Scuola: tutte le misure del Recovery Plan

Teresa Maddonni

13 Gennaio 2021 - 16:18

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Alla scuola sono destinati 28 miliardi con il Recovery Plan che prevede misure che vanno dal potenziamento delle competenze, al diritto allo studio, fino al mondo della ricerca. Il Piano prevede obiettivi specifici da realizzare con una serie di riforme.

Scuola: tutte le misure del Recovery Plan

Quali sono le misure per la scuola del Recovery Plan? Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), approvato nella notte dal Consiglio dei Ministri e finanziato con il Recovey Fund, prevede fondi e riforme da attuare anche per la scuola, nel capitolo dedicato a Istruzione e ricerca.

Per la scuola il Recovery Plan prevede 28,5 miliardi di euro, di cui 16,72 destinati al potenziamento delle competenze e diritto allo studio.

Il Piano si divide in sei missioni, la quarta è quella dedicata alla scuola, che ha per esempio tra gli obiettivi, che approfondiremo di seguito, il miglioramento dei percorsi scolastici e universitari degli studenti.

Abbiamo già visto quali sono tutte le misure del Recovery Plan per il mondo del lavoro, vediamo ora cosa prevede per la scuola.

Scuola: obiettivi del Recovey Plan

La scuola come abbiamo anticipato nel Recovery Plan trova spazio nella missione Istruzione e ricerca, 28,5 miliardi da destinare a obiettivi specifici, che il testo che si prepara ad approdare in parlamento mette nero su bianco.

Le risorse impiegate nella missione, come abbiamo anticipato, vengono divise in due componenti fondamentali del Piano che sono:

  • Potenziamento delle competenze e diritto allo studio per 16,72 miliardi;
  • Dalla Ricerca all’impresa per 11,77 miliardi di euro.

Gli obiettivi della missione sono così definiti:

  • colmare il deficit di competenze che limita il potenziale di crescita del nostro Paese e la sua capacità di adattamento alle sfide tecnologiche e ambientali
  • migliorare i percorsi scolastici e universitari degli studenti, agevolarne le condizioni di accesso per accrescere l’incentivo delle famiglie a investire nell’acquisizione di competenze avanzate da parte dei giovani;
  • rafforzare i sistemi di ricerca e la loro interazione con il mondo delle imprese e delle istituzioni.

La missione della scuola nel Recovery Plan ruota, come si legge nel testo stesso, intorno ai seguenti assi portanti:

  • l’ampliamento delle competenze acquisite nelle scuole, nelle università e nelle istituzioni di Alta Formazione Artistica e Musicale da parte di giovani, di lavoratori e ampie fasce di popolazione attiva;
  • il potenziamento della ricerca di base e delle grandi infrastrutture di ricerca, fondamentali nelle aree di frontiera e per il trasferimento tecnologico, il miglioramento dell’interazione tra mondo della ricerca e mondo produttivo, nonché della propensione all’innovazione delle imprese, soprattutto delle PMI, e la loro partecipazione a progetti e filiere strategiche. Per questa via si sostengono anche la domanda e l’adeguato impiego di competenze avanzate nel nostro sistema produttivo;
  • l’internazionalizzazione della formazione superiore e della ricerca attraverso la promozione della mobilità di docenti e ricercatori, sia verso l’estero che verso l’Italia, per contribuire ai principali processi internazionali di ricerca e formazione di nuove competenze, nei principali ambiti strategici per il futuro;
  • il supporto alla ricerca condotta dai giovani talenti, con finanziamenti a essi dedicati, seguendo il modello d’eccellenza degli ERC grant europei.

Affinché le misure legate a questi obiettivi possano essere realizzate è necessario, si legge nel testo del Recovery Plan, che sia dedicata un’attenzione particolare alle disparità regionali e alla riqualificazione della forza lavoro.

Si legge ancora nel Pnrr:

“Per quanto riguarda gli investimenti in cui si concretizzano le due componenti della missione Istruzione e ricerca, questi sono distribuiti su 24 progetti per un ammontare complessivo di risorse pari a 26,1 miliardi di euro.”

