Compensazione modello F24 2017: nuove regole anche per il bonus Renzi?

Le nuove modalità di compensazione del modello F24 introdotte dal DL 50/2017 riguardano anche il bonus Renzi 80 euro?

Compensazione modello F24 2017: nuove regole anche per il bonus Renzi?

Bonus Renzi 80 euro (Art. 1 DL 66/2014) e nuove modalità di compensazione modello F24 (DL 50/2017): come comportarsi?
Com’è noto, il DL 50/2017 ha introdotto nuove regole in materia di compensazione del modello F24.

È stato introdotto, in particolare, l’obbligo di utilizzare i canali Entratel/F24 online (quindi i canali degli intermediari abilitati) per ogni tipologia di compensazione fiscale eseguita dai titolari di partita IVA, a prescindere dall’importo considerato.

Tale modifica ha suscitato parecchie proteste da parte delle imprese e delle associazioni di categoria dei professionisti; la ragione risiede nell’implicito aumento degli adempimenti e dei costi di gestione amministrativa e fiscale. Tra le varie questioni si è molto dibattuto anche del fatto che tali regole potessero riguardare anche il bonus Renzi 80 euro.

Analizziamo quindi le nuove regole su compensazione modello F24 2017 e bonus Renzi 80 euro.

Compensazione modello F24 e bonus Renzi, analisi articolo 3 DL 50/2017: “disposizioni in materia di contrasto alle indebite compensazioni”

La disposizione da analizzare per comprendere le nuove regole in materia di compensazione modello è l’articolo 3 del DL 50/2017.

In questa sede l’obiettivo è comprendere se il canale Entratel/F24 online debba essere utilizzato anche quando l’azienda deve compensare l’importo a credito di cui al bonus Renzi 80 euro (bonus di cui all’articolo 1 del DL 66/2014).

Partiamo dalla lettura del comma 3 dell’articolo 3 del DL 50/2017:

All’articolo 37, comma 49-bis, del DL 223/2016, convertito con modificazioni dalla L. 248/2006, le parole: per importi superiori a 5.000 euro annui, sono sostituite dalle seguenti: ovvero dei crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito, all’imposta regionale sulle attività produttive e dei crediti d’imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi

Quindi: le nuove regole sulla compensazione del modello F24 si applicano al bonus Renzi 80 euro? Ovvero: se devo compensare solo il codice tributo 1655 di cui all’articolo 1 del DL 66/2014 sono obbligato all’utilizzo dei canali telematici Entratel/Fisconline?

La risposta è no: il comma 3 dell’articolo 3 del DL 50/2017 parla chiaramente di crediti d’imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi. E il bonus Renzi 80 euro non è tra quelli che vanno indicati nel quadro RU.

Compensazione modello F24 2017 e bonus Renzi 80 euro: l’Agenzia delle Entrate forse la pensa diversamente

Tutto chiaro sin qui? Probabilmente si.

Tuttavia, come in tante altre questioni fiscali il diavoletto si cela dietro l’angolo.

Infatti, i professionisti che in questi ultimi giorni hanno contattato l’Agenzia delle Entrate per chiedere chiarimenti in materia si sono sentiti rispondere in più occasioni che “anche il bonus Renzi 80 euro rientra fra quelli oggetto delle nuove regole sulla compensazione 2017 dei modelli F24”.

Cosa fare quindi? Dipende.

Se il contribuente ha dato incarico al proprio commercialista del pagamento periodico dei modelli F24, nella sostanza non cambia nulla.

Se, invece, il contribuente - impresa o lavoratore autonomo - non ha conferito tale incarico, converrebbe a questo punto sostenere questo piccolo onere aggiuntivo alla luce delle nuove regole in vigore (prescindendo dalla questione relativa al bonus Renzi).

Appare però chiaro come questo caos continuo nella gestione degli adempimenti fiscali faccia solo danni a imprenditori, autonomi e professionisti.

Compensazione modello F24 e bonus Renzi 80 euro: l’intervento della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro

In materia di compensazione modello F24 e bonus Renzi 80 euro è recentemente intervenuta anche la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro con la circolare numero 4/2017.

Nel paragrafo relativo alle nuove modalità di compensazione dei modelli F24 si può infatti leggere quanto segue:

Si ritiene che tra i crediti in compensazione soggetti a tale procedura non rientrino quelli relativi al cd. bonus 80 euro previsto dall’articolo 1 del D.L. n. 66/2014, anticipato dai datori di lavoro quali sostituti di imposta ai titolari di lavoro dipendente ed assimilato aventi diritto.

Il bonus, infatti, non risulta tra quelli indicati dal citato articolo 37, comma 49-bis, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248.

Oltremodo presenta caratteristiche di specialità rispetto agli altri crediti di imposta, in quanto il sostituto di imposta svolge un’attività di erogazione del bonus per conto dell’Agenzia delle Entrate.

Peraltro, tale caratteristica di specialità era già stata evidenziata dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro nel parere n.1 del 13 giugno 2014 e confermata dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 22/E dell’1 luglio 2014 seppure relativamente ad altri limiti in materia di compensazione di crediti.

In particolare, quest’ultima aveva precisato che per le caratteristiche del credito previsto dall’art. 1 del decreto, al relativo recupero da parte dei sostituti d’imposta mediante compensazione non si applica neanche la limitazione di cui all’articolo 31 del decreto-legge n. 78 del 2010, che prevede un divieto di compensazione ai sensi dell’art. 17, comma 1, del d.lgs. n. 241 del 1997 dei crediti relativi alle imposte erariali in presenza di debiti iscritti a ruolo, per imposte erariali ed accessori, di ammontare superiore a 1.500 euro

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