Conte in Parlamento: il piano per la fase 2, obbligo mascherine. Tutte le dichiarazioni

Isabella Policarpio

21 Aprile 2020 - 18:31

14 Gennaio 2021 - 11:51

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Nell’informativa di Conte in Parlamento emergono i punti del decreto aprile. Tra i temi toccati: mascherina obbligatoria, allentamento delle misure restrittive e Recovery fund in ambito europeo. I dettagli.

 Conte in Parlamento: il piano per la fase 2, obbligo mascherine. Tutte le dichiarazioni

Nel lungo discorso di Conte in Parlamento emergono le misure che l’Italia metterà in campo nei prossimi mesi in materia di distanziamento sociale, aiuti economici e rapporti con l’Unione europea.

L’informativa del Premier in Senato e alla Camera mostra l’intenzione di aprire con gradualità le attività produttive e commerciali, con attenzione alla tutela dei cittadini e dei lavoratori. La mascherina sarà obbligatoria e il distanziamento sociale verrà appianato per step.

Ingente lo sforzo economico per le imprese in difficoltà, si parla di un piano di aiuti che supera i 50 miliardi di euro con ampliamento degli ammortizzatori sociali.

Chiara la posizione riguardo al MES: Conte si dichiara ancora una volta contrario al Fondo salva-Stati, mentre spinge per uno strumento nuovo - il Recovery fund - che sia di importo maggiore rispetto a tutti gli aiuti stanziati fino ad ora.

Conte dichiara: allentamento delle misure omogeneo su scala nazionale e mascherina obbligatoria

L’informativa di Conte in Senato si è aperta con la notizia che, come si preannunciava nei giorni scorsi, a breve le misure restrittive e il distanziamento sociale subiranno un allenamento, in concomitanza con la ripresa di alcune attività commerciali e produttive.

Maggiore libertà ai cittadini, ma sempre nel rispetto delle indicazioni del comitato tecnico-scientifico. La mascherina sarà obbligatoria nei luoghi pubblici, almeno fino a quando non si troverà un vaccino. Come e quando ammorbidire i divieti lo deciderà il comitato di esperti guidati da Vittorio Colao, in sinergia con le Regioni e le Autorità sanitarie.

Le disposizioni per la Fase 2 opereranno in maniera omogenea su scala nazionale e non frazionata, come si pensava, e sempre valutando l’evoluzione della curva epidemiologica e l’indice R0.

Aiuti per imprese e famiglie: in arrivo 50 miliardi di euro

Per quanto riguarda il piano economico, il Premier ha confermato un intervento poderoso nel prossimo decreto aprile di oltre 50 miliardi di euro. Questi si aggiungono ai 25 miliardi di euro già stanziati nel decreto Cura Italia, per un totale di 75 miliardi da utilizzare in aiuti alle imprese, soprattutto piccole e medie, e nei settori maggiormente in crisi.

Conte ha confermato che durante la fase 2 saranno estesi e intensificati gli ammortizzatori sociali esistenti, in modo particolare l’accesso alla Cassa integrazione straordinaria e il congedo parentale.

Non vi è stato alcun cenno alla possibilità di prevedere il reddito di emergenza, come invece ha dichiarato la Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo. Si tratta di un assegno simile al reddito di cittadinanza, che va dai 400 agli 800 euro, anche per chi lavora in nero.

App “Immuni”, non sarà obbligatoria

Importanti le precisazioni riguardo l’App “Immuni” con la quale il Governo intende tracciare gli spostamenti dei cittadini e contenere in tal modo l’insorgere di nuovi focolai. L’App non sarà obbligatoria ma si potrà scaricare su base volontaria. Conte, inoltre, ha ribadito il massimo impegno nella tutela della riservatezza dei dati personali degli utenti che decideranno di farne uso.

Mes? Meglio il Recovery fund

Per quanto concerne gli aspetti di politica internazionale - il punto più atteso dell’intervento odierno - il Premier Conte ha ribadito la linea annunciata nella scorsa conferenza stampa, ovvero l’inadeguatezza del Mes per risolvere la crisi causata dal coronavirus, una crisi che non conosce confini e che non può essere affrontata con strumenti del passato.

Serve, invece, un “Recovery fund” condiviso e immediatamente disponibile. Sarà proprio questo l’oggetto del Consiglio europeo che si terrà giovedì 23 aprile. Tuttavia Conte ammette che opporsi al Mes senza condizioni per gli aiuti in ambito sanitario significherebbe fare un torto ad altri Paesi in difficoltà, in primis alla Spagna.

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