Anche Consob contro il MES: occhio a effetti immediati e nefasti

MES: per il presidente Paolo Savona potrebbe avere effetti nefasti

Anche Consob contro il MES: occhio a effetti immediati e nefasti

Anche il presidente della Consob Paolo Savona è arrivato a parlare di MES, Meccanismo Europeo di Stabilità e lo ha fatto nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano La Verità, nella quale non ha nascosto le sue perplessità.

L’uomo ha addirittura messo in guardia contro i possibili effetti, immediati e funesti, che potrebbero sorgere in seguito all’utilizzo del fondo salva-Stati e all’attivazione della sua linea di credito.

Le dichiarazioni di Savona sul MES hanno inevitabilmente riacceso un dibattito mai realmente sopito.

Consob sul MES: attenzione a effetti funesti

Qualche giorno fa, lo stesso Savona ha proposto l’introduzione di bond irredimibili, ossia delle obbligazioni perpetue da utilizzare per ridurre i rischi per il Belpaese, limitando al contempo gli oneri per le generazioni future.

Durante il weekend appena trascorso, invece, il presidente della Consob è tornato a parlare di MES, non mostrandosi particolarmente entusiasta nei confronti del fondo salva-Stati.

Ma perché? Per dirla con le sue stesse parole, qualsiasi prestito europeo da rimborsare (anche a tassi vantaggiosi dunque) entra sul rapporto tra debito pubblico e PIL, cosa che si traduce in effetti funesti sullo spread.

L’alternativa migliore? Il Recovery Fund. Se i suoi prestiti fossero:

“sotto forma di donazioni a fondo perduto, come sembra ma è tutto da decidere, dovremmo darci da fare per ottenerle”.

Certo è che al momento non è ancora chiaro come funzionerà il tanto discusso fondo di recupero. Nell’ultimo Consiglio europeo gli Stati membri hanno concordato sulla necessità di agire per tutelare il Vecchio Continente dall’emergenza coronavirus, ma un accordo vero e proprio non è stato ancora trovato.

Molto probabilmente questo non accadrà fino a che i 27 non potranno riunirsi di persona (dopo le riunioni telematiche rese necessarie dal COVID). Gli occhi saranno puntati sul vertice europeo previsto per la metà di luglio anche se la data ufficiale non è stata ancora comunicata.

In quell’occasione il Recovery Fund verrà affrontato in maniera più dettagliata e oscurerà, almeno momentaneamente, le discussioni sul MES.

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