Conti bancari o BoT? Quali sono,attualmente, gli investimenti più convenienti

Meglio conti di deposito, buoni fruttiferi e conti correnti, nonostante la nuova tassazione a cui saranno sottoposte le banche. La causa è lo sprea

Cosa succede per i piccoli investitori in seguito alle recenti oscillazioni del mercato finanziario e al calo costante di spread e rendimenti dei titoli di Stato e con la nuova tassazione prevista per le rendite finanziarie che, dal 1 Luglio, passerà dal 20% al 26%? Sembra sempre più arduo scegliere quale sia la forma di investimento (a termine medio-lungo) più conveniente e redditizia per questo occorre analizzare le conseguenze che si verificano sulle tasche degli italiani con le più recenti misure normative e le attuali variazioni del mercato.

In questi ultimi giorni, anche in concomitanza con le dichiarazioni rilasciate ieri dal presidente della BCE Mario Draghi, il rendimento dei Buoni del Tesoro Poliennali (BTp) è sceso sotto la fatidica soglia del 3%, attestandosi nelle prime ore della seduta di oggi intorno al valore di 2,89%. Stesso discorso vale per l’andamento dello spread che si è ridotto costantemente in questi ultimi giorni.

Proprio per questo, allora, appare sempre più conveniente decidere di investire in Conti correnti e conti di deposito, che nonostante la nuova normativa fiscale che sarà in vigore dal 1 Luglio, rimangono comunque di gran lunga più convenienti di BTp e anche dei BoT (investimenti di più breve durata). I primi, infatti, permettono di ottenere ricavi che, in base all’istituto di credito e alle condizioni, possono essere anche quattro volte maggiori dei titoli di stato, la tassazione sulle rendite dei quali è, e rimane, peraltro, nettamente inferiore (12,5%). Il motivo è da individuare nell’effetto spread che sta rendendo l’investimento in Bot e Btp sempre meno conveniente, dal momento che il rendimento dei titoli di Stato italiani si sta, di fatto, attenstando ai minimi storici dal 2011.

I conti di deposito o i buoni fruttiferi postali diventano allora le forme migliori di investimento per i piccoli investitori, nonostante la nuova tassazione sulle rendite finanziarie che dal 1 Luglio salirà al 26% e che non risparmierà neanche i conti correnti bancari e postali. A ciò deve anche aggiungersi la crescita dell’imposta di bollo sui conti titoli, che passa quest’anno dallo 0,15% allo 0,20%.

Nonostante la stretta sulle banche del Governo Renzi, per fare cassa, e la successiva rivalsa delle banche su investitori e correntisti, è però anche la nuova normativa europea a rendere gli investimenti bancari preferibili ai titoli di stato dal momento che l’Ue ha recentemente approvato tre normative volte ad aumentare la tutela dei clienti, e dei loro investimenti, nei confronti delle banche e di eventuali politiche di investimento sbagliate. In caso di fallimento, infatti, sono gli azionisti e i creditori della banca a dover far fronte a eventuali perdite dell’istituto e non è più possibile alcuna rivalsa sui risparmi dei correntisti.

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