Concorso scuola: ecco come potrebbe cambiare con il PNRR

Teresa Maddonni

17 Maggio 2021 - 10:01

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Concorso scuola: le procedure ordinarie verranno semplificate secondo lo schema di riforma del reclutamento degli insegnanti delineato dal PNRR. Ecco come potrebbe cambiare.

Concorso scuola: ecco come potrebbe cambiare con il PNRR

Concorso scuola: la modalità di reclutamento degli insegnanti potrebbe cambiare con una prossima riforma in arrivo con il Piano di Ripresa e Resilienza (PNRR) che il governo ha inviato a Bruxelles.

Il PNRR infatti contiene una missione per Istruzione e ricerca con specifici obiettivi e che si fonda su alcuni elementi fondamentali come, tra gli altri, il “miglioramento dei processi di reclutamento e di formazione degli insegnanti”.

Il concorso scuola potrebbe cambiare nel prossimo futuro con un anno di prova e l’abilitazione solo alla fine del percorso. D’altronde questo era quanto veniva messo nero su bianco anche nella bozza del PNRR del governo Conte.

Intanto il ministero dell’Istruzione con il Mef sta cercando una soluzione per la stabilizzazione dei precari e la necessità di evitare disagi all’inizio del prossimo anno scolastico con le cattedre scoperte. Vediamo allora come potrebbe cambiare il concorso scuola secondo la riforma del PNRR.

Concorso scuola: ecco come potrebbe cambiare

Nel PNRR trova spazio il concorso scuola e viene definito anche come potrebbe cambiare. Spazio infatti viene dato al sistema di reclutamento degli insegnanti. In particolare nel Piano alla scuola è dedicata la missione “Istruzione e ricerca” ponendosi differenti obiettivi che vanno dalla formazione, all’orientamento universitario, al diritto allo studio fino alla riduzione del gap territoriale e la lotta alla dispersione scolastica.

Il concorso scuola ordinario con il Piano verrebbe semplificato. In particolare il concorso scuola cambierebbe con le seguenti modifiche:

  • prima selezione con titoli di servizio, titoli culturali e prova computer based con la quale verrà formata una graduatoria dei vincitori;
  • anno di prova con test finale per l’assegnazione definitiva della cattedra;
  • mobilità prevista solo dopo 3 anni.

La nuova riforma del concorso scuola dovrebbe riguardare quelli banditi a partire dal prossimo anno scolastico.

In sospeso tuttavia, lo ricordiamo, c’è ancora il concorso scuola ordinario bandito un anno fa e con i candidati ancora in attesa di una qualche indicazione sulle prove.

Non è ancora chiaro infatti se la nuova semplificazione dei concorsi pubblici prevista dal ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta con il decreto Covid di aprile verrà applicata anche ai concorsi scuola ordinari per infanzia e primaria e per la secondaria di primo e secondo grado per le assunzioni dal prossimo anno scolastico.

Concorso scuola: le assunzioni dei precari

E se da una parte si pensa al concorso scuola per il futuro, il ministro dell’Istruzione Bianchi ha già parlato di assunzioni ogni anno a regime, e di quelli banditi e non espletati, c’è la scottante questione dei precari.

In particolare, come anticipa Il Sole 24 Ore, per le nuove assunzioni dei precari, oltre ai vincitori del concorso straordinario conclusosi a febbraio, si penserebbe di assumere quelli con anni di servizio (anche meno di 3) e con un’unica prova finale al PC, tirocinio di un anno e test finale.

Il piano per assumere da settembre cui il governo starebbe lavorando, anticipa il quotidiano economico, potrebbe prevedere:

  • assunzioni dalle Gae e dalle graduatorie di merito dei vecchi concorsi;
  • 26mila o 28mila assunzioni dal concorso straordinario;
  • assunzioni di precari sul sostegno;
  • assunzioni su posti comuni con la prova per i precari di cui abbiamo detto sopra, ma al momento siamo nel campo delle ipotesi al vaglio del Miur.

I conti tuttavia non tornerebbero perché si arriverebbe a 60mila stabilizzazioni sulle cattedre a oggi libere che sono quasi il doppio. Presto dovremmo avere delle informazioni in più considerando che settembre è davvero troppo vicino e occorre agire con tempestività.

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