul principio di mutualità tra i suoi componenti e che si prefigge l’obiettivo di avviare e portare avanti un’attività economica a condizioni migliori rispetto a quelle reperibili autonomamente sul mercato dai singoli che ne fanno parte. A differenza delle altre forme societarie, dunque, non ha un mero scopo speculativo, ma persegue il benessere collettivo, per mezzo della soddisfazione dei bisogni dei soci.

Il concetto chiave di mutualità

Per capire che cos’è una cooperativa, bisogna avere chiaro il concetto di mutualità, non definito esplicitamente dalla Legge, ma intuibile dall’esame dell’articolo 45 della Costituzione. Seguire un principio di mutualità significa mettere davanti all’interesse e il guadagno personale la collaborazione e l’utilità sociale. In particolare sono previste due forme di mutualità: pura e spuria.

La differenza tra una cooperativa a mutualità pura e una a mutualità spuria sta nell’apertura verso terzi. Nelle cooperative a mutualità spuria, maggiormente operative verso terzi, trova maggiore spazio l’attività commerciale - e dunque il fine di lucro, senza però che questo diventi centrale e sostituisca il fine mutualistico.

Un concetto simile a quello di mutualità pura è quello di mutualità prevalente, che viene riconosciuta alle cooperative con meno apertura verso terzi e la cui attività è svolta e rivolta prevalentemente ai soci, se rispettano determinati criteri di bilancio per i quali devono superare la quota del 50% sul totale delle rispettive voci:

  • ricavi da beni e servizi verso soci sul totale ricavi;
  • costo del lavoro soci sul totale del costo del lavoro;
  • costo servizi o beni ricevuti da soci sul totale costi servizi e beni.

Le tipologie di cooperativa

L’ordinamento prevede principalmente tre tipi di cooperativa:

  1. cooperativa di utenza: nome che si dà alle cooperative il cui consumo di beni o utenza di servizi di cui si rifornisce è in capo ai soci;
  2. cooperativa di lavoro: tipo di cooperativa frutto dell’unione di lavoratori alla ricerca di condizioni migliori di quelle di mercato;
  3. cooperativa di supporto: è il caso delle cooperative che vendono beni o servizi ricevuti dai soci.

Un altro modo di classificare le cooperative è per settore di attività, come ad esempio:

  • cooperative agricole;
  • cooperative di credito;
  • cooperative edilizie;
  • cooperative di trasporto;
  • cooperative editoriali.

Come funziona e come costituire una cooperativa di lavoratori

Dopo aver chiarito la definizione di cooperativa di lavoratori, possiamo comprendere come funziona, quali regole deve rispettare e quali vantaggi comporta l’utilizzo di questa forma di organizzazione e attività economica.

Innanzitutto, per dar vita a una cooperativa occorre un atto pubblico costituivo per stabilire l’insieme di regole fondamentali dell’attività cooperativa, nonché le informazioni personali dei suoi fondatori. Questi ultimi devono essere almeno nove lavoratori del settore che andrà a occupare anche la cooperativa, ma al momento della fondazione non possono essere titolari di attività simili - devono essere insomma esperti del settore ma liberi, inattivi.

Dopo aver costituito la cooperativa, l’attività può essere avviata. Il lavoro da svolgere può essere reperito utilizzando le capacità e le conoscenze interne o esterne, tramite terzi. In entrambi i casi, si può delineare una fattispecie di rapporto di lavoro subordinato o autonomo, identico a quello che si potrebbe instaurare all’interno di un’azienda con lavoratori e collaboratori interni o esterni.

La figura del socio lavoratore

Chi aderisce a una cooperativa è sia un socio - e dunque un beneficiario dell’attività della cooperativa -, sia un lavoratore, che deve occuparsi di mandare avanti e far funzionare l’attività. A differenza di un normale lavoratore dipendente, subordinato, il socio di una cooperativa partecipa attivamente alla gestione amministrativa. La doppia anima di questo genere di lavoratori dà loro il nome di soci lavoratori.

È importante distinguere ed evidenziare le due forme di rapporto che intercorrono tra il socio lavoratore e la cooperativa:

  1. rapporto associativo: il fatto che un lavoratore sia socio di una cooperativa, lo rende di fatto responsabile, gli conferisce il peso del rischio di impresa e della formazione del capitale, in contropartita della partecipazione alla distribuzione degli utili e alle decisioni strategiche e operative dell’attività;
  2. rapporto di lavoro: anche se è una sorta di piccolo imprenditore, il socio lavoratore resta pur sempre un lavoratore e in quanto tale merita, a norma di legge, un trattamento identico a qualsiasi lavoratore dipendente - dunque un certo orario di lavoro, una paga mensile proporzionale al lavoro svolto e tutto il pacchetto di diritti e doveri di un normale lavoratore.

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