Conto corrente bloccato: ecco cosa rischia chi non paga i debiti

Chi ha un debito rischia il blocco del conto corrente in tutta Europa. Ecco la misura al vaglio del governo.

Conto corrente bloccato: ecco cosa rischia chi non paga i debiti

Chi ha un debito rischia grosso. Il creditore potrà bloccare i suoi conti correnti in tutta Europa. Ecco la misura al vaglio del governo.

Per scovare i risparmi si potrà chiedere al giudice di autorizzare ricerche presso l’anagrafe dei conti. E, una volta rintracciato il conto, questo può essere sequestrato.

Il provvedimento adegua l’ordinamento italiano al regolamento Ue che ha istituito una procedura per l’ordinanza europea di sequestro conservativo su conti bancari al fine di facilitare il recupero transfrontaliero dei crediti.

Le norme, sia europee che italiane, prevedono una difesa a spada tratta per il debitore. Tra queste si contano i ricorsi giurisdizionali contro il blocco dei conti e le cauzioni, a carico del creditore, per assicurare al debitore il risarcimento di eventuali danni provocati dall’ordinanza di sequestro.

Lo scopo del regolamento europeo è semplificare il recupero dei crediti tra Stati membri. La possibilità di intervenire sui conti correnti oltre frontiera è appannaggio di cittadini e aziende.

La procedura si applica ai crediti transfrontalieri in materia civile e commerciale e cioè quando il conto bancario è detenuto in uno Stato diverso da quello in cui il creditore è domiciliato.

L’ordinanza emessa in uno Stato dell’Unione è riconosciuta ed è esecutiva negli altri Stati membri senza bisogno di una procedura speciale o di una dichiarazione di esecutività. Il regolamento prevede che la banca abbia l’obbligo di dichiarare, per mezzo di un apposito modulo, se l’ordinanza abbia portato al sequestro conservativo di somme appartenenti al debitore.

Sono esclusi dal procedimento: crediti fiscali, doganali o amministrativi. Diritti patrimoniali derivanti da rapporti fra coniugi, testamenti e successioni. Crediti nei confronti di procedure fallimentari.

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