Congedo straordinario legge 104: obblighi e restrizioni

Lorenzo Rubini

3 Dicembre 2020 - 10:50

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Quali sono gli obblighi e le restrizioni cui è sottoposto un lavoratore dipendente che chiede il congedo straordinario per assistere un familiare con grave handicap?

Congedo straordinario legge 104: obblighi e restrizioni

I lavoratori dipendenti che assistono un familiare con grave handicap in base alla legge 104 del 1992 possono fruire di un congedo straordinario retribuito di massimo 24 mesi per prestare assistenza al congiunto. Molte sono le preoccupazioni di chi fruisce di tale beneficio anche a causa della poca trasparenza normativa al riguardo su quali sono gli obblighi e le restrizioni imposte.

Rispondiamo ad una lettrice di Money.it che ci scrive:

“Buonasera sono una dipendente pubblica che ha l’aspettativa di 6 mesi con legge 104 per la madre che abita a Perugia in casa mia dove ho la residenza. Io ho il domicilio e il lavoro a Torino e un compagno e una figlia di 10 anni a Torino che va a scuola. Io posso tornare qualche giorno a prendere delle cose al domicilio e a vedere mia figlia??? Quali restrizioni ho? E se devo andare negli uffici del lavoro?”.

Congedo straordinario retribuito: obblighi e restrizioni

L’abuso del congedo straordinario retribuito, così come nel caso dei giorni di permesso mensile previsti dalla legge 104, c’è quando il lavoratore dipendente durante il periodo di assistenza invece di prendersi cura del disabile svolge altre attività personali.

E’ il caso, per esempio, di chi durante il congedo parte per una vacanza durante il congedo pagato. In questo caso si può incorrere in sanzioni disciplinari, economiche e anche penali (si potrebbe, infatti, incorrere nel reato di truffa).

Fermo restando che il congedo straordinario retribuito regolato dalla legge 151/2001 è volto alla cura e al benessere del disabile, quest’ultimo non deve, però, trasformarsi in una prigione per il familiare che lo assiste.

Anche la Corte di Cassazione nella nota sentenza 54712/16 del 23.12.16 ribadisce che non è necessaria la presenza del familiare 24 ore su 24: durante la fruizione del congedo è possibile ritagliarsi brevi spazi temporali per provvedere sia alle proprie esigenze personali che ai propri bisogni.

Secondo la Corte di Cassazione, infatti, l’assistenza da prestare al disabile non si riduce meramente alla presenza in casa del caregiver ma deve comprendere anche tutte le attività che si devono compiere al posto del disabile che non può compierle autonomamente.

Ovviamente, essendo lei madre, ha anche il diritto e dovere di essere presente per sua figlia minore e i bisogni del disabile, pur venendo al primo posto, non possono impedirle di vedere sua figlia.

Se un giorno, quindi, decide di far visita a sua figlia a Torino, certamente questo non va a configurare un abuso del congedo straordinario a patto che l’assistenza del disabile che assista sia assicurata in ogni caso.

Ovviamente se decide di trascorre diversi giorni la settimana lontano dal disabile l’abuso potrebbe configurarsi. Per questo le consiglio, se le condizioni di sua madre lo permettono, di portarla con sé quando fa questi spostamenti, se prevede di fermarsi fuori caso anche la notte. Infatti, non è obbligatorio rimanere nel domicilio con il disabile, se questi può uscire.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

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