Come diventare infermiere specialista: è ancora un mistero, ecco perché

Diventare infermieri specialisti sarebbe l’obiettivo di molti facenti parte della categoria; in materia si è già espresso il nuovo CCNL Sanità, ma le iniziative previste dal contratto sembrerebbero ancora confuse e in alto mare.

Come diventare infermiere specialista: è ancora un mistero, ecco perché

Diventare infermiere specialista potrebbe in parte sopperire alla delusione nata dagli aumenti stipendiali molto bassi e alle numerose norme che hanno influito negativamente negli ultimi anni penalizzando questa categoria di lavoratori.

A detta di molti la normativa non sarebbe al passo con i tempi e viene considerata incoerente con quanto avvenuto nei quasi 10 anni di blocco contrattuale.

Ma i dubbi e le perplessità non si limitano a questo e si estendono anche al riconoscimento delle competenze avanzate e specialistiche e quindi alla progressione di carriera nella clinica prevista dal CCNL in materia di Sanità sottoscritto a febbraio la cui attuazione sarebbe però ancora in alto mare.

Diventare infermiere specialista da quanto emerge dalla realtà dei fatti sembra più un’utopia che una prossima realtà.

Cosa prevede il CCNL Sanità

Il contratto di lavoro riguardante il comparto Sanità si è espresso in merito a diverse materie tra cui l’aumento degli stipendi degli infermieri, prevedendo inoltre alcune novità rilevanti per diventare infermieri specialisti; il CCNL Sanità è stato firmato a febbraio e ha previsto all’articolo 12 innanzitutto la formazione entro luglio di una Commissione paritetica che dovrebbe delineare i profili per i professionisti sanitari con competenze esperte e specialistiche.

L’attuale contratto prevede l’istituzione dell’incarico professionale che valorizzi le competenze di chi mantiene ed evolve il suo impegno nella clinica dichiarandolo appunto infermiere specialista.

Il nuovo profilo di infermiere professionista è stato delineato dal contratto attuale al comma 6 e al comma 7 dell’articolo 16 in questo modo:

  • l’incarico professionale può essere di professionista specialista o di professionista esperto solo nel caso di svolgimento di compiti aggiuntivi e maggiormente complessi che richiedono significative, elevate ed innovative competenze professionali rispetto alle precedenti;
  • il requisito per il conferimento dell’incarico di professionista specialista è il possesso del master di primo livello strutturati secondo gli ordinamenti didattici universitari definiti dal Ministero della salute e dal Ministero dell’Università su proposta dell’Osservatorio nazionale per le professioni sanitarie, ricostituito presso il MIUR con decreto interministeriale 10 marzo del 2016 e sentite le Regioni.

La realtà dei fatti

Nonostante la sottoscrizione del nuovo contratto sia avvenuta diversi mesi fa, ancora oggi ci sono molte riserve e perplessità su quanto definito per ciò che riguarda il riconoscimento delle competenze avanzate e specialistiche e la progressione di carriera. I dubbi in particolare fanno riferimento a due aspetti della normativa:

  • i ritardi in merito all’attivazione della commissione paritetica;
  • la scarsità di master attivi al momento tra quelli che permetterebbero l’accesso al livello superiore.

La Commissione paritertica

Ancora oggi infatti non si sa nulla sull’attivazione della “Commissione paritetica per la revisione del sistema di classificazione professionale” prevista dall’articolo 12 del CCNL che avrebbe dovuto concludere i suoi lavori entro il mese di luglio di quest’anno e formulare proposte organiche alle parti negoziali e che avrebbe dovuto svolgere le seguenti funzioni:

  • analisi delle declaratorie, delle specificità professionali e delle competenze avanzate ai fini di una loro valorizzazione;
  • analisi degli strumenti per sostenere lo sviluppo delle competenze professionali e per riconoscere su base selettiva il loro effettivo accrescimento anche in relazione allo sviluppo della qualità dei servizi e dell’efficacia dell’intervento sanitario e socio sanitario.

I master che consentono l’accesso

La seconda perplessità che riduce al minimo le speranze dei facenti parte di questa categoria riguarda invece i master; infatti solo uno dei master attivati in questi ultimi anni ha ordinamenti didattici definiti dal Ministero della salute e dal MIUR come previsto dal suddetto comma 7 dell’articolo 16 del CCNL.

Ci si riferisce in particolare al master universitario di primo livello in “Cure palliative e terapia del dolore” definito con Decreto ministeriale del 4 aprile 2012 che è l’unico ad essere definito dal decreto nelle modalità richieste dal contratto: “Il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di concerto con il ministero della salute”.

Gli infermieri che auspicherebbero un avanzamento di carriera si augurano che l’Osservatorio nazionale per le professioni sanitarie ponga all’ordine del giorno questa tematica ma anche in questo senso le loro speranze sono state deluse: ad oggi non risulta attivata alcuna discussione tra il Ministero della salute e il MIUR su questo argomento.

Prospettive future

Questo contratto tuttavia rappresenta solo un passaggio per riprendere le fila della discussione, le riflessioni e quindi le trattative per quello che sarà il contratto dell’immediato prossimo futuro che sarà stilato a breve a quanto annunciato dall’unione delle forze politiche del Movimento 5 stelle e della Lega.

Le Regioni, secondo quanto riportato nel contratto stilato dalla maggioranza, giocheranno un ruolo fondamentale: l’attuale Governo infatti ne riconosce e intende implementare la loro autonomia organizzativa in campo sanitario.

Quindi per quelle che sono le decisioni future gli infermieri dovranno chiedersi se le Regioni, che dovranno essere sentite nel momento in cui si darà inizio al percorso per giungere all’attribuzione dell’incarico di professionista specialista, decideranno di rendere finalmente fruibile il percorso di carriera professionale per i professionisti sanitari.

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Argomenti:

Infermieri Contratto

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