Conte anticipa Fase 2: ecco quando e come si potrà davvero ripartire

In anticipo sulla conferenza stampa, il premier Giuseppe Conte oggi ha parlato della Fase 2 e ha detto quando si potrà davvero ripartire. No a riaperture differenziate per regione.

Conte anticipa Fase 2: ecco quando e come si potrà davvero ripartire

Mentre in Italia cresce l’attesa per l’avvio della Fase 2 dell’emergenza coronavirus, Giuseppe Conte con un lungo post pubblicato questa mattina sul suo profilo Facebook ha già dato qualche anticipazione in vista della conferenza stampa ufficiale che si terrà prima del 26 aprile.

Intanto oggi, alle 14.30, il premier è intervenuto in Senato per discutere dell’allentamento delle misure restrittive, dell’app Immuni e di recovery fund in ambito europeo.

Conte anticipa Fase 2: quando si potrà riaprire

Oggi, 21 aprile, sulla pagina ufficiale Facebook di Giuseppe Conte è apparso un lunghissimo post in cui il premier ha prima fatto il punto della situazione attuale, informando che l’equipe di esperti è al lavoro sul piano di ripartenza del Paese.

E continua dicendo che si rende conto che le imprese hanno l’esigenza di ripartire e che molti cittadini sono stanchi degli sforzi chiesti e vorrebbero un allentamento, o addirittura un’abolizione, delle misure. “Mi piacerebbe poter dire: riapriamo tutto, subito, ripartiamo domani mattina, ma sarebbe da irresponsabili poiché la curva di contagio risalirebbe in modo incontrollato vanificando tutti i sacrifici fatti finora”, scrive.

L’allentamento delle misure, continua Conte, deve avvenire sulla base di un piano ben strutturato e articolato, di un programma serio e scientifico che prenda in considerazione tutti i dati.

Per far ripartire il Paese non si può solo pretendere dalle singole imprese il rispetto dei protocolli di sicurezza. “Dovremo tenere conto dei flussi dei lavoratori che torneranno al lavoro con la riapertura delle imprese, la percentuale di chi usa i mezzi pubblici, privati, in quali orari. Come possiamo garantire all’interno dei mezzi di trasporto la distanza sociale? Come possiamo evitare che si creino sovraffollamenti, le famose ore di punta? Come favorire il ricorso a modalità di trasporto alternative e decongestionanti?”, si chiede.

No a riapertura scaglionata su base regionale

A dispetto delle ipotesi avanzate finora, ovvero di una Fase 2 a scaglioni con le regioni italiane che ripartiranno in date diverse, Conte ha confermato in Senato quanto già scritto nel post su FB, ovvero che la riapertura sarà omogenea su scala nazionale.

Sul social il presidente del Consiglio scrive: “nei prossimi giorni analizzeremo a fondo questo piano di riapertura e ne approfondiremo tutti i dettagli. Alla fine, ci assumeremo la responsabilità delle decisioni, che spettano al Governo e che non possono essere certo demandate agli esperti, che pure ci offrono una preziosa base di valutazione. Assumeremo le decisioni che spettano alla Politica come abbiamo sempre fatto: con coraggio, lucidità, determinazione. Nell’esclusivo interesse di tutto il Paese. Nell’interesse dei cittadini del Nord, del Centro, del Sud e delle Isole. Non permetterò mai che si creino divisioni. Dobbiamo marciare uniti e mantenere alto lo spirito di comunità. È questa la nostra forza.”

Il premier conclude il post invitando tutti a smetterla di essere severi con il nostro Paese: “tutto il mondo è in difficoltà e possiamo essere fieri di come stiamo affrontando questa durissima prova”.

Conte ha annunciato che prima della fine di questa settimana, quindi entro e non oltre il 26 aprile, il governo comunicherà ufficialmente il piano della Fase 2 e illustrerà nel dettaglio il programma, confermando come data d’avvio presumibile il prossimo 4 maggio.

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