Con il Covid peggiora la persecuzione e la repressione cinese

Violetta Silvestri

8 Gennaio 2021 - 15:39

8 Gennaio 2021 - 16:42

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Il Covid ha peggiorato situazioni già difficili sul fronte libertà e diritti: come in Cina, dove la repressione delle minoranze cristiane e musulmane, per esempio, ha trovato nuovi e drammatici impulsi.

Con il Covid peggiora la persecuzione e la repressione cinese

La repressione e la persecuzione cinesi sono peggiorate nel clima di controllo ancora più generalizzato che si è instaurato durante la pandemia.

Questo emerge da diversi report e informazioni prevenienti da varie parti della sconfinata nazione asiatica, nel mirino di analisi - e critiche - negli ultimi mesi per la gestione pandemica.

Ma non solo, anche per la complessa, delicata e fondamentale questione dei diritti umani e del rispetto delle libertà. In primis nell’ambito religioso, dove le minoranze sono da tempo controllate e perseguitate, con i cristiani, per esempio, ostacolati in ogni aspetto della loro confessione.

Il lockdown duro cinese e la necessità di reprimere libertà di movimento e relazionale per arginare i contagi non hanno fatto altro che dare più slancio alle campagne di intimidazione già in atto.

Alcuni episodi raccontano come le persecuzioni e la repressione in Cina sono aumentate con il Covid.

Cina: la persecuzione dei cristiani al tempo del Covid

Diritti negati e controllo serrato e violento per i cristiani in Cina: questo il destino della minoranza religiosa che nel Paese asiatico non ha mai potuto esprimere liberamente il proprio credo.

Stando ad alcune testimonianze di associazioni religiose, la situazione è drammaticamente peggiorata durante questi mesi di epidemia. La Cina, infatti, ha continuato la sua campagna di persecuzione religiosa. L’11 marzo una chiesa nella provincia di Jiangsu, che era stata chiusa a causa del coronavirus, è stata quasi interamente distrutta dalle autorità. Croci e simboli di edifici cristiani sono stati abbattuti.

Incontri di preghiera sono stati proibiti anche online e chi ha tentato di organizzare eventi per sostenere le vittime Covid attraverso momenti di spiritualità, anche solo via internet, è stato arrestato.

Un cristiano nella provincia costiera di Shandon in Cina, che ha esortato a pregare e digiunare per nove giorni per i morti da pandemia, è stato arrestato per aver organizzato un servizio religioso “illegale”, ha detto un settimanale cattolico citando l’organizzazione Release International.

Il tutto, in una cornice già molto repressiva per i cristiani in Cina. Già da tempo, infatti, sono state installate videocamere dentro e intorno alle chiese “tollerate” per registrare tutti coloro che partecipano.

Le vittime di persecuzioni religiose sono sempre più numerose. Ma tu puoi aiutarle e fare la differenza oggi.
Puoi farlo tramite bonifico:

Beneficiario: Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS
Causale: MONEY.IT PER I CRISTIANI CHE SOFFRONO
IBAN: IT23H0306909606100000077352
BIC/SWIFT: BCITITMM

oppure online, cliccando qui in basso

DONA ORA PER AIUTARE LE VITTIME DI BOKO HARAM

Attraverso la raccolta fondi è possibile, concretamente, aiutare i perseguitati per fede e mettere finalmente fine al massacro senza tempo.

Secondo reportage di alcuni media, dall’inizio del 2020 le chiese sono tenute a sostenere e diffondere gli insegnamenti del Partito Comunista, una sorta di contraddizione dato che il partito è formalmente ateo. Le chiese sono state costrette ad amalgamarsi. È impossibile ottenere il permesso per costruire una nuova chiesa. È illegale per le persone sotto i 18 anni andare in chiesa. L’istruzione scolastica privata o religiosa è illegale. Le Bibbie possono essere vendute nelle chiese ma non nelle normali librerie o online. I membri del Partito Comunista non possono appartenere a una chiesa.

Non solo cristiani: continua la repressione dei musulmani uiguri

Nel frattempo, il Partito Comunista Cinese sfrutta ogni opportunità per opprimere ulteriormente la già tormentata minoranza musulmana uigura.

Nello Xinjiang, dove vive la maggior parte degli uiguri, le autorità hanno imposto una rigorosa quarantena durante i mesi della pandemia, senza dare alcun preavviso ai residenti.

Incapaci così di preparare e acquistare cibo o forniture mediche, molti uiguri non hanno avuto possibilità di sfamarsi. La realtà degli uiguri è già tristemente nota e ha scatenato proteste nel mondo - con l’accusa di genocidio - per i cosiddetti campi di rieducazione.

Mentre gran parte della Cina è stata bloccata negli ultimi mesi, quindi, il Partito Comunista al Governo non ha dato affatto tregua alle minoranze religiose, se possibile, più di prima.

Le vittime di persecuzioni religiose sono sempre più numerose. Ma tu puoi aiutarle e fare la differenza oggi.
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