Il diritto allo studio nel Recovery Plan e riforme

Per comprendere misure in generale legate alla scuola nel Recovery Plan possiamo analizzare una delle componenti, della missione che abbiamo sopra illustrato, cui vanno la maggior parte delle risorse, vale a dire Potenziamento delle competenze e diritto allo studio.

La componente, si legge nel testo del Pnrr, ha come obiettivo quello di potenziare le competenze di base della scuola secondaria di I e II grado, con interventi volti a ridurre il tasso di abbandono scolastico (14,5% nel 2018 rispetto alla media UE del 10,6%) e di ridurre i divari territoriali.

Un altro obiettivo per la scuola nel Recovery Plan è quello di aumentare la percentuale di popolazione di età compresa tra i 25 e i 34 anni in possesso di un titolo di studio di livello terziario (28% rispetto al 44% di media nei paesi dell’OCSE).

A tal fine si incrementerà l’investimento pubblico in istruzione terziaria, prevedendo pertanto:

  • efficaci azioni di orientamento degli studenti verso i più adeguati percorsi universitari;
  • l’ampliamento del numero delle borse di studio a favore degli studenti meritevoli e meno abbienti e del numero di alloggi per studenti;
  • il rafforzamento delle agevolazioni per la frequenza di corsi universitari.

“Si aggiungono da un lato il potenziamento dei programmi professionali di livello secondario e terziario che consentono un migliore inserimento nel mondo produttivo, colmando un importante deficit di offerta formativa nei confronti dei nostri principali partner europei, dall’altro lato l’ampliamento del numero di ricercatori, a sostegno sia dello sviluppo della formazione superiore, sia della ricerca di base. ”

Sempre con il Recovery Plan si prevedono interventi, in tema di efficientamento energetico (altro punto questo del piano), di ammodernamento e cablatura degli edifici scolastici.

In generale gli obiettivi per la scuola della componente che riguarda il potenziamento delle competenze e diritto allo studio nel Recovery Plan sono i seguenti:

  • aumentare l’offerta di asili nido e servizi per l’infanzia e favorirne una distribuzione equilibrata sul territorio nazionale;
  • ampliare le opportunità di accesso all’istruzione e contrastare l’abbandono scolastico e la povertà educativa;
  • migliorare i risultati e i rendimenti del sistema scolastico;
  • potenziare la formazione e il reclutamento del personale docente;
  • potenziare la didattica in particolare in discipline STEM, linguistiche e digitali anche attraverso una maggiore autonomia scolastica;
  • istituire un Fondo per la riduzione dei gap dell’istruzione e per facilitare la diffusione del tempo pieno su tutto il territorio nazionale;
  • rafforzare la formazione professionale secondaria e universitaria, l’apprendistato professionalizzante e gli investimenti in formazione terziaria;
  • ridurre lo squilibrio di competenze tra domanda e offerta di lavoro.

Per realizzare questi obiettivi per la scuola sono previste, come ricorda il Recovery Plan, linee di azione con rispettivi investimenti e riforme.

In particolare le riforme previste per scuola e università elencate nel Recivery Plan sono le seguenti:

  • riforma del sistema di reclutamento dei docenti inserendo un anno di formazione e prova;
  • scuola di alta formazione (Università - Indire) e formazione in servizio obbligatoria per dirigenti scolastici, docenti e personale ATA con il sistema dei crediti;
  • integrazione, nelle discipline curriculari, di attività, metodologie e contenuti correlati a sviluppare e rafforzare le competenze STEM e di digitalizzazione e innovazione in tutti i gradi d’istruzione;
  • riforma del sistema d’istruzione terziaria professionalizzante ITS attraverso l’estensione del modello organizzativo e didattico in altri contesti formativi;
  • riforma degli istituti tecnici e professionali che mira ad adeguare i programmi di formazione alle esigenze del mondo della produzione e della situazione socio-economica dei singoli territori;
  • riforma del sistema di orientamento con moduli da inserire nelle scuole superiori;
  • riforma per la semplificazione delle procedure per l’abilitazione all’esercizio delle professioni;
  • riforma delle classi di Laurea che prevede l’aggiornamento della disciplina per la costruzione degli ordinamenti didattici dei corsi di laurea;
  • riforma per l’aggiornamento della disciplina dei dottorati.

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