Comici in politica e politici che sembrano comici: il parere di Gennaro Calabrese

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Comici in politica e politici che sembrano comici: il parere di Gennaro Calabrese

La grande novità politica degli ultimi anni è l’affermazione del Movimento 5 Stelle, il partito del comico Beppe Grillo, un comico in politica; ma sempre più spesso anche i politici sembrano veri comici. Ne abbiamo parlato con il comico-imitatore Gennaro Calabrese.

Forexinfo intervista Gennaro Calabrese, comico e imitatore recentemente vincitore del premio Castrocaro 2015 per la sezione “Volti Nuovi”.

Gennaro Calabrese è un’artista polivalente in grado di imitare centinaia di voci e personaggi politici, televisivi e sportivi. In questo periodo di comici impegnati in politica e di politici che rischiano di apparire comici, proviamo ad analizzare la situazione del Paese da un punto di vista “alternativo”.

Ecco l’intervista che abbiamo realizzato con il comico Gennaro Calabrese.

Comico, imitatore, cabarettista...di tutti i ruoli che sa ricoprire con quale si riscontra maggiormente?

In realtà questi ruoli li considero complementari tra di loro. Diciamo che amo fare le imitazioni...in modo comico e strutturate per uno spettacolo di cabaret.

Dei grandi artisti italiani del passato e del presente quali hanno inciso maggiormente sul suo percorso formativo?

Sono cresciuto a pane e Toto’. Cerco indegnamente di ispirarmi a lui, nella spontaneità della sua comicità e nel tentativo di non risultare mai volgare. Tra gli artisti di oggi i miei punti di riferimento sono Jim Carrey, Claudio Bisio e Massimo Lopez.

Nei suoi spettacoli prende spesso di mira i politici italiani. Perché in Italia la satira politica riscontra così grande successo?

La politica è ciò che amareggia di più il cittadino...scherzarci su aiuta ad addolcire questo “amaro”.

La grande novità politica degli ultimi anni è l’ingresso di un grande comico di successo in politica. Un ingresso sempre sorprendente se si pensa che Beppe Grillo oggi guida il secondo partito italiano. Cosa ne pensa?

Penso che il successo di Beppe Grillo sia dovuto al suo non essere “un politico di professione”, unito all’uso di un linguaggio molto vicino al popolo. Anche i suoi contenuti corrispondono a ciò che il popolo vuole sentir dire. Qualche hanno fa suscitò interesse l’ingresso in politica di Antonio Di Pietro, che nell’immaginario collettivo era il giustiziere dei politici corrotti. Abbiamo bisogno di esempi positivi in politica e dunque chi non è un politico professionista, ha un impatto maggiore, suscita più credibilità e fiducia. A questo si aggiunga anche il carisma del personaggio.

Le ultime rilevazioni dei maggiori istituti di sondaggi evidenziano tassi di astensionismo superiori al 40% a livello nazionale (e nelle elezioni locali, soprattutto al Sud, va ancora peggio). Perché la gente comune è così distante dalla politica?

Per sfiducia. Credo solo ed esclusivamente tanta sfiducia. La politica è una macchina prevedibile. Proclami pre elettorali sistematicamente disattesi dopo l’elezione. Non sempre e non solo per colpa di chi “promette”, ma anche per il modo in cui funziona la politica nel nostro Paese.

Quale ruolo possono avere gli artisti italiani nella discussione politica nazionale?

Il ruolo che vogliono avere. Non sono d’accordo che la politica si “serva” dell’arte e degli artisti per arrivare alla gente; così come non accetto che alcuni artisti si servano della politica per organizzare la propria carriera. Ma un artista che parla di politica e che fa satira è una cosa diversa. Parlare di politica è parlare della società, del costume di un Paese, di cui la politica è parte integrante.

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