Commissione UE: niente procedure in vista per l’Italia, ma occhio alle raccomandazioni

Le raccomandazioni della Commissione UE all’Italia e all’intera Unione europea: ecco su cosa concentrarsi adesso

Commissione UE: niente procedure in vista per l'Italia, ma occhio alle raccomandazioni

Le raccomandazioni annuali della Commissione UE ai Paesi membri non hanno potuto prescindere dall’analisi dell’emergenza coronavirus.

Quest’ultima ha messo con le spalle al muro l’intera economia del Vecchio Continente e ha spinto i governi a spendere di più per finanziare le misure di contrasto della pandemia e la ripresa dell’attività. Si pensi soltanto al Decreto Cura Italia e al Decreto Rilancio approvati dall’esecutivo di Giuseppe Conte.

Le decisioni dei singoli Stati hanno ovviamente avuto un peso sul portafoglio degli stessi, ma le ultime dichiarazioni della Commissione europea hanno permesso di tirare, almeno momentaneamente un sospiro di sollievo, anche e soprattutto sul fronte italiano. Le raccomandazioni, comunque, non sono mancate.

Commissione UE all’Italia: niente procedure, ma attenzione

Il debito pubblico tricolore ha sempre rappresentato un vero e proprio fardello per l’Italia, un fardello appesantito inevitabilmente a causa del coronavirus.

L’incremento del deficit pubblico ha iniziato a destare preoccupazione, ma la Commissione europea ha chiarito che né per lo Stivale, né per altri 5 Paesi (tra cui Spagna e Francia) verranno decise ora procedure di infrazione per disavanzo eccessivo.

Le priorità al momento sono altre, come confermato dallo stesso commissario agli affari economici Paolo Gentiloni.

“Tuttavia, le sfide che avevamo dinanzi prima di questa crisi non sono scomparse.”

Da qui la necessità per l’Italia di osservare alcune raccomandazioni specifiche:

  • investire di più nei settori più colpiti, con focus su digitale e ambiente;
  • rendere più efficiente il sistema amministrativo e giudiziario;
  • attivare di politiche di bilancio tali da essere considerate prudenti nel medio termine e da garantire una più ampia sostenibilità del debito (quando ovviamente le condizioni lo permetteranno).

In questo schema, anche il rafforzamento delle politiche di sostegno (come il Reddito di cittadinanza).

Le priorità dell’Unione europea

Stando a quanto ribadito dal vicepresidente della Commissione UE Valdis Dombrovskis, il Vecchio Continente dovrà tornare a far girare la propria capacità produttiva.

“Nel passaggio dall’emergenza alla ripresa dobbiamo riportare le economie verso la crescita sostenibile e inclusiva”.

In che modo? Puntando ad esempio su alcuni aspetti fondamentali tra cui:

  • Investimenti sulla salute
  • Liquidità per le imprese
  • Tutela dell’occupazione
  • Gestione e limitazione delle conseguenze della pandemia
  • Crescita sostenibile
  • Transizione verde
  • Trasformazione digitale

Il recupero economico, secondo la Commissione UE, avverrà anche seguendo le raccomandazioni indicate.

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